C'è poco da fare: il destino mi vuole tenere lontano dal MEI. Questa volta ha usato la subdola arma dell'influenza. Dopo la bella e un po' raucosa esperienza di Ferrara sono stato costretto a tornare alla base. Niente Faenza.
P.S.: l'incontro La tempesta perfetta ovviamente resta in programma, seppur privo della strabordante simpatia del sottoscritto.
P.P.S.: uno degli aspetti più interessanti della conferenza di Ferrara sono state le domande del pubblico: ragazzi, giovani musicisti e videomaker. L'impressione è che ci sia un grandissimo bisogno di diffondere consapevolezza. Sulle Creative Commons, sulla SIAE, su ciò che le tecnologie ti permettono di fare, anche sull'idea stessa di vedere e usare Internet come una fonte di conoscenza e collaborazione. I ragazzi devono capire che se vogliono percorrere un determinato cammino artistico hanno bisogno di conoscere e padroneggiare determinati strumenti. Non basta mettere assieme due accordi. Ci vuole consapevolezza del presente. E questi strumenti, il più delle volte, sono lì, a portata di mano: bisogna semplicemente volerli cercare. Rivolgendosi a fonti tradizionali (istituti, scuole, conferenze come quella di Ferrara), contattando direttamente qualche professionista, visitando forum, blog, siti specializzati. Entrando nel network, confrontandosi nel network, sfruttando tutte le potenzialità del network. Oggi abbiamo possibilità incredibili per continuare ad apprendere, conoscere, sapere: in ogni campo e professione. Non sapere equivale, sempre più spesso, a non voler sapere. E non voler sapere - in un mondo sempre più complesso e confuso come è quello contemporaneo - è una zavorra talmente pesante da escludere qualsiasi possibilità di decollo.
Doppio appuntamento romagnolo, nei prossimi giorni, per il sottoscritto. In entrambi casi, il tema è.... momento di suspense.... "musica & Internet"! Che sorpresa, eh? :o)
Domani mattina a Ferrara, conferenza nel prestigioso scenario della Sala dei Comuni, al Castello Estense. Interveranno come relatori Nicola Lucchi (Università di Ferrara), Simone Aliprandi (responsabile del progetto Copyleft Italia), Enzo Mazza (presidente della FIMI), Giordano Sangiorgi (ideatore del MEI e presidente di AudioCoop). Quindi ci sarà una tavola rotonda, tutti insieme appassionatamente, con l'aggiunta di Roberto Formignani (presidente Associazione Musicisti di Ferrara) e Giorgio Fabbri (direttore del Conservatorio "Frescobaldi", sempre di Ferrara). Dovrebbero essere messe in circolo un bel po' di idee interessanti e visioni contrastanti. La conferenza fa parte dell'evento GenerazionInternet, organizzato dalla Provincia di Ferrara, e dovrebbe consumarsi (dibattito compreso) tra le 9.30 e le 12.30. In serata, alle 21.30 al Jazz Club Ferrara del Torrione San Giovanni, è poi previsto uno spettacolo dallo stuzzicante titolo mashupposo: "Concerto per iPhone e sestetto jazz" con Teo Ciavarella & Friends. Maggiori info sul sito ufficiale.
Sabato, invece, il battesimo nelle acque del MEI! Per la prima volta sarò al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, per partecipare all'incontro "La tempesta perfetta - Presente e futuro della musica a 10 anni da Napster". Ospite dei padroni di casa Alberto Cottica (Kublai, Modena City Ramblers, Fiamma Fumana), Francesco D'Amato (Università La Sapienza), Gabriele Lunati (Liquida, Elioelestorietese.it, Rockol) e Antonio Incorvaia (Blogosfere). Naturalmente, anche lì tonnellate di idee interessanti e visioni constrastanti, ma niente iPhone e sestetto jazz serale. Appuntamento alle 16.30. Lo so, è in terribile concomitanza con Torino-Crotone, ma se passate da quelle parti...
