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venerdì, maggio 01, 2015

Ammazzare uno studente per non educarne cento: l'aumento degli attacchi a scuole e università

"L'assalto dei talebani alla scuola militare di Peshawar, in Pakistan, che (il 16 dicembre 2014) ha portato alla morte di 132 bambini e nove insegnanti, ha inorridito il mondo. Ma non si è trattato di un evento isolato: gli attacchi a istituti scolastici appaiono in crescita. Nei recenti anni sono state colpite scuole e università ovunque, dalla Nigeria al Kenya all'Afghanistan". Inizia così un articolo pubblicato il 30 aprile sul Guardian, nella sezione Datablog. 

Il sito britannico utilizza una versione light di data journalism per ricordarci una triste verità: il mondo dell'istruzione è diventato uno dei bersagli prediletti delle organizzazioni terroristiche, soprattutto in paesi come Afghanistan, Colombia, Pakistan, Somalia, Sudan e Syria, nei quali secondo un report del GCPEA (Global Coalition to Protect Education from Attack) tra il 2009 e il 2012 sono stati realizzati oltre mille attacchi contro istituzioni scolastiche. 

Fonte: Guardian
Un altro report, redatto dal National Consortium for the Study of Terrorism and Response to Terrorism della University of Maryland, mette in fila i paesi nei quali sono stati portati più attacchi agli istituti scolastici tra il 2004 e il 2013: il Pakistan domina questa poco invidiabile classifica, seguito da Thailandia e Afghanistan. Nella percentuale degli attentati alle scuole rispetto agli attacchi terroristici complessivi sono primi Pakistan e Bangladesh (entrambi al 10%).

Fonte: Guardian
Sono dati che purtroppo risultano già superati dalla cronaca: pensiamo all'attacco all'università di Garissa, in Kenya, dove il 2 aprile membri del gruppo jihadista somalo Al-Shabaab hanno ucciso 147 persone. In quel caso, parte del movente è stato religioso: i terroristi islamici hanno infierito soprattutto sugli studenti cristiani. Ma la vera ragione che sta dietro a questi attacchi - in crescita vigorosa dal 2004 - sembra abbastanza evidente: tagliare il cordone ombelicale dell'educazione. 

Spaventare i cittadini del futuro, impedire loro di studiare e crescere, spingerli a restare sotto l'ala "protettiva" di gruppi terroristici e di fanatismo religioso che prosperano in condizioni di ignoranza diffusa. Dal privilegiato osservatorio occidentale, guardando questi dati forse anche noi dovremmo imparare qualcosa: a ridare un valore primario all'istruzione, l'unico strumento che impedisce davvero alla società di scivolare in antiche barbarie. Evitando, se possibile, di simpatizzare per l'ignoranza.

mercoledì, aprile 22, 2015

Due modi ben diversi di vedere il boom del vinile


I due grafici che vedete sopra, realizzati da Digital Music News, usano la stessa base di dati (forniti dalla Recording Industry Association of America) per raccontarci la medesima storia: il revival del vinile negli USA. Solo che il primo si concentra sugli ultimi dieci anni, mentre il secondo risale fino alla metà degli anni Settanta. E il risultato è ben diverso. 

Nel primo grafico, la crescita delle vendite di vinili sul territorio statunitense risulta esaltante e giustifica implicitamente tutti gli articoli che avete letto (e che anch'io ho scritto) sul fenomeno. La reazione è quasi spontanea: "Nessuno compra più dischi? Tutti ascoltano la musica su Internet? Ah ah, sciocchezze. Guardate qua". E l'effetto è ancora più forte se accompagniamo il grafico con quello dei download a pagamento, in drastico calo. 

