Visualizzazione post con etichetta lamusicaliberata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lamusicaliberata. Mostra tutti i post

mercoledì, aprile 02, 2014

Cinque anni dopo La musica liberata, un po' schiacciati tra modello cinese, abbondanza e social caos



Ieri sera ho fatto un'amabile chiacchierata in diretta con Inkiostro e Pirex, conduttori della trasmissione Impronte Digitali su Radio Città Fujiko di Bologna. A cinque anni dalla pubblicazione di La musica liberata, il tema di fondo era – più o meno – ciò che è successo dal 2009 al 2014 nel mondo della musica su web. Cosa è cambiato? Cosa sta cambiando? Cosa cambierà?

D'impulso, la prima risposta che ho dato è stata che la musica sta lentamente tornando a essere “ingabbiata” dalla grande industria. Servizi come Spotify e strumenti come gli smartphone hanno contribuito a restituire parte di quel controllo che la stagione del P2P aveva strappato alle major. Con una differenza sostanziale rispetto al passato: anche il pubblico, in fondo, ci ha guadagnato. A ribellarsi sono rimasti alcuni musicisti, preoccupati di quell'erosione dei profitti derivanti soprattutto dai modelli in streaming (erosione sul breve termine o strutturale?). Gli utenti sembrano invece contenti di Spotify, di YouTube, di Shazam, di Soundcloud, delle condivisioni su Facebook e di tutta quella batteria di strumenti a disposizione per ascoltare la musica e farci qualcosa.

È una visione un po' “cinese” del paesaggio, con le major nel ruolo del partito comunista: “controlliamo di nuovo la musica, ma permettiamo di farci talmente tante cose e la rendiamo disponibile a prezzi talmente abbordabili rispetto al passato, abbracciando anche modelli e tecnologie all'avanguardia, che il pubblico ha la percezione di vivere in un sistema sostanzialmente libero”. E quando il ribelle Thom Yorke alza la voce contro Spotify, dal basso si alza un feedback assai meno entusiasta, adorante, plebiscitario rispetto ai tempi dei gagliardi arcobaleni illuministi di In Rainbows.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg: quella che emerge ben visibile, perché si riferisce al mondo musicale che conosciamo. Al “modo” musicale che conosciamo. Quando Pirex e Inkiostro mi hanno chiesto di sbirciare nel futuro, tutto quello che sono riuscito a descrivere/immaginare è una società ben diversa da quella attuale, nella quale la musica pop verrà probabilmente percepita come qualcosa di altro rispetto a ciò a cui eravamo abituati. Non si tratta più di ipotizzare una tecnologia che renda più agevole e attuale il nostro ascolto tradizionale (come poteva essere la nascente Spotify nel 2009), quanto quello di comprendere che il panorama tecnologico sta forse avviando una trasformazione ben più profonda: sta cambiando l'identità stessa della musica futura. O meglio, quella che sarà l'identità a lei assegnata dalle nuove generazioni.

Mi rendo conto che è un discorso più vago e fumoso di una centuria di Nostradamus. Nei prossimi mesi forse riuscirò a formularlo meglio o lo abbandonerò del tutto, chissà. Al momento, l'idea è che i processi attivati dalle tecnologie digitali (e soprattutto dal modo in cui le stiamo utilizzando) stiano avendo un effetto radicale sulla natura della musica. Da un lato, è sempre più muzak, sempre più sottofondo in flusso continuo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Quand'è l'ultima volta che vi siete fermati ad ascoltare un album senza fare altro (ma proprio nient'altro: nemmeno guidare o correre al parco)? Dall'altro, viene creata/distribuita/fruita come contenuto sempre meno autonomo, bensì associata a film, video, giochi, applicazioni, pubblicità, concerti, discussioni social. Già solo il fatto che YouTube (un sito di video) sia il canale preferenziale utilizzato per ascoltarla e farla circolare mi sembra sintomatico. A tutto ciò si aggiunge l'effetto sempre più detonante di quella frammentazione del social web a cui faceva di recente riferimento Clay Shirky.  E, last ma forse first, l'impatto dell'infinita abbondanza.

