domenica, ottobre 31, 2010

Ispirazioni stellari.

L'ultima che rubo dall'intervento di Ken Perlin a View Conference (e dal suo blog).
A sinistra, un fotogramma da Il pianeta proibito (1956).
A destra, uno da Guerre stellari (1977).

iCoolhunt.


E' online su LaStampa.it l'articolo su iCoolhunt, un social network per iPhone inventato da due torinesi e finito presto in interessanti orbite angloamericane. Ho parlato a lungo con uno dei due fondatori, Luca Morena (l'altro è il fratello Alessio), e ci sono diversi aspetti che mi hanno spinto a scrivere un pezzo più lungo del solito.

Primo: l'italianità del progetto. Suona tristemente rara e miracolosa. Invece, più semplicemente, è possibile.

Secondo: l'attualità del progetto. La sua capacità di cogliere lo zeitgeist, quello spirito dei tempi a cui ha accennato Morena nell'intervento a View Conference. Uno spirito dei tempi che oggi ci spinge - per gioco? per hobby? per lavoro? per vanità? per competizione? per varie ragioni... - a condividere spontaneamente contenuti, intelligenze, creatività, conoscenze. Nel caso di iCoolhunt, tendenze (è un social network/social game in cui gli utenti vanno "a caccia" di nuovi trend nella musica, nel design, nella street art, scattando le foto con il telefonino e pubblicandole sulla community)

Terzo: la semplicità del progetto. Nato a novembre, sviluppato a febbraio, lanciato ad aprile. In totale indipendenza. Qualcosa che conferma il bipolarismo di un'epoca in cui si incrociano magicamente il fascino della complessità e dell'abbondanza (Lost, i romanzi-fiume, i filmoni cerebrali-complessi-collettivi, le trecento offerte di compagnie telefoniche e le seicento marche di tonno al supermercato) e il richiamo della semplicità, dell'immediatezza, dei video da 3m(inuti) e dei singoli brani da 4M(ega).

sabato, ottobre 30, 2010

"What Matters To Me" (Christopher Harrell)

Un altro videuzzo, anche questo già piuttosto datato (maggio 2008), mostrato ieri da Ken Perlin. Ci sono alcuni aspetti che potrebbero renderlo un po' indigesto: la retorica, il buonismo, i riferimenti politici. Ce ne sono però anche altri estremamente affascinanti. Su tutti, per me, lo strano effetto tecno-vintage con le didascalie digitali che vengono ad arricchire una realtà che sembra uscita da Goodbye, Lenin (la musica, il look del ragazzo, la scrivania con vecchi libri e macchina da scrivere, la voluta e spartana artificialità della messa in scena simile a quella dei finti video registrati nell'adorabile film di Wolfgang Becker). (N)ostalgia + modernismo: una ricetta che funziona sempre.

Dal punto di vista del linguaggio, poi, pensate a quante porte sta aprendo nella comunicazione contemporanea (da quella pubblicitaria a quella di matrice artistica, potenzialmente persino a quella giornalistica) la crescente abitudine a inserire nei video elementi testuali dinamici. Parole, numeri, grafici che non vengono più pronunciati ma visualizzati. YouTube è ormai zeppa di soluzioni di questo tipo. La semplice visione si trasforma in una più raffinata e complessa specie di videolettura.

"World Builder" (Bruce Banit)

La dimensione virtuale di Matrix, le interfacce di Minority Report, l'intrusione mentale di Inception, quell'idea di architettura urbanistica digitale a cui ci ha abituato Sim City. Con gocce di romanticismo dal sapore dolceamaro. World Builder di Bruce Banit è un piccolo cortometraggio-capolavoro. Ne ha parlato Wired la scorsa settimana, ne ha mostrato alcune immagini Ken Perlin durante il suo intervento ieri alla View Conference. Il mito della creazione rielaborato attraverso le tecnologie del 2010. Il colore grigio, le inquietudini, le possibilità della simulazione virtuale.


World Builder from BranitVFX on Vimeo.

venerdì, ottobre 29, 2010

New European Horror.