Le vendite di vinili negli USA dal 2005 al 2015 (stima). Fonte: Digital Music News.
Guardando il secondo grafico, però, il bicchiere si svuota immediatamente: il topolino da 15/20 milioni di copie del presente risulta quasi invisibile rispetto alla montagna da oltre mezzo miliardo del 1977. Anche la sfavillante crescita dell'ultimo decennio scivola ai confini dell'impercettibile. Tutto è relativo: se io l'anno scorso compravo un disco e quest'anno ne compro due, la crescita percentuale è favolosa. Ma se mezzo secolo fa ne compravo cento...

Le vendite di vinili negli USA dal 1975 al 2015 (stima). Fonte: Digital Music News.
L'infografica è uno strumento sempre più comune del racconto giornalistico: sia perché il formato-immagine si presta molto bene a un panorama dei media dominato dagli schermi, sia perché quando si tratta di "mostrare dei numeri" (e non solo dei numeri) l'impatto di un grafico sul lettore/utente è automaticamente maggiore rispetto a quello di un testo. Anche uno dei settori più dinamici dell'informazione, il data journalism, si accompagna in modo quasi inestricabile a una visualizzazione grafica finale della storia. 

Ma:

a) Se siete autori di contenuti, ricordate che il valore informativo del vostro lavoro non aumenta solo con la citazione chiara della base dati utilizzata (obbligatoria), ma anche fornendo al lettore adeguati strumenti di contestualizzazione del lavoro. È qui che interviene il corretto utilizzo del testo, che troppo spesso viene lasciato in secondo piano, ridotto a nanodidascalia o addirittura gettato nel contenitore del superfluo ("perché tanto la gente non legge più").

b) se siete fruitori di contenuti, ricordate di non sopravvalutare l'effetto da "informazione a prima vista". Se è vero che le infografiche raggiungono rapidamente il bersaglio, è anche vero che spesso lasciano un messaggio parziale (quando non sbagliato/scorretto), che solo una maggiore consapevolezza da parte del lettore aiuta a riconoscere. Fatevi sempre qualche domanda; non date nulla per scontato; non lasciate che il primo contatto visivo con l'informazione si trasformi nell'assunzione di un dato di fatto.

Tabelle, grafici, diagrammi e altre forme di infografica sono uno strumento utilissimo per raccontare in modo efficace (e spesso esteticamente gradevole) una storia. Sono però sempre frutto di un processo narrativo: si basano su dei numeri ma non sono verità scientifiche. Alla fine dipende sempre tutto dalla prospettiva, da dove si punta lo sguardo, da quale risposta si cerca. Tornando agli esempi mostrati sopra, il secondo grafico è di certo ottimo per frenare un po' l'entusiasmo generato dal primo, ma è evidente che il contesto tecnologico del 1975 (vinile = formato dominante, con pochi rivali) è nettamente diverso da quello del 2015 (vinile = in crescita, ma nicchia): da un lato non può che esserci una montagna, dall'altro un topolino. 

lunedì, novembre 03, 2014

Il revival del vinile (e l'evoluzione del digitale) in un'infografica


Pur tenendo conto che si tratta di dati in buona parte relativi al 2013 (quindi non aggiornatissimi), l'infografica realizzata da Laura Creed del negozio di hi-fi e home cinema Superfi riassume bene la trasformazione in corso nel mondo della musica: dove - dopo gli anni '90 dominati dal cd e gli '00 in mano a iTunes/iPod - sembra proporsi un duopolio basato su vinile e streaming. Non ancora a livello di valori assoluti, ma in termini di percentuali di crescita e percezione dell'umore del pubblico (che non sembra soffrire troppo al pensiero di una scomparsa di download e compact disc). Un trend globale confermato dai dati sul mercato italiano resi noti la settimana scorsa.
(sotto in versione mignon, più leggibile su Hypebot)





lunedì, settembre 15, 2014

Champions League 2015: paperone Real Madrid, cenerentola Maribor



Qualche giorno fa ho analizzato le rose dell'Europa League 2014-2015, in base alle valutazioni dei cartellini dei giocatori raccolte dal sito Transfermarkt. Adesso è la volta della Champions League, di cui martedì e mercoledì si giocano le prime partite della fase a gironi, con due squadre italiane impegnate (Juventus e Roma). I dati raccolti sono i medesimi dell'Europa League: età media, valore complessivo delle rose e valore medio dei singoli giocatori. Medesime anche le avvertenze: si tratta dei valori stimati da Transfermarkt, quindi non ufficiali e/o verificati al 100%.

