martedì, maggio 31, 2011

Moreno Argentin campione del mondo a Colorado Springs 1986 (150 gol)



Il mio primo campionato del mondo di ciclismo è stata una vittoria. La ricordo piuttosto nitidamente: settembre 1986, Colorado Springs. In Italia era mezzanotte o giù di lì. Mi trovavo a Monza, da amici, con la famiglia. Eravamo appena rientrati dopo aver cenato fuori (credo) e aver gironzolato un po' attorno al parco dell'autodromo, dove il giorno successivo era in programma il Gran Premio. In quel weekend avevo anche assistito alle mie prime prove di Formula 1. Non è che fossi rimasto poi così entusiasta nel veder sfrecciare quei bolidi sotto la tribuna: erano troppo rumorosi e soprattutto troppo rapidi, non riuscivi quasi a riconoscerli... Molto meglio la nobile tenzone televisiva tra Moreno Argentin e il francese Charly Mottet. Quell'ultimo chilometro percorso in un paesaggio verde, umido e deserto, con l'unica compagnia della voce di Adriano De Zan. Argentin vinse abbastanza facilmente. E da quel giorno, per almeno una dozzina d'anni, non persi più un appuntamento con i mondiali di ciclismo. All'autodromo di Monza, invece, non sono mai più tornato.


150 gol (... e altro ancora)
Un omaggio ai 150 anni dell'Italia, attraverso vittorie sportive, video d'epoca, telecronache originali. Per l'elenco completo dei video, clicca qui.

martedì, maggio 17, 2011

La poesia nell'essere dentro un tramezzino imbottito.



Viaggiare in treno è fantastico, perché può capitare di fare incontri o chiacchierate come quella sopra. Se poi nel tuo scompartimento non c'è traccia di Julie Delpy, beh, c'è sempre la possibilità di lasciarsi cullare dalla nostalgia:

"Salgo in stazione, cerco un posto, mi accomodo. Il convoglio parte e il paesaggio si mette a scorrere in due strisce separate, come le fette di pane di un tramezzino imbottito. In mezzo, al posto del tonno e della maionese, ci sta lo scompartimento: gli altri passeggeri, il corridoio, il controllore che punzona i biglietti. Io non mi muovo, sto seduto in poltrona come se fossi al cinema, solo che lo schermo è sdoppiato e laterale: un pezzo a destra e uno a sinistra. Oltre i finestrini, anche il mondo è immobile, se si esclude la rotazione terrestre. Sta fermo, eppure lo vedo fuggire, non posso afferrarlo. Ci sfioriamo, facciamo le presentazioni, ma non c’è tempo di conoscersi: resta l’amaro in bocca delle occasioni perdute. Ecco un filare d’uva che avrei voluto assaggiare o un torrente d’acqua limpida dove sarebbe bello tuffarsi. Ecco un cantiere stradale che devasta la campagna, mentre io passo e non ne so nulla; ecco un paese arroccato su un colle, del quale non conosco nemmeno il nome. Apro il giornale, lo sfoglio e per una mezz’ora mi perdo dietro alle notizie. Ogni tanto il treno rallenta, si ferma in stazione, ma non sono io a decidere le soste. Guardo i binari, leggo le insegne degli alberghi di là dalle rotaie e se mai scopro con gli occhi un angolo interessante, è già tempo di andarsene, di ripartire. Nostalgia dell’abbandono: mi si chiudono le palpebre, dormo, sogno di camminare sulla strada bianca intravista poco fa."