A l'intérieur: non è ancora uscito fuori e c'è già chi vuole farlo fuori

E' abbastanza significativo che nella classifica dei 25 migliori film horror di sempre preparata dai giornalisti di Fangoria per Wired non ci sia nessun titolo tra il 1987 e il 2004. E che gli unici del terzo millennio siano tutti europei: Shaun of the Dead (UK), A l'intérieur (Francia) e Lasciami entrare (Svezia). Aggiungendo lo spagnolo El Orfanato, il quadretto sarebbe ancora più completo. Mentre gli americani sono ormai sprofondati nella noia del remake, la riscossa di zombi, killer e vampiri riparte dal vecchio continente (l'Italia è presente con tre film della lontana età dell'oro degli anni '70; del violento far east asiatico non c'è l'ombra, così come mancano Shining, Psycho, Il silenzio degli innocenti e un miliardo di altri capolavori... ma si sa, queste classifiche hanno sempre un non so che di nannimorettiano: si nota sempre di più chi non partecipa alla festa).

sabato, ottobre 23, 2010

Il programma di partnership YouTube Musicians Wanted diventa (quasi) globale.

YouTube ha annunciato sul suo blog di aver ampliato Musicians Wanted, il programma di partnership che permette agli artisti di monetizzare i contatti dei propri video. Aperto inizialmente solo ai musicisti USA, adesso il programma è disponibile anche in:

Australia
Canada
Francia
Irlanda
Olanda
Spagna
Gran Bretagna
Svezia
Repubblica Ceca
Argentina
Nuova Zelanda

Sì, ovviamente l'Italia non c'è. Consoliamoci però con il fatto che mancano anche Germania e Giappone. Forse è ancora una ripicca per quella faccenda della Seconda Guerra Mondiale. 

Strangers.

Songs With Other Strangers (Hiroshima, Torino, 22/10/2010)

Un concerto che ti fa sentire bene. Non euforico. Non deluso. Non in estasi. Non annoiato. Semplicemente bene. Novanta minuti (fors'anche qualcosa di più) di pura musica. Senza Everest, ma sempre lontani dalle depressioni caspiche. Chitarre, tastiere, batterie e microfoni che passano di mano in mano. Canzoni dei rispettivi repertori, prestate e restituite, riscritte e manipolate. Più una Black Eyed Dog finale di Nick Drake. Un mash up di generazioni e declinazioni del rock'n'roll: l'America di Wynn, il cattivo seme australiano di Hugo Race, il Belgio strampalato di Carlens, l'Italia di Agnelli, Basile, Marta Collica. Tutto mescolato, tutto rigorosamente suonato. Con il batterista che diventa cantante, Steve Wynn ai cori, Agnelli a sbattere fogli di carta contro il microfono, Carlens che malmena il coperchio di un fusto di birra, e John Parish, e Giorgia Poli, e Rodrigo D'Erasmo. E' una di quelle jam session che ti immagineresti di sentire in un club storico di San Francisco o in un palazzo ex-DDR di Berlino. E invece te la ritrovi sotto casa, a due passi da Mirafiori. A cinque anni dalla sua prima e gustosa apparizione, il progetto collettivo Songs With Other Strangers riemerge silenziosamente, per poi magari scomparire per chissà quanto tempo. Ieri sera a Torino è stato un piacere. Stasera si replica al Festival della Creatività di Firenze (aggratis, credo), domani al Teatro Palladium di Roma. 

giovedì, ottobre 21, 2010

Eroe per caso.

L'ufficio stampa di Meg Whitman, ex-amministratore delegato di eBay e oggi candidata repubblicana alla guida della California (il mandato di Schwarzenegger scade a fine anno), ha pubblicato un tweet per segnalare il sostegno alla Whitman di un'associazione di polizia di San Diego. Tuttavia, o i poliziotti di San Diego hanno cambiato radicalmente il loro look oppure ci dev'essere stato qualche pasticcio con l'indirizzo (... hacker burloni?). Il link su Twitter, infatti, porta direttamente al video qui sotto. Che come "buongiorno, buona fortuna" del 21 ottobre, in fondo, può anche funzionare. :o)

mercoledì, ottobre 20, 2010

Il 18enne Axl Rose su "Paris Review"