Forse l'etichetta imporrebbe a un autore di non commentare le stroncature dei propri libri. Se è così, pazienza, infrango l'etichetta. Nel numero di novembre di Blow Up, il direttore Stefano Isidoro Bianchi prende un po' a pugni il mio La musica liberata, con un editoriale lungo, ragionato, intenso, appassionato. Fa piacere ricevere simili attenzioni. E non sono ironico, giuro. Molto meglio delle bastonate in pillole/slogan/Twitter. Anche perchè ci si può ragionare su e - grazie a Santa Madre Internet, sempre lei - si può rispondere a stretto giro di posta. Come forse è prevedibile, non sono d'accordo con Bianchi. Sia sui contenuti di ciò che scrive che, soprattutto, sul suo approccio alla materia. Una cosa abbastanza divertente è che Bianchi commette lo stesso errore di cui accusa il sottoscritto: pecca di eccessivo candore. Anch'io non ho potuto che sciogliermi di fronte alla sincerità - un po' fosca - con cui il direttore di Blow Up riconduce tutti i cambiamenti che stiamo vivendo nella musica alla dimensione della lotta tra i vecchi padroni dell'industria discografica (le major) e i nuovi padroni (le multinazionali del divertimento e della comunicazione, insieme, appassionatamente in un unico sabba). Che non è poi un pensiero campato in aria: se Madonna passa dalla Warner a Live Nation, le major vanno a bussare ripetutamente alla porta di Google e la Apple di Steve Jobs è diventata più importante della Apple dei Beatles vuol dire che qualcosa sta davvero cambiando, lassù nell'Olimpo. Anche nel mio libro, da qualche parte se ne parla. Ma si parla soprattutto di altro. E il candore di Bianchi sta nel decidere scientemente di sottovalutare quell'altro. Che poi vuol dire, papale papale, sottovalutare noi. Nella sua visione del mondo, noi rimaniamo delle mucche che vengono semplicemente sballottate da una fattoria all'altra. Nulla è cambiato, se non la mano che ci strizza la mammella. Ascoltiamo la musica esattamente come facevamo prima, in vacui salottini da bar, mentre sul terreno politico si decide il nostro destino. Ma è proprio così? Certo, se riduciamo tutto a un discorso di produci-consuma-crepa allora sarà sempre così. Viviamo in un mondo capitalistico, ci sarà sempre qualche industria grande e grossa che, beneficiando di determinate condizioni tecnologiche, farà più soldi e sarà più potente di altre. Se manteniamo quell'approccio, in tutti i campi - e non solo su Internet - si dovrebbe parlare solo di politica. Ma davvero non è cambiato nulla nei termini dell'esperienza musicale più spicciola, che poi probabilmente è quella che ci sta più a cuore? Nel nostro rapporto con la musica (e in certi casi, con gli artisti stessi che la creano)? Nelle nostre possibilità di interagire con un mondo di cui eravamo solo fruitori passivi? In fondo è quello il fulcro del libro, non i provider. Ed è quella la voragine che mi separa da Bianchi: per me si tratta di cambiamenti epocali, rivoluzionari e sì, pure liberatori; per lui di "quisquilie e pinzellacchere". Il modo in cui si sviluppa l'esperienza delle singole persone; la libertà che abbiamo nel costruirla e condividerla con gli altri; le nuove e impensabili connessioni sociali che nascono di conseguenza; la possibilità di costruire un percorso di conoscenza seguendo l'istinto e la propria natura, contribuendo così a cambiare anche la forma in cui la musica viene percepita, vissuta, creata. Secondo me è lì che si gioca la vera partita nel mutamento dell'essenza della musica stessa. E' qualcosa che anche gli artisti di nuova generazione stanno percependo. Qualcosa di cui persino le label più lungimiranti si stanno finalmente rendendo conto, provando a comprendere il presente e ad agire di conseguenza. Prendete questa interessante tavola rotonda online, di qualche giorno fa, con discografici di Kill Rock Stars, Matador, Merge, Saddle Creek. Tutto il discorso è focalizzato sulle nuovi abitudini degli ascoltatori, non