Detto ciò, ecco alcuni dei risultati più interessanti:

- In vetta alla classifica delle rose più ricche si individuano tre fasce: la fascia spagnola (Real Madrid e Barcellona, valore complessivo superiore ai 600 milioni di euro), la fascia tedesca (Bayern Monaco, superiore ai 500 milioni di euro), la fascia inglese (Chelsea, Manchester City e Arsenal, tutte con rose dal valore superiore ai 400 milioni). Non a caso, si tratta delle tre nazioni al vertice dei ranking europei, quelle che hanno diritto a partecipare alla competizione con quattro squadre; 

- Con i soldi provenienti dal Qatar, il Paris St. Germain è ormai arrivato a ridosso della "fascia inglese", con una rosa dal valore di 392 milioni di euro (mentre, per rimanere alla Ligue 1 francese, le cessioni di Rodriguez e Falcao hanno fatto precipitare il valore dell'ex-ambizioso Monaco);

- Nella "fascia inglese", ci sarebbe anche il Manchester United. Con una rosa da 438 milioni di euro, i red devils sono infatti al quinto posto nella Top 100 globale di Transfermarkt, ma pagano la disastrosa stagione 2013/2014, che li ha tagliati fuori dalle competizioni continentali. Solo due delle venti squadre dalle rose più ricche del mondo quest'anno non parteciperanno né alla Champions né all'Europa League: l'altra è il Milan (ventesima con un valore complessivo da 200 milioni);

- Juventus e Roma non se la cavano poi così male: sulle trentadue squadre partecipanti sono decima e dodicesima per valori di rosa (rispettivamente 332,25 milioni e 247,20 milioni di euro) e decima e tredicesima per valori medi di cartellino dei giocatori (12,31 milioni e 8,24 milioni di euro, davanti alla Roma si infila lo Zenit). Potenzialmente dunque - almeno dal punto di vista della ricchezza stimata dei giocatori - sarebbero entrambe da qualificazione agli ottavi di finale. Per la Roma, però, c'è stato un grosso problema: il sorteggio;

- I giallorossi hanno pescato quello che - non solo a occhio, ma anche calcolando il valore economico delle rose - è di gran lunga il gruppo più competitivo. Quello della Juventus è invece decisamente meno "ricco". La classifica degli otto gruppi recita:

1. Girone E (Bayern Monaco, Manchester City, ROMA, CSKA Mosca): rose 1418,80 milioni €
2. Girone F (Barcellona, Paris St. Germain, Ajax, Apoel): rose 1094,00 milioni €
3. Girone B (Real Madrid, Liverpool, Basilea, Ludogorec): rose 1086,25 milioni €
4. Girone D (Arsenal, Borussia Dortmund, Galatasaray, Anderlecht): rose 997,58 milioni €
5. Girone G (Chelsea, Schalke 04, Sporting Lisbona, Maribor): 802,93 milioni €
6. Girone A (Atletico Madrid, JUVENTUS, Olympiakos, Malmoe): 727,13 milioni €
7. Girone C (Zenit, Bayer Leverkusen, Benfica, Monaco): 674,90 milioni €
8. Girone H (Porto, Shaktar, Athletic Bilbao, Bate Borisov): 495,60 milioni €

- Guardando i valori individuali nei rispettivi gruppi, la Juventus e l'Atletico Madrid sono nettamente più "ricche" di Olympiakos e Malmoe, mentre la Roma parte con una rosa che vale meno della metà rispetto a quella del Bayern Monaco e poco più della metà rispetto a Manchester City:

Girone A
JUVENTUS: rosa 332,25 milioni €, valore medio giocatori 12,31 milioni €
Atletico Madrid: 313,50 milioni €, 14,93 milioni €
Olympiakos: 69,15 milioni €, 2,10 milioni €
Malmoe: 12,23 milioni €, 0,48 milioni €

Girone E
Bayern Monaco: rosa 564,35 milioni €, valore medio giocatori 20,16 milioni €
Manchester City: 434,25 milioni €, 18,09 milioni €
ROMA: 247,20 milioni €, 8,24 milioni €
CSKA Mosca: 173,00 milioni €, 7,86 milioni €

- Prima delle tabelle complete, un'ultima voce non proprio confortante. Come in Europa League, anche in Champions League le squadre italiane non brillano per la giovane età delle rose: su 32 squadre, la Roma è ventinovesima (27,6 anni) e la Juventus è trentunesima e penultima (28,4 anni). L'Anderlecht (22,6 anni) e l'Ajax (22,8) sono distanti - letteralmente - anni luce. 


CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ROSE PIÙ RICCHE
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA VALORE MEDIO GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ETÀ MEDIA GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, anni)



sabato, settembre 06, 2014

Europa League: la rosa più ricca è del Tottenham, davanti a Napoli, Inter e Fiorentina



Da diversi anni ormai in Champions League l'Italia arranca. L'indiziata numero uno è l'abissale differenza di disponibilità economica rispetto a big come Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco o PSG, che impedisce alle squadre italiane di acquistare i giocatori più forti (e costosi). Ma se il valore economico della rosa è il criterio determinante nelle probabilità di successo di un trofeo, allora nell'edizione 2014-2015 dell'altra competizione continentale per club - l'Europa League - le squadre italiane saranno tra le favorite. 

Secondo i dati aggiornati sul sito Trasfermarkt, la rosa più "ricca" è quella della londinese Tottenham (264,25 milioni €), seguita a ruota da Napoli (253,05M€), Inter (229,70M€) e Fiorentina (213,30M€). La quarta squadra italiana, il Torino, è più staccata e occupa la diciannovesima posizione (60,70€). Se si va a vedere la quotazione media dei singoli giocatori, il Napoli balza addirittura al primo posto (10,12 milioni €), seguito da Tottenham (9,79M€) e Inter (9,19M€). La Fiorentina è quinta (6,46M€), superata dagli inglesi dell'Everton. Il Torino è ventesimo (2,25M€) e perde una posizione rispetto agli austriaci del Red Bull Salisburgo.

Diverso il discorso per l'età. Le squadre più giovani sono l'olandese PSV (età media della rosa: 22,2 anni), la belga Standard Liegi (23,6) e la greca Asteras Tripolis (23,9). Le italiane sono decisamente più stagionate e stazionano al fondo della classifica. Su 48 squadre, l'Inter è trentasettesima (età media 26,7), la Fiorentina trentanovesima (27,0), il Napoli quarantaduesimo (27,7) e il Torino quarantaquattresimo e terzultimo (28,3).

Tutte e quattro le squadre italiane hanno le rose più ricche nei rispettosi gironi:

Gruppo B
TORINO (rosa: 60,70M$, media: 2,25M€)
Club Bruges (Belgio, 41,35M€, 1,43M€)
Copenaghen (Danimarca, 30,80M€, 1,28M€)
HJK (Finlandia, 8,88M€, 0,30M€)

Gruppo F
INTER (rosa: 229,70M€, media: 9,19M€)
Saint-Etienne (Francia, 83.35M€, 2,98M€)
Dnipro (Ucraina, 81,70M€, 3,27M€)
Qarabağ (Azerbaijan, 10,13M€, 0,36M€)

