E' chiaro, la carta non ha paragoni.
A maggior ragione quando si tratta di cataloghi di mostre, costosi manufatti concepiti non tanto per essere letti quanto per essere gaudentemente sfogliati, collezionati ed esposti con orgoglio su tavolini e scaffali (per poi venir vomitevolmente offesi, come in Carnage)
Ciò non toglie che l'archivio digitale dei vecchi cataloghi del Guggenheim Musem di New York abbia un suo fascino conturbante, oltre a un forte perché. La raccolta comprende una sessantina di pubblicazioni ormai fuori stampa. Dal 1937 al 1999. Dalle 24 paginette di Before Picasso; After Miro (con il suo formato orizzontale che deve aver dato non pochi problemi ai digitalizzatori dell'Internet Archive) a mammuttoni di oltre trecento pagine come Amazons of the Avant-Garde e A Century in Crisis: Modernity and Tradition in the Art of Twentieth Century China.
Per gli appassionati, per gli studiosi d'arte, per i guglielmi da baskerville del terzo millennio.
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