sui provider, sulla "responsabilità della creazione dello stardom musicale" o sul terreno politico. Su questi temi spesso litigo anche con amici e colleghi. Nel libro me la prendo con un certo tipo di giornalismo che si rifiuta anche solo di accettare l'esistenza di un presente alternativo (con il bel risultato che oggi molti potenziali lettori, meno apocalittici e più integrati, sono spesso molto più aggiornati e informati dei giornalisti stessi). Ecco, da questo punto di vista, a me lascia un po' sorpreso che il direttore di una rivista musicale - che di sicuro trova un senso nella viva passione dei suoi lettori e collaboratori - possa davvero credere che tutto ciò che le nuove tecnologie hanno portato in campo musicale negli ultimi quindici anni sia un semplice passaggio di consegne macroeconomico ("ciò che si verifica realmente è un sempice passaggio di consegne tra un'industria e un 'altra"). Che sottovaluti in modo così candido (again!) come sono mutate le nostre modalità di ascolto e, di conseguenza, la nostra passione (compresa quella, sono pronto a scommettere, di molti lettori di Blow Up). E che arrivi a scrivere frasi glaciali, semplificatorie e disappassionate, come:
"non c'è la benché minima differenza: i file digitali che vengono fissati su CD e i file digitali che vengono scaricati in un computer o un iPod, senza un supporto che li contiene e li fa suonare sono cosa morta: prima tenevi la tua musica in CD, adesso la tieni in un iPod o nel computer, senza i quali non ascolti nulla"
E' una visione ferma al ventesimo secolo. La musica nel terzo millennio non è solo un file che passa dal CD all'iPod, e anche fosse "solo" quello, ci sarebbero innumerevoli differenze, a cominciare dalla dialettica abbondanza/limitazione. Se Bianchi ascolta un iPod come ascoltava un cd o un vinile, benissimo, è libero arbitrio. Se poi non ascolta l'iPod, è libero arbitrio anche quello. Ma sostenere che in fondo l'iPod e il CD sono la stessa cosa, un mero supporto fisico, è come dire che la bicicletta è uguale all'automobile: entrambe hanno le ruote e ci saliamo sopra, no? Il mio sospetto - che magari il diretto interessato poi smentirà - è che Bianchi appartenga a quella categoria di appassionati di lungo corso che non hanno mai provato e forse nemmeno sentito il bisogno di provare a fondo gli strumenti che le reti digitali hanno messo a disposizione degli appassionati. Di nuovo: è legittimo (forse un po' meno per un giornalista). Ed è francamente impossibile riuscire a tenere il passo con tutto. Però la non conoscenza porta molto spesso a un giudizio approssimativo. Il più delle volte condito con una certa dose di fastidio e insofferenza: i dischi sono dischi, stop. Ascoltate quelli e smettete di rompere le palle con 'sta Internet, che in realtà non ha cambiato nulla. Si tende a sottovalutare un impatto che invece è deflagrante. Per molte persone (e in prospettiva, per la società), questi strumenti hanno cambiato la forma della musica: l'hanno davvero liberata dalle gabbie fisiche in cui era rinchiusa, e oggi permettono di viverla, raccontarla, manipolarla e condividerla in un modo completamente diverso. Un modo che è tremendamente eccitante e molto più ricco di potenzialità rispetto al passato, proprio perchè si intreccia anche a questo passato. Non lo rifiuta, ma lo ingloba (mentre il passato spesso si oppone al futuro, per natura, soprattutto se è un futuro diverso). Nel 2009, concentrare ancora tutto il discorso e la polemica pubblica su "chi scarica gratis" vuol dire rimanere ancorati al passato. Il download si intreccia allo streaming, ai social network, ai blog, a YouTube, a Last.fm, ai mash up e da qui esonda nei concerti, nella rinascita dei vinili, nel boom dei festival, delle t-shirt colorate, persino nell'esplosione di qualche nuova scena (pensiamo a quella di Brooklyn, generata in buona parte dal passaparola online, da MySpace, dagli Stereogum e dai