I Metallica suoneranno l'intero
Black Album al festival Download, a Donington, il prossimo giugno. Sarà il loro modo per
celebrare il decimo anniversario del festival. Oltre che per festeggiare il ventesimo compleanno, anzi il ventunesimo, del suddetto album. E' l'ultima voce di una lista ormai lunghissima, iniziata un po' in sordina qualche anno fa con la serie dei concerti
Don't Look Back e oggi ormai dilatatasi come un gigantesco blob fatto di chitarra, basso e batteria: suonare vecchi album, dalla prima all'ultima canzone. A volte lo fanno i diretti interessati, sul palco, come i Metallica a Donington. Altre volte, la riproposizione prende la forma del tributo da distribuire online (solo negli ultimi mesi abbiamo avuto quelli a
Nevermind, a
Is This It, a
Achtung Baby). C'è chi parla di moda, di tendenza, di abitudine passeggera. Secondo me è invece l'ennesimo passo, deciso ed evidente, verso la classicizzazione della musica rock. Nel senso che, ormai, la musica rock sta diventando esattamente come la musica classica. E' entrata nel nostro immaginario, ma anche nei libri di storia e nei musei. Alcuni dei suoi alfieri più importanti non sono più in vita, ma le opere rimangono. E iniziano a venire interpretate esattamente come si fa con le sinfonie di Beethoven o i notturni di Chopin. Cosa andiamo a vedere stasera? Il
Don Giovanni di Mozart o
Abbey Road dei Beatles? Una serata di selezioni di musica barocca o quel concerto-tributo al beat? La rivisitazione delle migliori musiche di Bach o quella delle migliori canzoni dei Pavement-Pixies-Blur-Pulp-Soundgarden-StoneRoses suonate da loro stessi? Viviamo nella terra e nell'epoca di mezzo: qualcuno di noi (i più vecchietti) ha assistito in diretta alla nascita del rock, noi oggi stiamo vivendone il passaggio chiave: il trionfo del repertorio sulla novità. L'alto valore commerciale del mercato della nostalgia rende tutto ancora più veloce. Lo spread dei ricordi è inarrestabile. Questa è l'unica differenza rimasta (oltre a quella che molte rockstar sono ancora vive e vegete, anche se il loro sguardo - dal
Black Album agli Stone Roses - è quasi sempre rivolto al passato). Ma lentamente anche la nostalgia si sta trasformando e si trasformerà sempre più in gloria. Ai nostri figli, quelli futuri e quelli che già vivono e lottano con noi, probabilmente le affinità museali tra classica e rock, tra Mozart e John Lennon, Vivaldi e Jimi Hendrix, appaiono già evidenti, scontate. Io adoro la Storia, tutte le storie: quindi in questa trasformazione ci sguazzo e più si deposita la polvere del tempo più corro a soffiarci sopra e ad annusarla. Penso che mi riabbonerò anche a
Mojo. Ma se sento ancora parlare di musica rock come musica dei giovani, o ancor peggio: della ribellione e del futuro, metto mano alla pistola ad acqua.