sabato, ottobre 30, 2010

"What Matters To Me" (Christopher Harrell)

Un altro videuzzo, anche questo già piuttosto datato (maggio 2008), mostrato ieri da Ken Perlin. Ci sono alcuni aspetti che potrebbero renderlo un po' indigesto: la retorica, il buonismo, i riferimenti politici. Ce ne sono però anche altri estremamente affascinanti. Su tutti, per me, lo strano effetto tecno-vintage con le didascalie digitali che vengono ad arricchire una realtà che sembra uscita da Goodbye, Lenin (la musica, il look del ragazzo, la scrivania con vecchi libri e macchina da scrivere, la voluta e spartana artificialità della messa in scena simile a quella dei finti video registrati nell'adorabile film di Wolfgang Becker). (N)ostalgia + modernismo: una ricetta che funziona sempre.

Dal punto di vista del linguaggio, poi, pensate a quante porte sta aprendo nella comunicazione contemporanea (da quella pubblicitaria a quella di matrice artistica, potenzialmente persino a quella giornalistica) la crescente abitudine a inserire nei video elementi testuali dinamici. Parole, numeri, grafici che non vengono più pronunciati ma visualizzati. YouTube è ormai zeppa di soluzioni di questo tipo. La semplice visione si trasforma in una più raffinata e complessa specie di videolettura.

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