Non solo si producono molti più contenuti che in passato, ma si stanno moltiplicando all'infinito (e dunque polverizzando) i canali attraverso cui questi contenuti vengono distribuiti, discussi, masticati, buttati, recuperati, contaminati, remixati. Tra cover, mix, mash up, demo, unplugged e quant'altro, la stessa singola “canzone” ormai ha mille volti: una qualsiasi ricerca su YouTube vi farà da prova. Seguendo questo ragionamento, anche il rinnovato dominio dei blockbuster diventa molto più aleatorio ed effimero di quanto non sembri. Ciò a cui stiamo assistendo e in cui stiamo vivendo è in realtà una sequenza di grandi esplosioni nucleari, istantanee e in fondo nemmeno così radioattive: un giorno danno una scossa ai gangli nervosi dell'intero pianeta, il giorno dopo sono già lacrime nella pioggia. Che importanza ha oggi quel signore coreano che meno di due anni fa conquistò il mondo ballando come un fantino? E quella cosa chiamata Harlem Shake? E che dire della povera Lady Gaga, che non ha nemmeno ancora compiuto il primo decennio di vera stardom e - per non affondare nell'oceano dei tweet - è già costretta a farsi vomitare addosso su un palco?

Alcune sfumature di questo discorso potrebbero suonare non solo cacofoniche, ma anche apocalittiche. In realtà non mancherebbe il bicchiere mezzo pieno. È la scia migliore lasciata dalla lunga coda della cometa: il fatto che la frammentazione non ha ucciso le nicchie. Anzi. Magari le ha allontanate ancor più dal mainstream – con grande e legittima frustrazione di chi le alimenta e vorrebbe anche sopravviverci – ma le ha rese paradossalmente più forti, concrete e accessibili che mai. Sia nella forma (vinile, cd, MP3, streaming, app) che nel contenuto (cori russi, musica finto rock, new wave italiana, free jazz punk inglese, nera africana), oggi chiunque può vivere la sua musica nel modo che preferisce e con una ricchezza di risorse nettamente superiore rispetto al passato.

C'è però un problema: quindici, dieci o anche cinque anni fa avremmo goduto come mandrilli di una simile condizione, ma oggi è il 2014 e il meccanismo dei social media – con il suo confronto perenne con ciò che ci circonda, che non riconosciamo, che non ci piace – quasi ci impedisce di rendercene conto. Quante ore alla settimana dedichiamo alla musica che ci piace e quante a discutere/ridicolizzare su Facebook e Twitter quella che non ci piace? Pensiamo che sia più importante ascoltare una canzone o prendere una posizione pubblica su quella canzone? Anche questo è un piccolo tassello della complessa trasformazione della percezione della musica, di cui forse non si riesce ancora a vedere bene i contorni ma che mi sembra ormai avviata (e che nelle nuove generazioni non si potrà nemmeno definire trasformazione, bensì originale abitudine). 

lunedì, novembre 22, 2010

La musica liberata (il libro in versione integrale, in free download fino a Natale).


E' ormai passato un annetto abbondante dalla pubblicazione di La musica liberata, il libro che ho scritto sui dieci anni che hanno rivoluzionato l'esperienza musicale, da Napster ai giorni nostri. Nel ventunesimo secolo, "un annetto abbondante" è praticamente un'era geologica: su certi temi bisognerebbe scrivere aggiornamenti quotidiani. D'altronde, è per questo che esistono i blog. Nel caso della musica, tuttavia, gli ultimi mesi hanno fatto registrare un sensibile rallentamento nel processo di transizione verso i nuovi orizzonti digitali.