(Wu Ming 2, estratto da http://www.carta.org/2011/05/17345/, dalla prefazione di «L’arte del camminare. Consigli per partire con il piede giusto», di Luca Gianotti, Ediciclo)

lunedì, maggio 16, 2011

Quando Nuvolari fece incazzare Hitler (150 gol)



"Gli uccelli nell'aria perdono le ali, quando passa Nuvolari", così cantava Lucio Dalla nella canzone dedicata a Tazio Nuvolari, il Mantovano Volante, fuoriclasse delle due e delle quattro ruote nella preistorica era tra le due guerre mondiali. Un personaggio quasi leggendario, capace di sedurre D'Annunzio e persino di fare incazzare Hitler, quando nel 1935 al Nurburgring, sotto gli occhi del Führer, arrivò primo con la sua Alfa Romeo davanti a tre Mercedes. Proprio a quella storica vittoria è riferito il video sopra. Se poi volete approfondire, il modo più divertente è passare da Wikipedia, in particolare dalla sezione dedicata agli aneddoti, che sembra un'appendice degli "strano ma vero" della Settimana Enigmistica. Qui sotto, come bonus, c'è la canzone di Lucio Dalla.




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venerdì, maggio 13, 2011

Roberto Cammarelle oro a Pechino 2008 (150 gol)



Per una volta, spegniamo il video e alziamo l'audio. Quella che trovate sopra è la radiocronaca - a dir poco appassionata - di Francesco Repice della finale dei supermassimi di pugilato alle Olimpiadi di Pechino 2008. Sul ring, Roberto Cammarelle sfida il padrone di casa Zhang Zhilei. E lo demolisce. Un incontro senza storia, dalla prima girandola di pugni al definitivo knock out tecnico nel quarto round. Membro delle Fiamme Oro, già medaglia di bronzo ad Atene 2004, Cammarelle non è mai diventato professionista. Ma da dilettante si è tolto le sue belle soddisfazioni: oltre al trionfo a Pechino, anche due vittorie ai campionati mondiali, nel 2007 a Chicago e nel 2009 a Milano. La radiocronaca di Repice è entusiasmante. Se non vi basta, comunque, su YouTube c'è anche il riassunto video - commentato in inglese - del match contro Zhang.


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mercoledì, maggio 11, 2011

11 maggio 1947, l'Italia si tinge di granata (150 gol)



"150 gol" è una serie dedicata all'Italia. Per questo, a parte qualche eccezione a due e quattro ruote, i video scelti riguardano sempre atleti impegnati con la maglia azzurra e quasi mai con le loro maglie di club. E' la ragione per cui una settimana fa non ho inserito nessun riferimento al sessantaduesimo anniversario dalla scomparsa del Grande Toro, sulla collina di Superga. Niente però mi impedisce, oggi, di ricordare un altro anniversario. Quello dell'11 maggio 1947, giorno in cui a Torino la nazionale italiana di calcio sconfisse in amichevole l'Ungheria, per 3 a 2. Segnarono Gabetto (doppietta) e Loik (il gol della vittoria allo scadere) e quella partita entrò nella storia perché per la prima e unica volta la Nazionale schierò 10 giocatori su 11 di una sola squadra: il Grande Torino, appunto. Gli aneddoti e le curiosità relative a quel match sono parecchi: dal fatto che anche l'Ungheria si basò sul blocco di una squadra (9 giocatori dell'Ujpest... e tra le due eccezioni, un certo Puskas) alle polemiche che seguirono per una partita non troppo convincente (contro l'Austria, qualche mese dopo, il ct Pozzo fu praticamente costretto a schierare "solo" tre giocatori granata e il risultato fu un umiliante 1-5). Trovate tutti i dettagli in un bell'articolo sul sito Storie di Calcio. Sopra, invece, c'è il solito, mitico, sfocatissimo cinegiornale d'epoca. 


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martedì, maggio 10, 2011

Fabio Casartelli e l'oro a Barcellona 1992 (150 gol)



