martedì, aprile 27, 2010

Bertallot, l'iPhone e i gol granata

Oggi ho intervistato Alessio Bertallot a proposito della sua iPhone App WEBertallot. Se volete, potete leggere l'articolo su digita.musica. La domanda più importante me la sono però tenuta per Il Pozzo:

Qualche giorno fa, complice un amico su Facebook, ho rivisto il video dell'esibizione degli AeroplanItaliani a Sanremo, nel 1992, con Zitti zitti. Sbaglio o a un certo punto nel testo chiedevi meno zucchero (o Zucchero?) e più gol granata?
Non sbagli, ma temo di deludere i tifosi del Toro: tutta quella parte della canzone era costruita come un puro cut up. Un collage di articoli, titoli e ritagli presi dai giornali. Non c'erano altre ragioni, io non seguo molto il calcio, anche se con tutti i tifosi che negli anni hanno fatto riferimento a quel verso, il Toro ha iniziato a diventarmi simpatico. Evidentemente nel periodo in cui l'abbiamo scritta, tra il dicembre del 1991 e il febbraio del 1992, si parlava molto di gol granata.

Scifo, Lentini, Casagrande, Martin Vasquez, la cavalcata UEFA (con il terribile frontale di Amsterdam). Beh, di certo se ne parlava di più rispetto a oggi...

Ma bando alle ciance e via alle danze (i gol granata arrivano al secondo 42)

mercoledì, aprile 14, 2010

Katie Sketch, le Organ e il lesbo-bar di Toronto.

Katie Sketch è stata la cantante delle Organ, un gruppo canadese il cui unico album (Grab That Gun, 2004) ho adorato in modo tanto intenso quanto irrazionale. Le Organ non sono durate molto. Il tempo di riuscire a vederle nel 2006 a Milano e Benicassim e poi - puff - la band si è sciolta e il suo ricordo è stato sepolto sotto il peso di un miliardo di altri gruppi, stimoli, cose, persone. Ma non è morto. E' rimasto lì a riposare, sotto tutti quei gruppistimolicosepersone, pronto a tornare a galla al momento opportuno. Cioè oggi. Quando lo shuffle dell'iPod, con la consueta nonchalance, ha sputato improvvisamente fuori Brother. L'effetto distrazione è stato improvviso. Così come il dubbio da soddisfare: che fine avranno fatto quelle simpatiche e un po' darkeggianti figliuole? Una risposta parziale è arrivata da Wikipedia, dove si accenna all'acquisto di un bar a Toronto da parte di Katie e dell'ex-organista della band Jenny Smyth. E da quest'articolo del giugno 2009 di Eye Weekly, che spiega come il locale gestito dalle due ragazze (l'Henhouse di Dundas Street) sia diventato "one of the city's hottest lesbian bars".

(nell'immagine a sinistra, un preziosissimo reperto: la scaletta, vergata a mano da Katie, del concerto delle Organ al Transilvania di Milano nel 2006)

martedì, aprile 06, 2010

Phil Selway (Radiohead) da Spazio 211 a Pitchfork

Più che Radiohead bisognerebbe chiamarli Remidahead. Basta il loro nome su un manifesto a tramutare tutto in sold out. Sabato 27 marzo, per il concerto di Lisa Germano e Phil Selway (che dei Radiohead è il batterista e forse il membro meno appariscente e mediatizzato), Spazio 211 si è trasformata in un'allegra bolgia. Biglietti esauriti, ressa sotto il palco, cancelli chiusi alle 23. Riflettori puntati soprattutto su Selway, di cui arriverà a breve l'album d'esordio solista, con vari ospiti tra cui proprio la Germano. Chi si aspettava qualcosa anche solo di vagamente simile ai Radiohead sarà però rimasto deluso. Lasciata a Oxford la batteria, Selway si è presentato sul palco voce e chitarra, disimpegnandosi soprattutto in soffici ballate postfolkeggianti. Tra le prime file del pubblico c'era anche qualche inviato di YouTube, che ha ripreso una manciata di canzoni. Risultato, il palco di Spazio 211 è finito sulle auguste pagine di Pitchfork (assieme - update - a quello del Tunnel di Milano). Potere dei Radiohead.

lunedì, aprile 05, 2010

Come on, let us shoot.

Wikileaks ha pubblicato su YouTube il video dell'attacco di un elicottero americano Apache contro un gruppo di uomini riuniti in una piazza di Baghdad, risalente al 12 luglio del 2007. All'epoca, l'incidente ebbe un certo risalto sui media perchè tra le vittime dell'attacco - "ribelli", secondo fonti militari - vi furono anche diversi civili, tra cui due collaboratori della Reuters (e tra i feriti, due bambini). Il video, registrato dall'elicottero, riprende l'intero scontro (che forse sarebbe meglio definire "tiro al bersaglio"), con tanto di trascrizione delle comunicazioni tra i soldati (in alcuni casi, di un cinismo agghiacciante). Non me ne intendo di video interni degli Apache, ma sembra vero. D'altronde, la guerra è guerra... di che ci si stupisce? Di niente, se non del fatto che noi probabilmente non sappiamo proprio un bel niente della guerra. Quella che vediamo nei tg, all'ora di cena, non è guerra. E' una rappresentazione di qualcos'altro. Poi ci si chiede perchè i governi iniziano a essere un po' preoccupati di tutti questi strumenti che agevolano la libera circolazione delle informazioni...