martedì, settembre 23, 2014

Fantacalcio: la formazione perfetta del 3° turno di Serie A


Come dimostra la storia del Cervia, a volte non basta essere Campioni per risolvere tutti i propri problemi. E non basta nemmeno avere tanti campioni in rosa per essere sicuri al 100% di vincere al fantacalcio. Lo dimostra la "formazione perfetta" del terzo turno di Serie A, conclusosi domenica sera. A parte l'onnipresente Tevez (già due volte nella Top11), il top-scorer della giornata Cassano e il romanista Florenzi, la squadra presenta una serie di giocatori che suppongo non siano stati i protagonisti delle aste più infuocate in giro per l'Italia (e che in molte leghe saranno addirittura rimasti sul mercato). 

Per quanto riguarda i punteggi, domina il banale 10,00 (7 di voto + 3 di gol o, nel caso del portiere Rafael, di rigore parato). Iniziano a prendere forma anche le statistiche generali, con solo cinque squadre di Serie A che per ora non hanno ancora mai piazzato un loro giocatore nella Top 11: Cagliari, Cesena, Genoa, Sassuolo e il mio disastroso Toro. Il criterio per assegnare i punteggi è quello spiegato la scorsa settimana, con il sito Fantagazzetta come punto di riferimento (per ora tenendo conto solo dei voti Milano/Roma/Napoli). A voi la formazione e ricordate che stasera c'è già l'anticipo del quarto turno (infrasettimanale). 


Serie A - Giornata 3
LA FORMAZIONE PERFETTA (3-4-3)

RAFAEL (Verona)
10,00

RUGANI (Empoli)
10,00
DANILO (Udinese)
10,00
GENTILETTI (Lazio)
6,67

FLORENZI (Roma)
10,67
IONITA (Verona)
10,00
VAZQUEZ (Palermo)
10,00
KURTIC (Fiorentina)
10,00

CASSANO (Parma)
13,67
CODA (Parma)
11,83
TEVEZ (Juventus)
10,17

Totale punti: 113,00



STATISTICHE

Classifica giocatori (dall'inizio del campionato)
TEVEZ (Juventus), ABATE (Milan), MENEZ (Milan), HONDA (Milan): 2 presenze

Classifica squadre (dall'inizio del campionato)
MILAN: 7 presenze
INTER: 4 presenze
JUVENTUS, LAZIO, ROMA: 3 presenze
PALERMO, PARMA, UDINESE, VERONA: 2 presenze

domenica, settembre 21, 2014

LaStampa.it weekly (16-22 settembre 2014)

Tre articoli questa settimana su www.lastampa.it: due nella rubrica Digita Musica, uno nella sezione Tecnologia. Si parla dell'ultimo mash up di Kutiman (realizzato come un collage dei video di musicisti amatoriali di YouTube: da vedere!), della battaglia in corso per accaparrarsi i nuovi domini generici di primo livello (quelli che si aggiungeranno ai vari .com, .net, org, .it, .fr...) e della decisione di Pioneer di cedere la storica divisione di apparecchi per dj

15 settembre 2014



19 settembre 2014



17 settembre 2014



Spotirama Weekly (BBC6 New Music, Pitchfork 8.0, Metacritic 75, 100 Best Scottish Albums)

Le playlist Spotify pubblicate questa settimana su Spotirama:

Consueto aggiornamento della playlist basata sulle selezioni settimanali di BBC Radio 6. Le new entry sono Metronomy (foto), Caribou, Glass Animals, Gruff Rhys, Honeyblood e King Creosote.



La playlist che raccoglie i dischi del 2014 che hanno ricevuto un voto di almeno 8.0 sul sito Pitchfork. A luglio e agosto si sono aggiunti una dozzina di nuovi album, tra cui quelli di FKA twigs (con il voto più alto), Spoon, Eno/Hyde, Shabazz Palaces e Cymbals Eat Guitars.



Sempre il meglio del 2014, ma questa volta secondo i voti dell'aggregatore di recensioni Metacritic. Tra le nuove entrate del bimestre estivo: FKA twigs (di nuovo con il voto più alto), Spoon, Tom Petty, The New Pornographers e Sia. 