Il mio innamoramento cultural-webbistico del mese è per il sito della rivista letteraria Paris Review. Nella sezione Interviews raccoglie sessant'anni di interviste a grandi scrittori. Da Hemingway a Kerouac, da Borges a King, da Bradbury a Calvino a Houellebecq. Ce ne sono decine, molto spesso sono incentrate sul mestiere dello scrivere e sono tutte lunghe e interessanti. La parola ai giganti. In più, anche i post sul blog cercano di essere superiori alla media abituale dei post sui blog. Con curiosità, esperienze personali, aneddoti, testimonianze. Il tentativo mi sembra chiaro: non essere semplicemente presenti sul Web, ma provare a fare un lavoro di qualità. In questo post,  John Jeremiah Sullivan racconta la genesi di un suo lungo articolo per GQ su Axl Rose. Uno di quegli articoli in cui l'editore ti spedisce in tour al seguito dell'artista e ti dà il tempo anche di investigare un po' sul suo passato. Fino a recuperare vecchie foto segnaletiche in piccoli uffici di polizia dell'Indiana. Un Axl diciottenne, evidentemente già scavezzacollo, nonostante il volto sia ancora quello di un ragazzino e Los Angeles, i Guns n'Roses e tutto il resto siano ancora solo immagini sfocate nella sfera di cristallo. 

"Kill Your Co-Workers" (Flying Lotus)

Un po' di sano robotic splatter, per iniziare bene la mattinata. Flying Lotus (Steven Ellison) è un producer californiano con all'attivo già tre album e diversi EP. Beeple (Mike Winkelmann) è un videomaker che vive nel Wisconsin.


Flying Lotus - Kill Your Co-Workers from Warp Records on Vimeo.

Beeple permette di scaricare e riutilizzare liberamente tutti i personaggi del video:
"These files are available under a sort of "open source" concept. They are intended for educational use but really can be used for whatever the fuck you want. You don't need to credit me for whatever commercial or non-commercial use you make of them, but if you could shout me a holla with any project that do come from them, I'd love to see it :)"
http://www.beeple-crap.com/resources.php

lunedì, ottobre 18, 2010

Spreaker.

Spreaker è una start up bolognese che offre la possibilità di registrare e diffondere un proprio programma radiofonico online. Senza aver bisogno d'altro che di un computer. Ho sentito il CEO Francesco Brascheri, sto mettendo a posto l'intervista e la pubblicherò oggi su digita.musica. Intanto non ho potuto evitare di giocare un po' con il servizio, registrando una sorta di trasmissione pilota/recensione. Eccola in anteprima, con tanto di campane del mezzogiorno.

UPDATE: L'intervista a Francesco Brascheri è online su digita.musica.


digita.musica on air su Spreaker

domenica, ottobre 17, 2010

... A Mystical Orchestra


Scaletta parziale e scaletta completa (con bis) del concerto degli ...A Toys Orchestra a Hiroshima Mon Amour, Torino, 16 ottobre 2010. Questa volta senza Beatrice Antolini e con Paolo Iocca. Un balsamo di energia, again.