Nel giorno in cui il mondo del ciclismo piange la scomparsa di Wouter Weylandt, per fortuna senza troppo rumore o polemiche, con la carovana del Giro che attraversa le strade liguri e toscane in una lenta, silenziosa e rispettosa processione, la memoria non può che tornare alla tragedia di Fabio Casartelli, che il 18 luglio 1995 morì per una caduta sulla discesa del colle di Portet-d'Aspet, durante il Tour de France. Lo schianto contro il paracarro, l'inutile intervento dell'elicottero, le lacrime. Avevo tenuto da parte un video su Casartelli per questa piccola collana di memorie sportive: mi sembra naturale mostrarlo oggi. E' un video in cui il ricordo del dolore si unisce a quello della più grande gioia vissuta da Casartelli nella sua breve carriera: la medaglia d'oro nella prova individuale su strada alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Nel filmato se ne vede solo qualche frammento. Uno di questi è tra le più belle immagini olimpiche (e sportive) di sempre: la volata finale in cui Casartelli regolò l'olandese Dekker e il lettone Ozols, e in cui tutti e tre gli atleti alzano le braccia al cielo, esultando per il risultato raggiunto.


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mercoledì, maggio 04, 2011

Daniele Masala e il difficile destino del pentathlon moderno (150 gol)



Le prime Olimpiadi che ho seguito davvero in tv, con alto tasso d'ossessione, sono state quelle di Seul 1988. Ma le prime di cui conservo ricordi abbastanza nitidi, se non altro per gli articoli letti o i servizi dei telegiornali, sono le precedenti: Los Angeles 1984. In quell'edizione americana, l'Italia vinse un sacco di medaglie "strane", anche grazie all'assenza dei paesi del blocco sovietico. Ed è un grande cruccio non riuscire a trovare su YouTube tracce di atleti incastrati nella mia memoria come il minuscolo Vincenzo Maenza (oro nella lotta greco-romana, poi bissato a Seul e seguito da un argento a Barcellona 1992) o il gigantesco Norbert Oberburger (oro nel sollevamento pesi).

Una chicca di quell'edizione, però, l'ho trovata. E' il video che documenta la vittoria di Daniele Masala nel pentathlon moderno: una specialità che mette insieme tiro a segno, nuoto, scherma, equitazione e corsa, premiando dunque più la completezza dell'atleta che non la specializzazione o la potenza. Inventato addirittura dal papà delle Olimpiadi moderne in persona, il barone De Coubertin, nel 1912 a Stoccolma, oggi il pentathlon è a rischio d'estinzione, una specie di panda dello sport olimpico. Nessuno se lo fila e i Giochi di Londra 2012, oltre che il centesimo compleanno, potrebbero anche segnarne l'esclusione definitiva dal programma, in favore di discipline più telegeniche.

Anche per questo, rivedere le gesta di Masala in quel vecchio servizio della Rai - con tanto di finale incasinato, fortunoso ed esaltante (il rivale svedese inciampa all'ultima curva) - assume un significato particolare.

P.S. Onore anche a Carlo Massullo (medaglia di bronzo nell'individuale) e Pierpaolo Cristofori, che a Los Angeles conquistarono assieme a Daniele Masala l'oro a squadre.


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martedì, maggio 03, 2011

Cova! Cova! Cova! (150 gol)



Un oro agli europei di Atene nel 1982.
Un oro ai mondiali di Helsinki nel 1983.
Un oro alle olimpiadi di Los Angeles nel 1984.
E' la fantastica tripletta di Alberto Cova, dominatore dei 10,000 metri di atletica leggera in un'epoca in cui la specialità non era ancora passata sotto il controllo delle gazzelle degli altipiani. I rivali storici si chiamavano Werner Schildhauer (Germania Est) e Martti Vainio (Finlandia), due totem ariani che l'azzurro passava puntualmente all'ultima curva, quasi sbeffeggiandoli con i suoi baffetti. O sul rettilineo finale, come nel caso dell'esaltante arrivo a Helsinki, consacrato agli annali dal "Cova! Cova! Cova! Cova! COO-VAA!" del telecronista. Le tre vittorie, una dopo l'altra, sono tutte nel video qui sopra.


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domenica, maggio 01, 2011

WWW per tutti, tutti per WWW.


Cory Doctorow su Boing Boing ci ricorda che esattamente 18 anni fa (il 30 aprile 1993), il CERN rilasciò il codice sorgente di WorldWideWeb, il primo programma di navigazione sul Web. In pubblico dominio.