Un po' credo sia perché il principale motore innovativo del decennio precedente - Apple - adesso sta guardando in altre direzioni (anche la notizia dei Beatles su iTunes, oggi, non ha il peso che avrebbe avuto cinque anni fa). Un po' perché la crisi economica ha raffreddato gli entusiasmi di quei finanziatori che in passato avevano sostenuto le start up musicali. Un po' perché tutte le rivoluzioni - anche quelle della turboepoca digitale - hanno bisogno di un attimo per tirare il fiato: avete presente quanti cambiamenti abbiamo dovuto assimilare - noi poveri e fortunati appassionati di musica - negli ultimi dieci anni? Un po', infine, perché probabilmente esiste un timore generalizzato (dall'industria, agli artisti, ai consumatori stessi) per l'ultimo grande salto che ci attende dietro l'angolo: quello dal download allo streaming, dal possesso all'accesso, dalla musica non più intesa come insieme di singole unità ma come flusso globale e universale. La lucky people che ha la possibilità di usare Spotify sa cosa intendo.

Di questo rallentamento, in fondo, ha beneficiato anche La musica liberata. Miracolosamente, il suo invecchiamento è stato sì rapido e inesorabile, ma non fulminante. La prima parte del libro, quella storica, ha retto meglio delle altre. Compresi tutti i pistolotti sugli U2. Nella seconda ci sarebbero già un bel po' di cose da riscrivere (esempio lampante è il capitoletto su Jammie Thomas, la sventurata "pirata" americana che in un "annetto abbondante" ha fatto in tempo a farsi condannare in altri due processi e a sposarsi). Le domande, le riflessioni, le paure e le prospettive della terza parte, infine, rimangono abbastanza immutate. Bisognerebbe aggiungere qualcosa sul trionfo dei video, sull'importanza sempre più rilevante/invasiva dei social network e - magari per aumentare il tasso di coolness - anche sull'iPad. Ma credo che, in generale, il discorso rimanga abbastanza attuale.

Per chi fosse interessato a leggere il libro o anche solo a spulciarlo, ecco una favolosa opportunità, su gentile concessione dell'editore Arcana. Per un mese, fino al 22 dicembre, il .pdf integrale di La musica liberata sarà disponibile in free download qui. Un'occasione in più per chi non l'ha ancora letto, la possibilità di averlo anche in versione digitale per chi lo ha acquistato (grazie! grazie! grazie!). Approfittatene! E se avete voglia, fate circolare la notizia ad amici reali, amici di Facebook, nemici, colleghi, sconosciuti... Buona lettura.

P.S. I più generosi, spendaccioni o luddisti anti-ebook ovviamente lo trovano ancora in vendita in tutta la sua fragranza cartacea sui vari IBS (scontato a 13,20€), LaFeltrinelli, Libreria Universitaria, ecc. ecc. (UPDATE: e da stanotte anche sul neonato Amazon Italia: una golosa copia a 11,55€!)


L'INDICE (preso da questo vecchio post di luglio 2009)


1.0
1. MP3 (La mosca / Seattle / Preistoria / Mpeg-1 Audio Layer 3 / Sacrilegi)
2. Napster (I 331kb che sconvolsero il mondo / Pirro / Gratis / Tutto / Noi)
3. Le major (Vade retro, tecnologia / Il diamante / DRM / Rootkit / Perdita di controllo)
4. iPod (Pray / Music Store / Monopolio / Shuffle / iGod)

2.0
5. Il laboratorio (Libertà è partecipazione / Dire / Fare / Baciare / Lettera /Testamento)
6. Gli artisti (The artists formerly known / Giovani turchi / Premio fedeltà / It's up to you / Ghosts)
7. Dura lex (Jammie Thomas / Il dilemma del linguaggio / Il dilemma della copia / Il dilemma del remix / Il dilemma dell'autore e del produttore / A due velocità)

3.0
8. Macchine (Streaming / AI / Ovunque / Eroi)
9. Where Have All the Good Times Gone? (La qualità / I giornalisti / I negozi di dischi / Gli album)
10. L'onniutente (Intelligenza / Furore / Generosità / Responsabilità)
11. La musica liberata (I Mille / Neointermediazioni / L'oceano / Serendipity)


LA MUSICA LIBERATA (free download)

giovedì, gennaio 28, 2010

"La musica liberata" e i social network a Modena (venerdì 29 gennaio)