sabato, ottobre 16, 2010

Ebook all'amatriciana


Lo confesso, è da un po' di tempo che leggo libri elettronici sull'iPad. E mi piace anche. Li scarico tramite Stanza o li acquisto con l'applicazione di Kindle. Mi lascio sommergere dai classici e trovo un sacco di titoli nuovi, interessanti, ancora non distribuiti in Italia. Che sia per passione o per lavoro, è stata l'apertura dell'ennesima miniera d'oro, nella quale mi sono subito infilato, raggiungendo rapidamente profondità cilene. Posso anche permettermi giochini perversi, tipo leggere contemporaneamente Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith (vedi l'illustrazione sopra), capitolo per capitolo, giusto per vedere l'effetto che fa. Naturalmente, in inglese. Perché per gli editori italiani il concetto di ebook è tabù, proibito, verboten. O forse no. Leggo stamattina che per la stagione delle feste finalmente si parte. Che per Natale arriveranno 7000 titoli nella nostra lingua. Roba vecchia e roba nuova. Evviva. Però poi leggo anche nell'articolo che non saranno disponibili né su Kindle né su iPad (a meno di non smanettare per vicoli traversi e applicazioni alternative). E allora mi chiedo: ma a cosa serve vendere ebook se non li vendi nel marketplace e sui dispositivi che la maggior parte del pubblico usa/userebbe per leggerli? Perché, quando è chiaro che i lettori interessati agli ebook si stanno muovendo vergo gli ereader e i piccoli dispositivi portatili, tu cerchi di obbligarli a tornare... boh... verso il laptop e la scrivania (destinazione che non potrà mai far decollare il mercato del libro elettronico)? Perché, quando c'è un trend che si muove in una certa direzione (e nel quale si respira anche un briciolo di entusiasmo, elemento ormai sempre più raro nei grigi anni della crisi), qui in Italia dobbiamo rispondere sempre in modo lento, assonnato, svogliato, timoroso, parziale, inefficiente, magari pure andando in direzione opposta? Per poi sederci attorno a una tavola rotonda e costruire magnifici filosofici castelli in aria attorno all'arretratezza del paese. Bruciamo le tavole rotonde e saltiamo sul treno, diamine. Rispetto alle case discografiche, gli editori hanno la fortuna di avere già a disposizione una serie di infrastrutture tecnologiche/commerciali su cui impostare il nuovo mercato elettronico. L'iPod arrivò solo due anni dopo Napster, iTunes addirittura dopo quattro. iPad e Kindle sono già qui e - a prescindere da tutte le critiche e le polemiche su drm, recinti chiusi, prezzi assurdi, ecc. ecc. - funzionano. Saranno perfettibili, ma funzionano. Anche in Italia. Io mica sono andato nella Silicon Valley per acquistare gli zombi vittoriani di Seth Grahame-Smith tramite Kindle/iPad. Non ricordo bene, ma forse ero addirittura seduto in bagno, zona Parella, Torino. Perché non utilizzare le cose che funzionano? Perché non proviamo non dico a guidare il mondo, ma almeno a mantenere il suo ritmo? 

venerdì, ottobre 15, 2010

Mac + Carlot-ta + Enrico Esma (Sidera Ves) + Treni all'Alba, live a Torino




I quattro finalisti delle selezioni regionali di Italia Wave 2009 di nuovo insieme sullo stesso palco: Sidera Ves (il cantante Enrico Esma in versione solista), Treni all'Alba, Carlot-ta e Mac.


Mercoledì 20 ottobre, a partire dalle 19, al Teatro Espace di Torino. Maggiori info qui.


Da giurato, me li ricordo bene. Avevano tutti l'icsfactor.

lunedì, ottobre 11, 2010

Il burro è il vero nemico della musica.



Nel 2009, un unico farmaco anticolesterolo ha fatturato più dell'intera industria discografica americana.

• 2009 US sales of recorded music: $4.6 billion
(source: IFPI's Recording Industry In Numbers)
• 2009 sales of Liptor: $5.7 billion
(source: Pfizer financial filings)

(digital music news)

domenica, ottobre 10, 2010

Satana vive su Facebook. Ed è indonesiano.

Si fa un gran parlare di The Social Network, il film di David Fincher sulla nascita di Facebook, da poco uscito nelle sale americane e atteso qui in Italia a inizio novembre. Ma il vero film che dovrebbe far tremar le vene a tutti noi facebookiani incalliti è un altro. Si intitola Setan Facebook, è un horror indonesiano e dal trailer sembra la solita storia orientale farcita di terribili donne-fantasma con i capelli lunghi e neri. Giusto con qualche laptop in più. Niente di speciale, insomma. Eppure... date un'occhiata alla lista dei vostri 666 amici su Facebook... Siete sicuri di conoscerli proprio tutti? E se dietro a quel tizio dalla foto strana o a quella ragazzina misteriosa (per di più con i capelli lunghi e neri) si celasse nientepopodimeno che Satana in persona?

P.S. Ah, inutile dire che il film in questione ha anche la sua pagina su Facebook.