Pitchfork). Lo sanno benissimo soprattutto gli appassionati più giovani, non a caso i più difficilmente intercettabili dai negozi di dischi, dalle radio, dalle riviste e dai media tradizionali. Per non parlare poi della convergenza tra l'esperienza musicale e quella delle altre arti, della comunicazione, dell'informazione. Oggi siamo (almeno potenzialmente) mucche davvero molto diverse da quelle che eravamo nei pascoli del ventesimo secolo: spesso sta a noi comprenderlo e agire di conseguenza. A me questi cambiamenti sembrano di un'evidenza incredibile e di un'importanza forse superiore - anche nelle sue sfide e nelle sue incognite, pensiamo alla difficoltà e alla fatica che la nostra mente fa nel gestire questo marasma di input e di contenuti - rispetto a qualsiasi ragionamento sulle bibite e sui provider. Poi, se vogliamo, si può anche parlare di quello e di macroeconomia e di dinamiche industriali. E' senza dubbio un tema interessante, decisivo, e ci sono alcuni spunti nell'articolo di Bianchi che non possono che essere condivisi. Ma la musica (anche quella su Internet) non è solo macroeconomia. Anzi, credo che per il 99% degli appassionati, la musica sia la cosa più lontana possibile dalla macroeconomia. A maggior ragione oggi che con questa musica si possono fare molte più cose che in passato.
1. Più implacabile che mai, il revival sta risalendo la china ed è ormai arrivato al periodo caldo della mia giovinezza: il grunge. Tra i Pearl Jam in tour, il ritorno degli Alice In Chains e ristampe e pubblicazioni postume dei Nirvana (Bleach, il dvd-live a Reading) non c'è scampo alla triste verità: sono vecchio. Ormai non faccio più parte della categoria "pubblico giovane, rampante e affamato di nuovi eroi" ma appartengo a quella "pubblico tendente alla calvizie, mediamente depresso, da stuzzicare ravanando nel cesto della nostalgia". E come tale, rispondo adeguatamente agli stimoli: ecco il ricordo del primo incontro tra Dave Grohl e Krist Novoselic, all'aurora di Nevermind, scritto da Novoselic stesso sul Seattle Weekly.
2. La cosa micidiale è che inizia già a esserci pure un revival interno a Internet. Qualcosa che, gioco forza, va a ripescare in tempi assai più recenti, spesso addirittura successivi al capodanno-simbolico-del-2000. La carenza affettiva e la nostalgia sono a livelli tali che ci manca già qualcosa che abbiamo vissuto meno di dieci anni fa. Almeno questo è il caso di Lars Gotrich, che è solo vagamente assonante con Lars Ulrich e su NPR propone una panoramica di schermate di siti musicali, MP3 blog, Napster e Pitchfork vari risalenti ai primi anni del decennio.
3. Ma bando alle ciance, per fortuna c'è anche chi guarda avanti. Come il Sundance Film Festival, che ha annunciato per l'edizione 2010 la nascita di una nuova sezione, chiamata New Frontier, che raccoglierà "a collection of digital art, film screenings, multimedia performances, site-specific installations and video presentations". Potete saperne di più leggendo questo articolo su IndieWire, dove si scopre che gli artisti coinvolti provengono da Stati Uniti, Bulgaria, Gran Bretagna, Germania, Islanda e Svizzera.
(errata corrige: mi segnalano dalla regia che la sezione "New Frontier" non è una novità di quest'anno, ma è già attiva da alcuni anni)
4. A proposito di festival cinematografici, prosegue il Torino Film Festival, con piccole e grandi soddisfazioni (e delusioni). Una sorpresa piacevole per chi, come me, non aveva apprezzato Il treno per il Darjeeling è il nuovo film di Wes Anderson: The Fantastic Mr.Fox. La sceneggiatura è praticamente perfetta, brillante, con le battute giuste al posto giusto. E l'animazione ha il grande pregio di distaccarsi dagli altri canoni contemporanei (Pixar, Miyazaki, Shrek, Linklater...), di cercare una via alternativa. E di trovarla. Temo che in Italia esca solo nel 2010, ma fidatevi e iniziate già a segnarlo tra i buoni propositi per l'anno nuovo...