Domani sono in missione in Emilia, per l'esattezza a Modena.
Parteciperò a "Raccontarsi e incontrarsi sulle piazze dei social network – La comunicazione e la partecipazione ai tempi del web 2.0", evento organizzato dall'Assessorato alle politiche giovanili del Comune.
Due appuntamenti:
- ore 9.30: tavola rotonda su social network e dintorni, con l’esperto di comunicazione Marcello Testi e i professori Michele Colajanni dell’Università di Modena e Elena Pacetti dell’Università di Bologna. Modera l'assessore alle politiche giovanili Fabio Poggi.
- ore 19: presentazione di La musica liberata e incontro/chiacchierata su musica, Internet e assortiti dintorni con la band Freak Out (prima di un loro concerto).
In entrambi i casi, l'appuntamento è presso La Tenda di viale Molza.
Ovviamente, siete tutti invitati.

mercoledì, novembre 25, 2009

Romagna mia

Doppio appuntamento romagnolo, nei prossimi giorni, per il sottoscritto.
In entrambi casi, il tema è.... momento di suspense.... "musica & Internet"!
Che sorpresa, eh? :o)

Domani mattina a Ferrara, conferenza nel prestigioso scenario della Sala dei Comuni, al Castello Estense. Interveranno come relatori Nicola Lucchi (Università di Ferrara), Simone Aliprandi (responsabile del progetto Copyleft Italia), Enzo Mazza (presidente della FIMI), Giordano Sangiorgi (ideatore del MEI e presidente di AudioCoop). Quindi ci sarà una tavola rotonda, tutti insieme appassionatamente, con l'aggiunta di Roberto Formignani (presidente Associazione Musicisti di Ferrara) e Giorgio Fabbri (direttore del Conservatorio "Frescobaldi", sempre di Ferrara). Dovrebbero essere messe in circolo un bel po' di idee interessanti e visioni contrastanti. La conferenza fa parte dell'evento GenerazionInternet, organizzato dalla Provincia di Ferrara, e dovrebbe consumarsi (dibattito compreso) tra le 9.30 e le 12.30.
In serata, alle 21.30 al Jazz Club Ferrara del Torrione San Giovanni, è poi previsto uno spettacolo dallo stuzzicante titolo mashupposo: "Concerto per iPhone e sestetto jazz" con Teo Ciavarella & Friends. Maggiori info sul sito ufficiale.

Sabato, invece, il battesimo nelle acque del MEI! Per la prima volta sarò al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, per partecipare all'incontro "La tempesta perfetta - Presente e futuro della musica a 10 anni da Napster". Ospite dei padroni di casa Alberto Cottica (Kublai, Modena City Ramblers, Fiamma Fumana), Francesco D'Amato (Università La Sapienza), Gabriele Lunati (Liquida, Elioelestorietese.it, Rockol) e Antonio Incorvaia (Blogosfere). Naturalmente, anche lì tonnellate di idee interessanti e visioni constrastanti, ma niente iPhone e sestetto jazz serale. Appuntamento alle 16.30. Lo so, è in terribile concomitanza con Torino-Crotone, ma se passate da quelle parti...

sabato, ottobre 31, 2009

Creative Commons & Radio Popolare

Due appuntamenti diversi, separati tra loro, ma in qualche modo connessi.

Oggi alle 17, presso Artintown (via Berthollet 25, Torino), farò da moderatore a una tavola rotonda sulle Creative Commons, organizzata nell'ambito del progetto TorinOpen.
Si proverà ad analizzare pro e contro di queste licenze di copyright alternativo, in compagnia di artisti e web radio che le hanno adottate (Alessandro Raise dei Jazzatron Breaknerds, Matteo Castellano, Alessandro Mastella dell'associazione Bordergate) e con il contrappunto di Filippo Gagliano, responsabile della SIAE per Piemonte e Valle d'Aosta, con cui cercheremo di capire la posizione della storica Società degli Autori ed Editori nei confronti di questa nuova piattaforma di licenze.