Un omaggio alla Scozia, che - indipendente o meno - nella sua storia ha prodotto tanta bella musica. In questa playlist trovate album di Primal Scream, Teenage Fanclub, Jesus and Mary Chain, Bert Jansch, The Incredible String Band e molti altri. 

venerdì, settembre 19, 2014

Domani al festival Yourban si parla di musica e pubblico



Una buona immagine potrebbe essere quella del frullatore. Ecco, pensate a un immenso frullatore - attivo sia nella dimensione reale che in quella virtuale - in cui negli ultimi due decenni, con un'accelerazione progressiva e continua, sono stati mescolati intrattenimento, spettacolo, cultura, comunicazione, informazione, conoscenza e molto altro. Anche noi vi siamo finiti dentro. E continuiamo a girare, spesso contribuendo anche ad alimentarlo con comportamenti e nuove abitudini. 

La musica ha avuto l'onore di finire nel frullatore prima di molti altri. All'inizio si è trattato solo di una faccenda di MP3, download e duelli rusticani tra alfieri dell'analogico e avanguardie digitali. Sembrava già una rivoluzione, forse lo era anche, ma non potevamo immaginare cosa ci attendeva dietro la soglia del decennio. Oggi tutto è molto più complesso e a ballare (girare) è l'intera esperienza musicale. In particolare, il frullatore ha iniziato ad agire sulla percezione stessa della musica da parte del pubblico. Le canzoni ormai finiscono spesso in secondo piano, svuotate dagli inevitabili e innumerevoli filtri di confronto sociale, commento, condivisione e polemica che le accompagnano e/o precedono. Pensate a Songs of Innocence, l'ultimo album degli U2: è facile immaginare che il numero di persone che lo ha effettivamente ascoltato sia nettamente inferiore a quello di chi ne ha parlato su forum e social network. 

Solo piccole e personalissime riflessioni in libera uscita - il mio punto di partenza - in vista di una tavola rotonda in programma domani sera, sabato 20 settembre, a Rivoli (Torino) nell'ambito dello Yourban Festival 2014. Si affronterà un tema grande quanto il mare: La musica e i suoi pubblici. Ci saranno Alessandro Besselva Averame (critico musicale e redattore di Rumore), Davide Valfrè (organizzatore di eventi culturali e direttore artistico di Folk Club/Maison Musique), Lorenzo Siviero (coordinatore nazionale ARCI ReAL) e il sottoscritto. Si inizia alle 18 e qui trovate una descrizione più dettagliata dell'appuntamento. 

martedì, settembre 16, 2014

Fantacalcio: la formazione perfetta delle prime due giornate di Serie A


Tra i vari oppiacei dei popoli, uno di quelli che ha maggiore effetto sul sottoscritto è il fantacalcio. La somma di questa passione con il debole per numeri e statistiche ha generato il mostro che trovate qui sotto, primo appuntamento di una serie che - auspicabilmente/patologicamente/compatibilmente con gli impegni seri della vita - proseguirà per l'intera stagione calcistica.

Dopo ogni turno di serie A, e in base ai dati disponibili sul sito Fantagazzetta, pubblicherò la formazione perfetta del weekend appena concluso. Spesso lo schema in campo sarà un 3-4-3, visto che prenderò in considerazione solo i voti e i bonus/malus tradizionali (gol, assist, rigori, cartellini, niente modificatori di difesa & c.). Ma non sarà necessariamente la regola, come dimostra già il 3-5-2 della seconda giornata. I punti appariranno spesso come decimali, perché sono calcolati come media tra i voti (comprensivi di bonus e malus) delle tre redazioni disponibili su Fantagazzetta.

La domanda chiave: perché? Essenzialmente, per tre ragioni. 1. Per continuare a sperimentare sui dati disponibili online e sulle possibilità di raccontare nuove storie e nuovi contenuti attraverso essi. Da questo punto di vista, il Pozzo si offre come un meraviglioso spazio libero. 2. Per tenere d'occhio come se la cavano i giocatori della mia squadra e gonfiare il petto d'orgoglio nelle domeniche più felici (tipo l'ultima, grazie all'ispiratissimo asse di centrocampo Candreva-Honda-Menez). 3. Per vedere se - dopo la sbornia della scorsa stagione con Cerci e Immobile - l'altro mio oppio calcistico, il Toro, riuscirà a infilare ogni tanto qualcuno nella Top 11. Da questo punto di vista, l'inizio non è stato un granché.

Ecco le formazioni perfette delle prime due giornate di Serie A. 