5. Chi di nostalgia inizia, di nostalgia deve anche finire. Con una spruzzatina di musica tamarra. Via alle danze.
E, volendo, ecco il materiale per il karaoke cinefilo:
1,2,1,2,3,4 We accept her, one of us, we accept her, one of us! Gooble gobble gooble gobble! We accept her, we accept her! We accept her, one of us, we accept her, one of us! Gooble gobble gooble gobble! We accept her, we accept her!
(We-we) we came, we saw, we kicked it's ass, I was testing you - and you passed, Dental plan! Lisa needs braces, Be required to fart on a regular basis, I'm gonna make him an offer he can't refuse, Channel 13 - Eyewitness news! Robocop, who is he? Dead or alive you're coming with me.
In a hurry to be fed, beady eyes and big blue head.
I'm telling the truth Doc, you gotta believe me, Why does everything I whip leave me? My beautiful chocolate! Candy is dandy, Fava beans and a nice Chianti, You can count on Slippery Pete, Suicide will be nice and neat! I didn't build the Panama canal, Open the pod bay doors please, HAL,
These aren't the droids you're looking for, These aren't the droids we're looking for, I am not a number I am a free man! Rosebud. To The Idiotmobile! Right away Michael, I-I-I-I will not be pushed, filed, stamped, indexed, briefed, debriefed or numbered.
We came, we saw, we kicked it's ass, You don't understand I coulda had class, Round and tasty on a bun, Ooh Zippy look what you've done! Finally! Cast off those lines! No, I've been nervous lots of times, Red Rum! What's the matter honey? Just robbed Boss Hogg all of his money!
We came, saw, we kicked it's ass, Writing checks your body can't cash, I was elected to lead, not read, I feel the need - the need for speed, Watch out for snakes, a good man's loafer, HQ - my hat looks like a muffin - over, My god it's full of stars, There was no driver in the car..
In the car (repeat)
Well you see I'm in hot pursuit!
There are only two things I love in this world - everybody and television! #The Simpsons #Run With Us! Ugh - you must be shrooming, Wait for me Moomin! Cross live to meet the host of that show, Meat Boy, I want to go to there.
We came, we saw, we kicked it's ass, An oil tycoon - like a.. moustache, Nice beaver! I just had it stuffed, I don't give a shit, close enough, Where's me washboard? I'll get me coat, Y-y-y-you're gonna need a bigger boat, What'd she say? I think she bought it, Suck it monkeys! I'm goin' corporate! C'mon let's take a drive! A drive? Number 5 is alive! It's only a laugh, no harm done, Pickles, french fries, yum yum yum, Bueller, Bueller, Bueller, It's 2 degrees cooler, The light that burns twice as bright burns half as long, Six words in the whole song.
We-we-we accept her, one of us, we accept her, one of us! Gooble gobble gooble gobble! We accept her, we accept her! You are number 6 5 4 3 2 I am not a number, I am a free man
We came, we saw, we kicked it's ass, Give me my 20,000 in cash, We came, we saw, we kicked it's ass, I think you woke up the dead with that blast We came, we saw, we kicked it's ass, I think fast, I talk fast, We came, we saw, we kicked it's ass, Lois, this is not my Batman glass,
1. Howard Phillips Lovecraft è vivo e lotta con noi. Quantomeno, lo fanno le sue tentacolari creature. In questi giorni, al Torino Film Festival è in programmazione H.P.Lovecraft's The Dunwich Horror and Other Stories, un'antologia di animazioni ispirate ad alcuni tra i più celebri racconti dello scrittore americano e realizzate con una tecnica (plastilina?) e un risultato finale piuttosto bizzarri. La raccolta è breve (46'), è targata Toei Animation, diretta da Ryo Shinagawa e ne sono previste ancora due proiezioni: mercoledì 18 alle 14.15 al cinema Greenwich e sabato 21 alle 17.15 al Massimo. Non c'è invece bisogno di spostarsi dalla sedia per seguire le avventuredi uno Cthulhu-cucciolo, nel divertente quanto improbabile adattamento per bambini della mitologia lovecraftiana che trovate qui sotto. Diretto da Zachary Murray e trovato grazie a Boing Boing.