Qualche ora più tardi, più o meno nel momento in cui le streghe inizieranno a librarsi in volo sopra il cielo di Valpurga (0.45 o giù di lì) sarò a Milano per quella che al momento è l'ultima tappa del tour radiofonico-promozionale di La musica liberata. La stazione è Radio Popolare, la trasmissione si chiama BandaLarga e i conduttori sono Marco Carini e Francesco Tragni. Si dovrebbe chiacchierare per un'oretta abbondante: ho preparato una scaletta di una decina di canzoni. Vediamo se riusciamo ad ascoltarle tutte! Intanto, una ve la metto già qui sotto.
(sul sito della radio c'è anche il livestreaming)

martedì, ottobre 27, 2009

Bologna.

La musica liberata in trasferta all'ombra degli Asinelli (e anche della Garisenda, suvvia).

Stasera verso le 19,10, intervista su Radio Città Fujiko, durante il programma "Impronte digitali", a cura di Filippo Piredda e Inkiostro: FM103.1 a Bologna e streaming universale here.

Domani verso le 16,00 (incrociando le dita a forma di Trenitalia), altra intervista, questa volta su Radio Città del Capo all'interno di "Maps", con Jonathan Clancy e Francesco Locane: FM 96.250 e 94.7 per i bolognesi, streaming per tutti gli altri.

Sempre Jonathan Clancy e Francesco Locane saranno infine i conduttori di una presentazione del libro, a partire dalle 21.30 circa, domani sera alla libreria Modo InfoShop di via Mascarella.

martedì, ottobre 20, 2009

Musica Multimedia Metropoli (venerdì a Perugia)

Da giovedì 22 a sabato 24, Perugia ospita Musica Multimedia Metropoli: scenari e intrecci di indipendenze. Il programma integrale dell'evento è disponibile qui. Io parteciperò alla tavola rotonda "Dall'autoproduzione alla produzione in autonomia: trent'anni di indipendenza dentro la Musica", venerdì 23 alle ore 17, presso il Commons Lab di via del Piscinello 1.

Dovrei avere un quarto d'ora a disposizione, che credo trascorrerò...
a) parlando brillantemente dell'inedito concetto di indipendenza musicale ai tempi di Internet
b) controllando freneticamente l'orologio per non esondare troppo oltre il minutaggio concessomi

Quindi sarà la volta di un breve dibattito (sì, il dibattito sì!) con Stefano Isidoro Bianchi e Dionisio Capuano di Blow Up, Francesco Sergentini dell'Università di Perugia e Antonio Pio Lancellotti del Centro Sociale Ex-Mattatoio come moderatore.

Importante informazione di natura turistica: l'evento è stato strategicamente collocato dagli organizzatori in mezzo alla settimana di Eurochocolate. Quindi presumo che le nostre parole su autoproduzioni, MySpace e digitalità varie saranno rese ancora più piacevoli e psichedeliche dalla presenza nell'aria di un dolce aroma.



mercoledì, ottobre 14, 2009

"La musica liberata" domani alle 14.30 su Radio3 (forse)

Durante una delle mie abituali googlate quotidiane ho trovato questa cosa qui.
Si direbbe che domani parleranno del libro durante la trasmissione Il terzo anello, a partire dalle 14.30 su Radio3. Uso il condizionale perchè in alto a destra si legge anche la parola "interviste" e in realtà nessuno mi ha contattato.
Insomma, lo scopriremo solo vivendo (e ascoltando).
Lo streaming dei canali Rai è qui.

domenica, ottobre 11, 2009

Stereonotte - La scaletta

Pur sapendo benissimo di avere circa un'ora di tempo, da suddividere in chiacchiere e canzonette, per l'intervento di ieri a Stereonotte ho preparato una scaletta musicale di settanta minuti. Un genio, eh? :o)
Solo che purtroppo nella realtà la matematica non è radiohediana (2+2=5) e siamo stati dunque costretti a tagliare ferocemente metà della tracklist.
Ecco qual era la scaletta originale, con due parole per ogni brano.

1. Tom's Diner (Suzanne Vega) (trasmessa)
"The mother of MP3", ovvero il primo brano su cui Karl Heinz Brandenburg ha sperimentato - una ventina d'anni fa - l'algoritmo di compressione alla base del formato MP3. Proprio su questa versione qui, a cappella.



