venerdì, dicembre 24, 2010

lunedì, dicembre 20, 2010

Infinite creeping sadness.

Ascoltando Mellon Collie and the Infinite Power, il bel tributo indietalico al monumentale capolavoro degli Smashing Pumpkins (potete scaricarlo qui), mi chiedevo che fine avesse fatto l'infinita tristezza del titolo originale. Sono bastati pochi minuti per ritrovarla. Eccola. Si è spostata in un video che racchiude in un colpo solo Cenerentola, Radiohead, cori angioleschi e vergini omicide.

domenica, dicembre 19, 2010

Paul per pochi. Il concerto di Paul McCartney al 100 Club (17/12/2010)

Uno dei miei sogni musicali è vedere gli U2 suonare un intero concerto in un piccolo club. Possibilmente senza Elevation in scaletta. Ma anche con Elevation, dai. Gliela concederei. Utopia? Forse oggi sì. In futuro,  chissà. Magari prima o poi anche Bono e soci si risporcheranno le mani con la sudata atmosfera di un locale da 300 posti. Un po' come ha fatto Paul McCartney, il 17 dicembre scorso, al 100 Club di Londra. 

Un'occasione particolare: il sostegno al locale, in crisi per l'aumento dei costi d'affitto. Un pubblico selezionatissimo: 300 fan. Un prezzo del biglietto un po' alto per un club, ma neanche esagerato per l'eccezionalità dell'evento: 60 sterline (una settantina di euro). Una scaletta assai beatlesiana, com'era prevedibile. E qualche video emerso su YouTube - sporchissimi, grezzi, parziali - per poter concedere un po' di polvere di stelle anche a chi non era tra i fortunati 300. Li ho raccolti nella playlist che trovate qui sotto. Più in basso, la scaletta intera del concerto. Allora, Bono, che ne dici? Fai un salto a Spazio 211 o all'Hiroshima?


Paul McCartney Setlist 100 Club, London, England 2010

venerdì, dicembre 17, 2010

Il fascino discreto della borghesia britpop.

Dicono quelli di Word Magazine (qui, tramite Daily Mail) che il britpop si sta imborghesendo. Letteralmente. Una ricerca condotta sulle chart musicali ha rivelato che il 60% delle pop e rockstar britanniche contemporanee proviene dai banchi di prestigiose e costose scuole private. Da Lily Allen a James Blunt, da Florence Welch (Florence + The Machine) a Chris Martin dei Coldplay. Una differenza sostanziale rispetto al passato. Vent'anni fa quella percentuale era appena dell'1% e Manchester si preparava a sfornare i working class hero di fine millennio: i Gallagher. Se pensiamo all'America degli Strokes e dei Vampire Weekend, anche oltreoceano il trend non sembra poi così differente. Vent'anni fa, c'erano i Nirvana. Per non pensare, risalendo ancora più indietro, a Joy Division, Springsteen e i Rolling Stones. E' forse anche questa la ragione (o una delle ragioni) per cui la musica pop-rock continua a piacere - vedi i successi in classifica - ma non riesce più a mordere? E' discriminazione socialcomunistoide ipotizzare che la musica rock proveniente dall'upper class sia in grado al massimo di divertire, ma non di mordere? Che sia un bel vestito da indossare, più che un dardo sparato verso l'anima? E' questo ciò che esce quando gli studenti delle scuole-bene colgono l'attimo fuggente e urlano il loro barbarico yawp sopra i tetti del mondo? Una canzone di Lily Allen? Il ruggito è riservato alla working class?

giovedì, dicembre 09, 2010

Norwegian Greenwood.


In sempre più febbrile attesa del nuovo album dei Radiohead, ecco alcuni brani della colonna sonora che il chitarrista Jonny Greenwood ha composto per Norwegian Wood, l'adattamento cinematografico del romanzo di Haruki Murakami. In totale dovrebbero essere undici, su YouTube ne ho trovati sei e li ho raccolti nella playlist qui sotto. Le traduzioni dei titoli sono di Green Plastic. Tenendo conto di Reznor&Ross (The Social Network) e dei Daft Punk (Tron Legacy, qui il bel video di Bedezzed) è una stagione importante per le colonne sonore.


I brani inclusi nella videoplaylist:

もう少し自分のこと、きちんとしたいの (Want To Organize Myself a Little More)
また会いに来るからね (I'll Come See You Again)
時の洗礼を受けていないものを読むな (Don't Read What Hasn't Been Baptized by Time)
レイコ (Reiko)
 いい子だから黙ってて (Be Good and Stay Quiet)
クォーター・トーン・ブルーム (Quarter Tone Bloom)

(Don't Read... e Reiko sono in unico video)


La playlist:




La tracklist completa della colonna sonora:

01 Jonny Greenwood: "Want to Organize Myself a Little More"
02 Jonny Greenwood: "Grasslands, Wind, Woods"
03 Can: "Mary, Mary, So Contrary"
04 Jonny Greenwood: "I'll Come See You Again"
05 Jonny Greenwood: "Don't Read What Hasn't Been Baptized by Time"
06 Jonny Greenwood: "Reiko"
07 Can: "Bring Me Coffee or Tea"
08 Jonny Greenwood: "Naoko Is Dead"
09 Jonny Greenwood: "Be Good and Stay Quiet"
10 Jonny Greenwood: "Wondered Around"
11 Jonny Greenwood: "Quarter Tone Bloom"
12 Can: "Don't Turn the Light On, Leave Me Alone"
13 Jonny Greenwood: "Just Take Me When You Take Me"
14 Jonny Greenwood: "Stormy Auditory Hallucinations"