Gruppo I
NAPOLI (rosa: 253,05M€, media: 10,12M€)
Sparta Praga (Repubblica Ceca, 25,75M€, 1,12M€)
Young Boys (Svizzera, 22,20M€, 0,85M€)
Slovan Bratislava (Slovacchia, 9,30M€, 0,29M€)

Gruppo K
FIORENTINA (rosa: 213,30M€, media: 6,46M€)
Paok Salonicco (Grecia, 30,15M€, 1,21M€)
Guingamp (Francia, 28,40M€, 1,14M€)
Dinamo Minsk (Bielorussia, 12,00M€, 0,63M€)

Piuttosto pronunciata è la differenza di peso economico tra i singoli gruppi, dove si va dai 487,95M€ complessivi delle rose del gruppo H (un girone di ferro, formato dagli inglesi dell'Everton, dai tedeschi del Wolfsburg, dai francesi del Lilla e dai russi del Krasnodar) ai 141,73M€ del gruppo B (quello del Torino). 

1. Gruppo H (Everton, Wolfsburg, Lilla, Krasnodar). Rose: 487,95M€. Somma valore medio giocatori: 19,17M€
2. Gruppo F (INTER, Dnipro, Saint-Etienne, Qarabağ). 404,88M€. 15,80M€.
3. Gruppo C (Tottenham, Besiktas, Partizan, Asteras Tripolis). 398,70M€. 14,94M€.
4. Gruppo I (NAPOLI, Sparta Praga, Young Boys, Slovan Bratislava). 310,30M€. 12,38M€.
5. Gruppo K (FIORENTINA, PAOK Salonicco, Guingamp, Dinamo Minsk). 283,85M€. 9,44M€
6. Gruppo E (Dinamo Mosca, PSV, Estoril Praia, Panatinhaikos). 275,05M€. 11,14M€
7. Gruppo G (Siviglia, Feyenoord, Standard Liegi, Rijeka). 257,40M€. 9,33M€
8. Gruppo A (Borussia M'bach, Villareal, Zurigo, Apollon Limassol). 244,83M€. 9,39M€
9. Gruppo D (Salisburgo, Dinamo Zagabria, Celtic, Astra Giurgiu). 200,11M€. 6,86M€
10. Gruppo J (Dinamo Kiev, Steaua Bucarest, Rio Ave, Aalborg). 195,93M. 7,49M€
11. Gruppo L (Trabzonspor, Metalist, Lokeren, Legia Varsavia). 176,68M. 6,65M€
12. Gruppo B (TORINO, Club Bruges, Copenaghen, HJK). 141,73M€. 5,26M€

Prima delle tabelle complete, due avvertenze:
1. Tutti i dati provengono dal sito Transfermarkt. Non ho effettuato ulteriori controlli o verifiche, raccogliendo semplicemente le informazioni dall'archivio. Alcuni valori di cartellino dei giocatori potrebbero essere sovra o sottostimati. 
2. Le tabelle si riferiscono alle squadre ammesse alla fase a gironi, che terminerà a dicembre. Nel turno successivo, le due prime di ogni gruppo saranno raggiunte da alcune squadre escluse dalla Champions League, che presumibilmente avranno rose dal valore economico superiore.


EUROPA LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ROSE PIÙ RICCHE
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



EUROPA LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA VALORE MEDIO GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



EUROPA LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ETÀ MEDIA GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, anni)





lunedì, dicembre 06, 2010

L'Italia completata da Google.

The United States of Autocomplete è una cartina degli USA in cui ai vari stati viene accompagnata la prima parola che compare su Google, inserendo il nome di ciascuno di essi sul motore di ricerca: New York Times, Texas Rangers, Georgia Tech e così via... Per gioco, ho provato a fare lo stesso con le regioni italiane. Ecco il risultato. Da notare l'attualità sportiva del Lazio e l'involontaria ironia delle Marche. Queste sono le parole che vengono fuori sul mio computer... sul vostro sono le stesse?


(ricerca effettuata il 6 dicembre 2010, verso le otto di sera)