2. The Day That Never Comes (Metallica) (trasmessa)
Abbiamo ascoltato la versione distribuita con il videogioco Guitar Hero che - come mostra il video sotto - ha una qualità diversa (e migliore) rispetto al cd di Death Magnetic. Misteri audiologici del terzo millennio.



3. Sorrisi di mastice (Sidera Ves) (trasmessa)
4. L'insinuant (Carlot-ta) (trasmessa)
Largo ai giovani!
Due miei pallini, scoperti alle selezioni regionali di Italia Wave 2009.
Approfondite su MySpace:
http://www.myspace.com/sideraves
http://www.myspace.com/fromthecarlottahotel

5. So Called Democracy (Stephane Tv) (tagliata)
Altro recente pallino. Giovane band di Pavia, muy british nel suono. Si può scaricare un loro intero EP da Jamendo. E lo si può anche ascoltare in streaming, sul widget.



6. Me and the Washing Machine (My Awesome Mixtape) (tagliata)
La canzone che avrebbe dovuto chiudere un piccolo poker all'italiana. Loro sono un po' più famosi degli artisti precedenti, figli diretti della blogosfera indie, hanno appena pubblicato un bel disco d'esordio (How Could a Village Turn Into a Town) e si stanno sbattendo con un sacco di intelligente promozione online (a cominciare dall'ottimo blog, nel quale hanno raccontato il recente tour europeo).

A me, dal punto di vista armonico, questa Me and the Washing Machine ricorda da morire Sleep the Clock Around dei Belle & Sebastian. Qualcuno ne faccia un mash up, vi prego!


7. Off He Goes (live in Seattle 21/9/2009) (Pearl Jam) (trasmessa)
I Pearl Jam hanno ripreso a vendere i bootleg di tutti i loro concerti sul sito ufficiale. Le gole profonde sui forum dicono che martedì dovrebbe essere finalmente disponibile anche quello di Berlino, di cui sono stato testimone. Non potevo far finta di niente e li ho usati come simbolo dell'utilizzo del Web per stringere un rapporto ancora più stretto con i fan. La canzone che abbiamo ascoltato ieri, una delle mie preferite in assoluto della band, risale ai tempi di No Code ed è quella youtubizzata qui sotto.


8. These Are My Twisted Words (Radiohead) (clamorosamente tagliata)
Ebbene sì, persino i Radiohead sono caduti sotto la mannaia del tempo perduto. Non siamo riusciti ad ascoltare il loro ultimo singolo, distribuito gratis lo scorso agosto e tuttora disponibile qui.

9. Little Girl (Danger Mouse/Sparklehorse feat. Julian Casablancas) (tagliata)
Esempio di canzone che esiste soltanto su Internet. Come tutto il progetto i cui è inserita: Dark Night of the Soul. Nel video sotto, preparato dal solito onniutente ignoto, c'è anche il testo: "You tortured little girl, showing them what love is all about, where did all the time go? Everywhere it's gone gone gone...".


10. The Fear (Lily Allen) (tagliata)
Simbolo di MySpace, ieri. Fiera e un po' estemporanea avversaria del P2P, oggi. La scelta della canzone era però legata soprattutto al titolo, a simboleggiare la paura del cambiamento.

11. The Sailor (Karo) (trasmessa)
L'artista tedesca che chiude La musica liberata, non poteva che chiudere anche il blitz a Stereonotte.

sabato, ottobre 10, 2009

La musica liberata: stanotte a Stereonotte!



Questa sera sarò ospite di Stereonotte, su Radio1.
Beh, "sera" è un eufemismo. La chiacchierata con il conduttore del programma, Diego Carmignani, dovrebbe iniziare più o meno verso le due e sarà intervallata dall'ascolto di una decina/dozzina di canzoni che hanno a che fare con il libro. Alcune sono citate, altre no. E nonostante la frase con cui si apre il primo capitolo, no, per ora non sono previsti gli U2 (sono ancora offeso per l'ultimo concerto di San Siro).
Oltre che via etere, il programma viene trasmesso anche in streaming sul sito della Rai (sulla sinistra della homepage, alla voce Diretta Radio --> Radio 1).