Serie A - Giornata 1
LA FORMAZIONE PERFETTA (3-4-3)

HANDANOVIC (Inter)
9,83

GASTALDELLO (Sampdoria)
9,67
ABATE (Milan)
7,67
LICHTSTEINER (Juventus)
7,00

NAINGGOLAN (Roma)
11,50
MENEZ (Milan)
9,83
DE GUZMAN (Napoli)
9,83
HONDA (Milan) / MUNTARI (Milan)
9,67

DI NATALE (Udinese)
13,83
DYBALA (Palermo)
10,17
GERVINHO (Roma)
10,17

Totale punti: 109,17



Serie A - Giornata 2
LA FORMAZIONE PERFETTA (3-4-3)

BARDI (Chievo)
10,67

ABATE (Milan)
7,83
DRAMÈ (Atalanta)
7,50
BRAAFHELD (Lazio)
7,33

MENEZ (Milan)
14,17
KOVACIC (Inter)
11,67
CANDREVA (Lazio)
11,50
HONDA (Milan)
11,17

ICARDI (Inter)
17,50
OSVALDO (Inter)
14,83
TEVEZ (Juventus)
11,00

Totale punti: 125,00



STATISTICHE

Classifica giocatori (dall'inizio del campionato)
ABATE (Milan), MENEZ (Milan), HONDA (Milan): 2 presenze

Classifica squadre (dall'inizio del campionato)
MILAN: 7 presenze
INTER: 5 presenze
ROMA, LAZIO, JUVENTUS: 2 presenze

Correzione: inserito Osvaldo al posto di Guarin (giornata 2, grazie @JulianRossMag)

lunedì, settembre 15, 2014

Champions League 2015: paperone Real Madrid, cenerentola Maribor



Qualche giorno fa ho analizzato le rose dell'Europa League 2014-2015, in base alle valutazioni dei cartellini dei giocatori raccolte dal sito Transfermarkt. Adesso è la volta della Champions League, di cui martedì e mercoledì si giocano le prime partite della fase a gironi, con due squadre italiane impegnate (Juventus e Roma). I dati raccolti sono i medesimi dell'Europa League: età media, valore complessivo delle rose e valore medio dei singoli giocatori. Medesime anche le avvertenze: si tratta dei valori stimati da Transfermarkt, quindi non ufficiali e/o verificati al 100%.

Detto ciò, ecco alcuni dei risultati più interessanti:

- In vetta alla classifica delle rose più ricche si individuano tre fasce: la fascia spagnola (Real Madrid e Barcellona, valore complessivo superiore ai 600 milioni di euro), la fascia tedesca (Bayern Monaco, superiore ai 500 milioni di euro), la fascia inglese (Chelsea, Manchester City e Arsenal, tutte con rose dal valore superiore ai 400 milioni). Non a caso, si tratta delle tre nazioni al vertice dei ranking europei, quelle che hanno diritto a partecipare alla competizione con quattro squadre; 

- Con i soldi provenienti dal Qatar, il Paris St. Germain è ormai arrivato a ridosso della "fascia inglese", con una rosa dal valore di 392 milioni di euro (mentre, per rimanere alla Ligue 1 francese, le cessioni di Rodriguez e Falcao hanno fatto precipitare il valore dell'ex-ambizioso Monaco);

- Nella "fascia inglese", ci sarebbe anche il Manchester United. Con una rosa da 438 milioni di euro, i red devils sono infatti al quinto posto nella Top 100 globale di Transfermarkt, ma pagano la disastrosa stagione 2013/2014, che li ha tagliati fuori dalle competizioni continentali. Solo due delle venti squadre dalle rose più ricche del mondo quest'anno non parteciperanno né alla Champions né all'Europa League: l'altra è il Milan (ventesima con un valore complessivo da 200 milioni);

- Juventus e Roma non se la cavano poi così male: sulle trentadue squadre partecipanti sono decima e dodicesima per valori di rosa (rispettivamente 332,25 milioni e 247,20 milioni di euro) e decima e tredicesima per valori medi di cartellino dei giocatori (12,31 milioni e 8,24 milioni di euro, davanti alla Roma si infila lo Zenit). Potenzialmente dunque - almeno dal punto di vista della ricchezza stimata dei giocatori - sarebbero entrambe da qualificazione agli ottavi di finale. Per la Roma, però, c'è stato un grosso problema: il sorteggio;

- I giallorossi hanno pescato quello che - non solo a occhio, ma anche calcolando il valore economico delle rose - è di gran lunga il gruppo più competitivo. Quello della Juventus è invece decisamente meno "ricco". La classifica degli otto gruppi recita:

1. Girone E (Bayern Monaco, Manchester City, ROMA, CSKA Mosca): rose 1418,80 milioni €
2. Girone F (Barcellona, Paris St. Germain, Ajax, Apoel): rose 1094,00 milioni €
3. Girone B (Real Madrid, Liverpool, Basilea, Ludogorec): rose 1086,25 milioni €
4. Girone D (Arsenal, Borussia Dortmund, Galatasaray, Anderlecht): rose 997,58 milioni €
5. Girone G (Chelsea, Schalke 04, Sporting Lisbona, Maribor): 802,93 milioni €
6. Girone A (Atletico Madrid, JUVENTUS, Olympiakos, Malmoe): 727,13 milioni €
7. Girone C (Zenit, Bayer Leverkusen, Benfica, Monaco): 674,90 milioni €
8. Girone H (Porto, Shaktar, Athletic Bilbao, Bate Borisov): 495,60 milioni €

- Guardando i valori individuali nei rispettivi gruppi, la Juventus e l'Atletico Madrid sono nettamente più "ricche" di Olympiakos e Malmoe, mentre la Roma parte con una rosa che vale meno della metà rispetto a quella del Bayern Monaco e poco più della metà rispetto a Manchester City:

Girone A
JUVENTUS: rosa 332,25 milioni €, valore medio giocatori 12,31 milioni €
Atletico Madrid: 313,50 milioni €, 14,93 milioni €
Olympiakos: 69,15 milioni €, 2,10 milioni €
Malmoe: 12,23 milioni €, 0,48 milioni €

Girone E
Bayern Monaco: rosa 564,35 milioni €, valore medio giocatori 20,16 milioni €
Manchester City: 434,25 milioni €, 18,09 milioni €
ROMA: 247,20 milioni €, 8,24 milioni €
CSKA Mosca: 173,00 milioni €, 7,86 milioni €

- Prima delle tabelle complete, un'ultima voce non proprio confortante. Come in Europa League, anche in Champions League le squadre italiane non brillano per la giovane età delle rose: su 32 squadre, la Roma è ventinovesima (27,6 anni) e la Juventus è trentunesima e penultima (28,4 anni). L'Anderlecht (22,6 anni) e l'Ajax (22,8) sono distanti - letteralmente - anni luce. 


CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ROSE PIÙ RICCHE
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA VALORE MEDIO GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, in milioni di €)



CHAMPIONS LEAGUE 2014/2015
CLASSIFICA ETÀ MEDIA GIOCATORI
(dati: Transfermarkt, anni)



sabato, settembre 13, 2014

Spotirama Weekly (BBC6 New Music, Mercury Prize 2014 + Archive)

Le playlist Spotify pubblicate questa settimana su Spotirama:

Consueto aggiornamento della playlist basata sulle selezioni settimanali di BBC Radio 6. Le new entry sono Avi Buffalo (foto), Aphex Twin, Prince, Johnny Marr, Dels e Mazes. 

Tutti gli album candidati al premio Mercury Prize 2014 (tra cui Damon Albarn, Anna Calvi, FKA twigs) e due playlist mammuth con tutti gli album nominati e vincitori nella storia del premio. 

LaStampa.it weekly (8-15 settembre 2014)

I due articoli usciti questa settimana su LaStampa.it/Digita Musica: uno di quei folli esperimenti di catalogazione musicale che mi piacciono tanto e le precisazioni di Bono sull'operazione Songs of Innocence.

8 settembre 2014
I GENERI MUSICALI DEL MONDO? SECONDO EVERY NOISE AT ONCE SONO 1264


10 settembre 2014
BONO: SONGS OF INNOCENCE È GRATIS, MA A NOI LA APPLE LO HA PAGATO


giovedì, settembre 11, 2014

Ciao iPod Classic, insegna agli angeli come ascoltare MP3


Nella serata delle canzoni innocenti e degli orologi intelligenti, Apple ha mandato in pensione un pezzo della sua e della mia seconda giovinezza: l'iPod Classic. L'ultimo erede della prima storica generazione di iPod (senza touchscreen, senza apps, ma con tanta musica e una rotella per comandarla) è stato tolto dal commercio. La parola iPod non è scomparsa dall'Apple Store: ci sono ancora i touch, i nano, gli shuffle. Ma non è la stessa cosa.