(se proprio volete, qui c'è anche quella con i titoli in giapponese)

mercoledì, dicembre 08, 2010

"Thought of You" (Ryan Woodward)

Ryan Woodward è nato a Salt Lake City, ha 38 anni, ha lavorato allo storyboard di Spider-Man 2, Spider-Man 3 e Nel paese delle creature selvagge e insegna animazione alla Brigham Young University, nello Utah. Il suo corto Thought of You non è stato selezionato dal Sundance Film Festival e forse è giusto così: è troppo fragile e delicato, il grande schermo lo spezzerebbe. Ma sul monitor del computer... è semplicemente fantastico. (La canzone è World Spins Madly On dei Weepies; sotto, un dietro-le-quinte sulla genesi del video)


Thought of You from Ryan J Woodward on Vimeo.


Thought of You - Behind the Scenes Preview - ROUGH CUT from Cambell Christensen on Vimeo.

lunedì, dicembre 06, 2010

L'Italia completata da Google.

The United States of Autocomplete è una cartina degli USA in cui ai vari stati viene accompagnata la prima parola che compare su Google, inserendo il nome di ciascuno di essi sul motore di ricerca: New York Times, Texas Rangers, Georgia Tech e così via... Per gioco, ho provato a fare lo stesso con le regioni italiane. Ecco il risultato. Da notare l'attualità sportiva del Lazio e l'involontaria ironia delle Marche. Queste sono le parole che vengono fuori sul mio computer... sul vostro sono le stesse?


(ricerca effettuata il 6 dicembre 2010, verso le otto di sera)

venerdì, dicembre 03, 2010

Video Monthly Burns (dicembre 2010).







Monthly Burns è una rubrica che curo ormai da diversi anni sulle pagine e sul sito del Mucchio. Sulle pagine del giornale scrivo i titoli di venti canzoni, sul sito vengono pubblicati anche i link ai relativi MP3. Liberi e legali, perché distribuiti dalle etichette e dagli artisti a fine promozionale. Questo è l'indirizzo: http://www.ilmucchio.it/burns.php. Una nuova playlist viene inserita all'inizio di ogni mese, in concomitanza con l'uscita del giornale.

Nei giorni scorsi, ho voluto verificare su YouTube una piccola teoria, che sto coltivando da un po' di tempo: quella che, almeno su Internet, la musica abbia ormai scelto il video come veicolo di diffusione principale. Il P2P è in lento declino, lo streaming è in altrettanto lento decollo, su Facebook e altrove proliferano i link a YouTube e a Vimeo. Clip ufficiali, registrazioni live, remix e manipolazioni varie. Per un artista ormai non è più sufficiente scrivere una buona canzone: deve anche accompagnarla con un bel filmato (o sperare che se ne occupi qualche fan...).

Ho quindi cercato eventuali versioni video delle 20 canzoni del Monthly Burns di dicembre.
Ecco qualche esempio di ciò che ho trovato. Tutto materiale che, in un modo o nell'altro, si può consumare quasi esclusivamente online.

1. 99 Problems (Philadelphia Grand Jury)
I Philadelphia Grand Jury sono australiani. 99 Problems è un successo hip hop di Jay-Z. Loro in genere ne fanno una cover punk rock piuttosto violenta (prova ne è l'MP3 sul sito del Mucchio). Eppure in rete si trova anche questa versione country, registrata negli studi della radio aussie Triple J (anche alle radio, evidentemente, ormai non basta più essere radio: c'è bisogno di videocamere, webcam e un canale su YouTube).



2. Sun of a Gun (Oh Land)
Oh Land è la giovane danese Nanna Øland Fabricius. Questa versione per xilofono e tastierine giocattolo è stata registrata lo scorso maggio sul tetto del quartier generale newyorchese del sito BaebleMusic e fa parte della serie di concerti The Guest Apartment.



3. Can We Go (Hesta Prynn)
Anche Hesta Prynn è uno pseudonimo. Il vero nome dell'artista è Julie Potash. Questo video è stato girato a Central Park, a New York. E' realizzato con la tecnica dello stop motion, utilizzando 13mila fotografie scattate nell'arco di tre settimane.



4. Thirteen (Elliott Smith)
In genere, Monthly Burns è dedicato alla musica recente. Ogni tanto, tuttavia, capita l'occasione di inserire qualche brano più datato. Come questa meravigliosa cover di una canzone dei Big Star registrata dal compianto Elliott Smith. Su YouTube si trovano alcune versioni live. Smith è morto, probabilmente suicida, il 21 ottobre del 2003. Questo video risale a un concerto a Sydney del 1999. Undici anni fa, un altro secolo: non c'erano smartphone o videocamere high tech e le registrazioni amatoriali ai concerti erano assai ruspanti. Non per questo, meno magiche.



5. Little Faith (The National)
Oggi, invece, le registrazioni dal pubblico possono avere anche la qualità che trovate nel video qui sotto. Il live risale al maggio scorso, al Fox Theatre di Oakland, ed è interamente disponibile su YouTube (consigliato!). La presenza dei National in Monthly Burns, invece, è legata al permesso concesso ai fan di registrare e condividere i bootleg MP3 sul Live Music Archive.