Intanto, un paio di aggiornamenti all'elenco delle recensioni/podcast online. E' comparsa una recensione sul blog della Libreria degli Atellani, una libreria milanese che ha la simpatica prerogativa di offrire il 15% di sconto a chi invia al sito il commento di un libro che gli è piaciuto (giuro, non l'ho scritta io). Ed è online il podcast della puntata di Dispenser su Radio 2 in cui si è parlato di La musica liberata: le mie risposte non sono un granchè, però dopo l'intervista viene letto un frammento del libro (e sentirlo è stata una vera goduria). Cliccando qui potete scaricare direttamente l'MP3 della trasmissione: pesa 40 MB circa e l'intervista inizia intorno al ventottesimo minuto, subito dopo gli Air.


Le recensioni

Dj Paul From London
Hate TV (Lazyboy)
Inkiostro (Inkiostro)
Lettera.com (Marco Denti)
Libreria degli Atellani
Rockol
SentireAscoltare (Stefano Solventi)


Le interviste radiofoniche

Polaroid alla radio (Radio Città del Capo, +/- al minuto 15).
Dispenser (Radio 2, +/- al minuto 28).


Gli appuntamenti futuri

Stanotte verso le 2: Stereonotte su Radio1
Mercoledì 28 ottobre: nel pomeriggio a MAPS su Radio Città del Capo di Bologna e la sera presentazione alla libreria Modo InfoShop.
La notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre: BandaLarga su Radio Popolare di Milano


Link & SocialPer gli appassionati di social network, questa è la pagina del libro su Anobii.
Per qualsiasi contatto-curiosità-critica, come sempre: Twitter, Facebook o l'email.

lunedì, ottobre 05, 2009

Dispenser

Questa sera (lunedì) alle 23, all'interno di Dispenser, andrà in onda una piccola intervista al sottoscritto registrata con Federico Bernocchi. Inoltre, verrà letto un estratto di La musica liberata.
Rispondendo alle domande di Federico, mi sono reso conto di una tremenda verità. Nell'era della turbosintesi, dei nanomessaggi su Twitter, dei film riassunti in un minuto su YouTube e delle dimensioni che contano, sì, ma solo se sono piccole... beh... io sto diventando sempre più logorroico. Irrimediabimente logorroico, quasi pitchforkiano. Due minuti non mi bastano neanche più per spiegare come mi chiamo, figurarsi per parlare di Napster, iPod, Spotify e affini...
E' molto grave.

Comunque sia, vi ricordo l'appuntamento: ore 23, Radio2, Dispenser.

E nel caso qualcuno di voi si stesse chiedendo che cosa diavolo sono i film riassunti in un minuto...



mercoledì, settembre 30, 2009

La musica liberata: recensioni, presentazioni, podcast...




Due nuove aggiunte nell'elenco delle recensioni online su La musica liberata: il blog Dj Paul From London e la musiczine SentireAscoltare.

Dj Paul From London
Hate TV (Lazyboy)
Inkiostro (Inkiostro)
Lettera.com (Marco Denti)
Rockol
SentireAscoltare (Stefano Solventi)

Sul fronte radiofonico, la settimana scorsa sono stato ospite di Enzo e La Fagotta nella puntata zero della nuova stagione di Polaroid alla radio, sulla bolognese Radio Città del Capo. Una divertente (almeno, io mi sono divertito!) chiacchierata telefonica che potete trovare all'interno del podcast del programma, sia in streaming che in download, qui. Tutto il programma è stupendo e meritevole di ascolto, ma se proprio volete correre a sentire la mia voce, l'intervista inizia più o meno al minuto quindici :o).
Domani mattina all'alba (giovedì), qualche minuto su Twilight, il programma di John Vignola su Radio1 che esplora "lo spazio situato fra la luce e l'ombra, quella zona in cui crepuscolo e aurora si mescolano e confluiscono l'uno nell'altra". E' per i più mattinieri: inizia alle cinque...

