mercoledì, luglio 27, 2011

Le notti magiche di Totò Schillaci a Italia 90 (150 gol)



Secondo una canzone degli U2, a tre anni pensiamo che il mondo giri attorno a noi. Io so solo che a quattordici ero convinto che il mondo l'avrei conquistato. E con me, l'avrebbe conquistato l'Italia intera. Era l'estate del 1990, le notti magiche della Nannini e di Bennato. Quei Mondiali che arrivavano nel punto di maggiore (e illusoria) grandezza del paese. Avevamo la pancia piena dopo i bagordi degli anni '80. Avevamo nuovi e immensi stadi in cui celebrare i nostri riti pagani. Avevamo una squadra di calcio giovane, spumeggiante, farcita di talenti (Zenga, Baresi, Maldini, Donadoni, Giannini, Vialli, il giovine Baggio) e guidata da un brav'uomo (Azeglio Vicini). E poi, avevamo gli occhi e la mediterraneità di Totò Schillaci, il picciotto venuto dal nulla per abbattere le resistenze austrocecoslovacche, irlandesi, uruguayane. Dieci anni dopo Paolo Rossi, nove anni dopo Cutugno, grazie a lui e a quella Nazionale, di nuovo la sindrome degli italiani veri. L'ultima illusione, appunto. Spezzata da un colpo di testa di Caniggia, prima. Abbattuta dalle rivelazioni di Tangentopoli, dalle esplosioni della mafia, dalle recessioni dell'economia, della cultura e della società, dopo. Doppia nostalgia, a questo giro. Quei gol di Schillaci, notturni, magici, uno più bello dell'altro, li potete rivedere e rivivere due volte: sopra con l'accompagnamento Bennato/Nannini e sotto con quello di un altro totem dei miei favolosi quattordici anni, Bruno Pizzul. 


150 gol (... e altro ancora)
Un omaggio ai 150 anni dell'Italia, attraverso vittorie sportive, video d'epoca, telecronache originali. Per l'elenco completo dei video, clicca qui.