Un po' per lavoro, un po' per hobby, un po' per quello strano ibrido di lavoro e hobby che caratterizza spesso le mie giornate, mi trovo frequentemente a ripassare dalle parti di Lost. D'altronde, le vie d'accesso sono infinite. Lost non è riuscita solo a creare una sorta di narrazione a 360 gradi, in cui la linearità è sostituita da un vortice multidirezionale (su e giù per il tempo, di qua e di là in dimensioni parallele, e così via...). La stessa dilatazione è avvenuta nel mondo reale, il nostro, quello di chi avrebbe dovuto limitarsi a osservare da fuori le vicende dell'Oceanic 815 e dei suoi passeggeri.
Oggi, per esempio, arrivando da due strade diverse, mi è capitato di incontrare due propaggini lostiane che ancora non conoscevo e che non saprei come definire. La prima è Bad Twin di Gary Troup, un romanzo che compare marginalmente nella seconda serie del telefilm, rinvenuto da Hurley e poi finito nelle mani di Sawyer. Seppur creato per la serie, il romanzo esiste veramente, è in vendita su Amazon ed è molto probabile che a breve finirà anche tra le mie mani. La seconda è You All Everybody, la canzone più famosa dei Drive Shaft, la fittizia band in cui suona un altro protagonista di Lost, Charlie. Se dei Drive Shaft esiste da tempo un sito "ufficiale", ho scoperto che You All Everybody è finita anche nella centrifuga del videogioco RockBand, dove ha la stessa natura/dignità/concretezza di qualsiasi hit dei Police o dei Guns n'Roses. Qui sotto, passando di mutazione in mutazione, di avatar in avatar, la vedete suonata da due ospiti d'eccezione: Locke alla batteria e Jack alla chitarra.
I libri finti esistono da tanto tempo. Vedi il Necronomicon. I musicisti finti, anche. Vedi gli Spinal Tap. Ma erano atomi isolati, dotati di una propria piccola batteria che alla fine - senza ricarica - era inevitabilmente destinata ad esaurirsi. E la ricarica era più unica che rara (la serie La Casa per il Necronomicon, per esempio). Insomma, non incidevano più di tanto nella vita reale. E difficilmente si mescolavano con gli altri libri, gli altri gruppi, quelli "veri". Oggi questi elementi possono essere collegati a un'immensa rete elettrica, quello stesso network di intelligenze, bit e connessioni che Lost ha saputo sfruttare favolosamente. Generando un universo in continua evoluzione, sempre più intrecciato al nostro. Il risultato è un imperioso scatto in avanti nelle possibilità dello storytelling. Si aprono scenari potentissimi. Qui non si tratta più solo di scrivere una sceneggiatura, un racconto o una canzone, ma di attivare un flusso impetuoso di idee, creatività e nuove realtà. Un flusso che rimbalzando da un nodo all'altro del network appare quasi in grado di auto-evolversi.
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