Appuntamenti radiolibrari sparsi, più in avanti con il calendario:
- la notte tra sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre: Stereonotte su Radio1
- mercoledì 28 ottobre: nel pomeriggio a MAPS su Radio Città del Capo di Bologna e la sera presentazione alla libreria Modo InfoShop.
- la notte tra sabato 7 novembre e 8 novembre: BandaLarga su Radio Popolare di Milano

Per gli appassionati di social network, questa è la pagina dedicata al libro su Anobii.
Per qualsiasi contatto-curiosità-critica, come sempre: Twitter, Facebook o l'email.

lunedì, settembre 21, 2009

venerdì, luglio 24, 2009

La musica liberata in libreria!



Avevo scritto una lunga e struggente presentazione...
... poi ho fatto finta di premere per sbaglio "canc"...

Mi limito ad annunciare che:


a) La musica liberata è finalmente arrivato in libreria!!!


b) a dieci anni esatti dalla comparsa del primo Napster (e a otto esatti dalla sua repentina scomparsa), è un avvincente racconto degli incredibili cambiamenti che hanno stravolto la musica (e la nostra esperienza musicale) nel nuovo millennio. Condivisione di canzoni, ok, ma soprattutto condivisione di esperienze, di passioni, di racconti ed emozioni.


c) che sia davvero avvincente lo conferma anche il suo incredibile ed enigmatico indice:

1.0
1. MP3 (La mosca / Seattle / Preistoria / Mpeg-1 Audio Layer 3 / Sacrilegi)
2. Napster (I 331kb che sconvolsero il mondo / Pirro / Gratis / Tutto / Noi)
3. Le major (Vade retro, tecnologia / Il diamante / DRM / Rootkit / Perdita di controllo)
4. iPod (Pray / Music Store / Monopolio / Shuffle / iGod)

2.0
5. Il laboratorio (Libertà è partecipazione / Dire / Fare / Baciare / Lettera /Testamento)
6. Gli artisti (The artists formerly known / Giovani turchi / Premio fedeltà / It's up to you / Ghosts)
7. Dura lex (Jammie Thomas / Il dilemma del linguaggio / Il dilemma della copia / Il dilemma del remix / Il dilemma dell'autore e del produttore / A due velocità)

3.0
8. Macchine (Streaming / AI / Ovunque / Eroi)
9. Where Have All the Good Times Gone? (La qualità / I giornalisti / I negozi di dischi / Gli album)
10. L'onniutente (Intelligenza / Furore / Generosità / Responsabilità)
11. La musica liberata (I Mille / Neointermediazioni / L'oceano / Serendipity)

d) il prezzo è di 16,50 euro e il libro dovrebbe essere reperibile abbastanza facilmente. Anche nelle librerie online. Persino in quella della Fnac, nonostante il titolo riportato sia quello originale, poi mutato in corso d'opera. Su eMule e The Pirate Bay, invece, al momento non c'è ancora... Nonostante fosse di gran lunga il libro più atteso dell'estate 2009, i potenti mezzi di Arcana sono incredibilmente riusciti a evitare il leak...

venerdì, luglio 17, 2009

-?




Non metto più numeri nel titolo del post, perchè portano sfiga e poi vengo smentito dai fatti. Però adesso ho finalmente la certezza che il libro esiste (le mitiche copie per l'autore sono arrivate!).

Entro martedì dovrebbero arrivare anche quelle in libreria.

Se volete qualche informazione in più sui contenuti, il sito 24Sette.it ha ripreso la lunga intervista che mi ha fatto Rossano Lo Mele sul numero in edicola di Rumore.
Anche se in homepage viene presentata in modo leggermente fuorviante:


Secondo e ultimo estratto dall'intervista di Rossano Lo Mele a CHRIS ANDERSON, direttore di Wired, il cui GRATIS!, che ripercorre l'annosa questione del download gratuito in rete, uscirà a settembre per Rizzoli. Potete leggere la versione integrale dell'intervista su RUMORE di luglio.

Prima parte / Seconda parte.

In realtà il titolo del libro è un altro, l'editore pure (Arcana) e io sono indiscutibilmente più bello di Chris Anderson.