Dicono quelli di Word Magazine (qui, tramite Daily Mail) che il britpop si sta imborghesendo. Letteralmente. Una ricerca condotta sulle chart musicali ha rivelato che il 60% delle pop e rockstar britanniche contemporanee proviene dai banchi di prestigiose e costose scuole private. Da Lily Allen a James Blunt, da Florence Welch (Florence + The Machine) a Chris Martin dei Coldplay. Una differenza sostanziale rispetto al passato. Vent'anni fa quella percentuale era appena dell'1% e Manchester si preparava a sfornare i working class hero di fine millennio: i Gallagher. Se pensiamo all'America degli Strokes e dei Vampire Weekend, anche oltreoceano il trend non sembra poi così differente. Vent'anni fa, c'erano i Nirvana. Per non pensare, risalendo ancora più indietro, a Joy Division, Springsteen e i Rolling Stones. E' forse anche questa la ragione (o una delle ragioni) per cui la musica pop-rock continua a piacere - vedi i successi in classifica - ma non riesce più a mordere? E' discriminazione socialcomunistoide ipotizzare che la musica rock proveniente dall'upper class sia in grado al massimo di divertire, ma non di mordere? Che sia un bel vestito da indossare, più che un dardo sparato verso l'anima? E' questo ciò che esce quando gli studenti delle scuole-bene colgono l'attimo fuggente e urlano il loro barbarico yawp sopra i tetti del mondo? Una canzone di Lily Allen? Il ruggito è riservato alla working class?
2 comments:
Secondo me Questo è quello che noi, percepiamo. Un Noi inteso, quelli che le decadi le hanno vissute senza internet (io meravigliosamente gli anni '90).
Se siamo in grado di vedere la differenza tra una ladygaga di oggi e un oasis di ieri è perchè vediamo i gggiovani di oggi vivere una dimensione musicale completamente diversa: la musica come momento di pausa tra un "mipiace" su facebook e un sms sul cellulare; sono quelli i loro mondi da esplorare, quando per noi i nuovi mondi erano il profumo dei vinili e i testi da imparare.
un saluto
g
Non scordiamoci che però in passato spesso chi vantava un'origine proletaria e stradaiola (vedi i Rolling stones) in realtà usciva da art-school e studi medioborghesi...
spiace più che altro che i songwriter inglesi non sappiano più coniugare musica pop e teorie socialiste con la facilità di un Jarvis Cocker o dei Chumbawamba
PS Ciao Luca, auguri!
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