Visualizzazione post con etichetta 942. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 942. Mostra tutti i post

venerdì, marzo 06, 2015

100 opere (e una dozzina di musei) da vedere a New York

La persistenza della memoria si deve accontentare del 100° posto. Se Dalì lo scopre...

Quando si pensa a New York, vengono subito in mente i grattacieli, il ponte di Brooklyn, la Statua della Libertà, forse Woody Allen. Difficilmente si identifica la città con i suoi musei, nonostante alcuni siano piuttosto famosi (MoMA, Metropolitan, Guggenheim) e conservino opere di artisti come Cézanne, Goya, Picasso, Pollock, Rembrandt, Van Gogh, Warhol. Time Out ha raccolto i 100 migliori dipinti delle collezioni permanenti dei musei newyorchesi, scelti da “34 artists, critics, journalists, curators and gallery dealers”. Per chi ha in programma un viaggio a NY e per chi vuole saperne di più (e scoprire cos'è l'Ab Ex o quale opera si trova in un bagno), si tratta di una gran bella visita virtuale, che ha come unica pecca le immagini un po' piccole e si consuma meglio leggendo i brevi testi che accompagnano e contestualizzano ogni dipinto. Come extra, qui sotto trovate la Top 10 e alcuni dati estratti dalla lista. Buona mostra.


La Top 10


10. Rembrandt, Autoritratto (Metropolitan Museum of Art)
9. Cy Twombly, Untitled (Museum of Modern Art)
8. Jackson Pollock, One: Number 31 (Museum of Modern Art)
7. Henri Matisse, The Red Studio (Museum of Modern Art)
6. Johannes Vermeer, Donna con brocca d'acqua (Metropolitan Museum of Art)
5. Albert Bierstadt, A Storm in the Rocky Mountains (Brooklyn Museum)
4. Francisco Goya, Ritratto della Duchessa de Alba in nero (The Hispanic Society of America)
3. Jean-Auguste-Dominique Ingres, Ritratto della contessa di Haussonville (Frick Collection)
2. Giovanni Bellini, San Francesco nel deserto (Frick Collection)
1. Pablo Picasso, Les demoiselles d'Avignon (Museum of Modern Art)



La classifica completa: The 100 Best Paintings in New York (Time Out)



La distribuzione delle 100 opere per secoli
(Novecento über alles...)

2000 (XXI secolo): 2 opere
1900 (XX): 59 opere
1800 (XIX): 13 opere
1700 (XVIII): 5 opere
1600 (XVII): 9 opere
1500 (XVI): 7 opere
1400 (XV): 3 opere
1300 (XIV): 1 opera
100 (II): 1 opera

Il dipinto più antico della Top 100 è il ritratto di un ragazzo proveniente dall'Egitto e risalente al II sec. dopo Cristo. Il più recente è Monet's Salle à Manger Jaune di Mickalene Thomas (2012).


La classifica dei musei 
(100 punti all'opera al primo posto, 99 punti al secondo posto, ecc: MoMA e Met fanno la parte dei leoni)


1. Museum of Modern Art: 1979 punti (35 opere nella Top 100)
2. Metropolitan Museum of Art: 1551 punti (33 opere)
3. Frick Collection: 330 punti (7 opere)
4. Brooklyn Museum: 330 punti (4 opere)
5. Whitney Museum of American Art: 205 punti (8 opere)
6. Solomon R. Guggenheim Museum: 163 punti (5 opere)
7. The Cloisters: 156 punti (2 opere)
8. The Hispanic Society of America: 97 punti (1 opera)
9. LGBT Center: 81 punti (1 opera)
10. New-York Historical Society: 69 punti (1 opera)
11. East 128th Street and Harlem River Drive (indirizzo dove si trova il murale Crack is Wack di Keith Haring): 53 punti (1 opera)
12. Neue Galerie: 27 punti (1 opera)
13. Studio Museum in Harlem: 9 punti (1 opera)



mercoledì, marzo 04, 2015

La cassettina dei Metallica

L'artwork della cassettina (con la calligrafia di Lars Ulrich)

In un'intervista a Rolling Stone, Lars Ulrich annuncia che i Metallica parteciperanno il 18 aprile al Record Store Day: non con un vinile, bensì con una musicassetta. Ebbene sì, musicassetta: quel manufatto del Novecento che gli under 30 non hanno mai conosciuto e che agli over 30 risveglia memorie di penne bic, walkman e placida lentezza. La cassettina sarà la riproduzione di No Life 'Til Leather, uno dei primi demo della band, risalente al 1982. In estate seguiranno le versioni in vinile e digitale. Per i Metallica, è il battesimo di una probabile serie di ristampe (ultraredditizia, visto che la band è ormai indipendente e controlla tutto il suo catalogo); per il marketing musicale è un nuovo capitolo della celebrazione commerciale dei vecchi supporti analogici; per YouTube, l'occasione per ripetere “pfui, io sono arrivata prima”. Il demo circola da tempo nel circuito dei bootleg ed è già finito nel calderone web (vedi sotto).

lunedì, marzo 02, 2015

Supercalifragilistichespiralimetal


"Cara Lady Gaga, mi hai scaldato il cuore". Così Julie Andrews – pochi giorni fa – ha ringraziato la popstar per l'omaggio dedicatole durante la cerimonia di premiazione degli Oscar, sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles. Non mi risulta invece che la Andrews abbia commentato un altro tributo, spuntato su YouTube il 24 febbraio. Un'opera che aspettavamo da tempo: la versione death metal di Supercalifragilistichespiralidoso, la celebre canzoncina dal titolo nonsense del film Mary Poppins. Tutta da ascoltare, ma soprattutto da vedere nel videomashup ottimamente sincronizzato con le immagini del film. L'autore dell'arrangiamento è Andy Rehfeldt, le voci sono di Sera Hatchett e Thomas Hinds. Non siamo ai livelli semplicemente miracolosi della Felicità di Albano & Romina in salsa berlinese, ma l'accostamento sfrigola bene. Per un paragone con l'originale, qui c'è la versione cinematografica in italiano, con la voce di Tina Centi.



venerdì, novembre 01, 2013

Una notte d'inverno, un navigatore

La notte del 15 ovresto 2483, il navigatore Jakovlenko si fermò sul bordo della strada per svuotare la vescica. Mentre procedeva nell'operazione, i suoi occhi colsero un luccichio in basso tra i cespugli. Jakovlenko scostò il fogliame con il piede, temendo di incontrare lo sguardo imperturbabile di una lexamera dell'Alleanza. Con sollievo, raccolse invece un sottile parallelepipedo di metallo scuro e crepato. Su una superficie brillavano i resti di una sfera argentea, l'altra era uno schermo. Jakovlenko riconobbe un manufatto di comunicazione del XXI secolo, come quelli collezionati da suo padre. Il navigatore aprì il polso, estrasse i cavi della batteria quantica e li collegò all'apertura sul fondo del dispositivo. Quindi diede energia. Due figure apparvero sullo schermo, mentre una musica arcana si alzava verso la fredda falce di luna. “Che civiltà misteriosa e affascinante”, pensò Jakovlenko, ancora con i pantaloni abbassati.