Il tuffo al cuore è di quelli silenziosi e profondi. L'iPod classico è stato ciò che ha davvero cambiato l'esperienza musicale del terzo millennio, aiutandoti a razionalizzare, gestire e amare – per di più, con parecchio stile – quelle gigantesche collezioni improvvisamente materializzate dalla bacchetta magica del filesharing (o, per chi ha seguito la retta via, dell'iTunes Music Store). Chi scrive ne ha posseduti due: uno nero da 30GB acquistato durante una rocambolesca trasferta a New York a gennaio del 2006, l'altro sempre nero, ma da 160GB, molto più recente. E si spera, eterno.

Nei confronti dell'iPod, la Apple dovrebbe provare una gratitudine infinita. Prima dei trionfali anni dell'iPhone e dell'iPad, è stato proprio il lettore musicale a far risorgere l'azienda di Cupertino e a renderla - per la prima volta nella sua storia - globally cool. Nel 1997, suonavano le campane, si recitavano i de profundis e si implorava il ritorno del baron samedi Steve Jobs. Nel 2001, appena quattro anni dopo, si passava a tutta un'altra musica. iPod come simbolo del rilancio della mela morsicata. E forse anche, almeno simbolicamente, di un'altra mela martoriata: il primo modello venne presentato a ottobre 2001, quando ancora la polvere dell'occidente volteggiava su ground zero a New York.

Ma bisogna anche capirla, la Apple. Come mostra il grafico sotto, tratto da Wikipedia e aggiornato a fine 2013, è da diversi anni che le vendite complessive degli iPod diminuiscono, trimestre dopo trimestre. Il contesto sociale/tecnologico è (di nuovo) cambiato a una velocità supersonica, con il decisivo contributo della stessa bulimia innovativa della Apple stevejobsiana. Da un punto di vista mass-commerciale, l'iPod - e in particolare l'iPod Classic, ostinatamente privo di wi-fi, funzioni social e altri fronzoli extramusicali - oggi non ha più molto senso, soprattutto per chi nei suoi business plan non prevede più la parola "nicchia": è un oggetto vintage, per nostalgici, la versione digitale del vinile (ma senza l'inerzia positiva che sta vivendo il vinile).


Gli iPod Classic si riempivano, si riempiono e si riempiranno (il mio è eterno, ricordate?) essenzialmente con canzoni scaricate da Internet. Il download: roba da preistoria nel decennio dello streaming, degli smartphone, della musica consumata in tempo reale e in cataloghi infiniti su YouTube o Spotify. Quella stagione è ormai conclusa: persino il P2P arranca, gli MP3 non si moltiplicano più come una volta e iniziano a circolare statistiche che prevedono un crollo verticale della vendita di canzoni dall'iTunes Store nei prossimi cinque anni (notare la somiglianza di questa curva con quella dell'iPod). Cari U2, 500 milioni di account sono molti, ma la vostra mossa è innovativa più da un punto di vista di marketing che di tecnologia.

Ma non è solo una questione di streaming vs download. È proprio la musica ad aver perso un po' del suo appeal digitale, sorpassata e soppiantata da tutto ciò che si può fare e comunicare sui moderni device portatili. Basta guardarsi attorno: gli iPod (soprattutto i piccoli e deliziosi nano) e gli altri lettori MP3 trovano ancora un po' di spazio al parco e negli altri regni del jogging: sugli autobus, in metropolitana, in spiaggia, per strada, ovunque, dominano gli schermi degli smartphone, dei tablet. Forse si vedono persino più Kindle, in un beffardo colpo di coda della lettura. Anche il fattore coolness ormai è parecchio sbiadito. E la sacra regola degli Apple Store è chiara: o sei cool, o te ne vai.

Giocando a fare i piccoli indovini, in un futuro nemmeno così lontano potrebbe verificarsi anche l'evento più incredibile, inatteso, quasi una bestemmia per chi ha vissuto – l'altro ieri – gli anni d'oro delle cuffiette bianche: la rimozione della parola iPod dal vocabolario comune e quotidiano dell'umanità. Magari non accadrà in fretta, soprattutto finché resisteranno gli ultimi araldi nano e touch. Ma è probabile che le prime tracce della foschia dell'oblio siano già visibili tra i teenager: non mi sorprenderei se da quelle parti fosse già più conosciuta e usata la parola Shazam. Nulla di nuovo sotto il sole: quante volte avete sentito pronunciare (o avete pronunciato) “walkman” negli ultimi quindici anni?

Ma non preoccuparti, caro vecchio iPod. Qui si terrà duro. O no?