Cthulhu goes to Egypt to see Nyarlathotep. He's called the "Crawling Chaos", 'cause he can't walk yet.
2. Le ragioni del successo di Stairway To Heaven dei Led Zeppelin? Naaa, non pensate al solo chitarristico di Jimmy Page o a quella storia delle frasi sataniche nascoste nella versione al contrario... Per i dj degli anni '70, più prosaicamente, era la canzone perfetta per fare una pausa sigaretta.
"The song became successful by accident," Charles R. Cross told the New York Post. "[I] had 100 DJs swear to me that they only played the song because they needed a long break to go and smoke a cigarette. If it had been a minute shorter, you couldn't have smoked a full cigarette. If it had been a minute longer, it would have been too long." (l'articolo integrale è su Spinner)
Se l'avessero scritta e suonata i Beatles, invece, tutto sarebbe finito in meno di tre minuti.
3. Il video in cui Fratello Metallo annuncia il suo addio al metal. Se non sapete chi è Fratello Metallo, vuol dire che il diabolus ci ha messo lo zampino.
4. Masha Qrella suona il 18 novembre a Milano, il 19 a Firenze, il 20 a Brescia, il 21 a Pisa, il 22 a Roma e il 23 persino a Gambettola. Con tutte le belle parole che ho speso per la sua Berlino, poteva almeno ricambiare e fare un salto dalle mie parti... Ingrata...
5. Vorrà dire che per ripicca la sera di sabato 21, quando Masha sarà sotto la torre che pende pende e mai vien giù, io mi rinchiuderò in casa e dopo qualche millennio riproverò l'ebbrezza di guardare qualcosa su Raidue: le due puntate finali della sesta serie di Cold Case. Giusto perchè la colonna sonora è integralmente fornita dai Pearl Jam:
Episodio The Long Blue Line: Come Back, Corduroy, In Hiding, Indifference, Rearview Mirror, Who You Are, Why Go, Yellow Ledbetter.
Episodio Into the Blue: Alive, Given To Fly, Immortality, Man of the Hour, Nothingman, Once, Release, Yellow Ledbetter.
E poi magari vado a cercare un po' di folklore negli Horrors a Spazio 211.
Io amo questo mondo. Sarà anche crudele, cattivo, ingiusto e imperfetto... ma almeno ci sono i film sugli scorpioni giganti.
1. Il Farmville giustifica i mezzi? TechCrunch è andato a pescare un video in cui il fondatore di Zynga (la società creatrice di Farmville, gigantesca e deliziosa perdita di tempo su Facebook, di cui anche il sottoscritto è devota vittima) ammette di aver fatto tutte le peggio schifezze - spam, pubblicità ingannevoli, cose di questo tipo - per tirar su un po' di soldi dai videogiochi e rendere la sua società profittevole. Quali altri turpi segreti si nascondono dietro i dolci occhi di quelle mucche e di quei maialini?
I knew that i wanted to control my destiny, so I knew I needed revenues, right, fucking, now. Like I needed revenues now. So I funded the company myself but I did every horrible thing in the book to, just to get revenues right away. I mean we gave our users poker chips if they downloaded this zwinky toolbar which was like, I dont know, I downloaded it once and couldn’t get rid of it. *laughs* We did anything possible just to just get revenues so that we could grow and be a real business…So control your destiny. So that was a big lesson, controlling your business. So by the time we raised money we were profitable.
2. Io non so se Wolfgang Werlé cercasse davvero l'anonimato. Di certo, non è quello che ha trovato. Condannato per l'omicidio dell'attore tedesco Walter Sedlmayr nel 1990, Werlé ha fatto spedire dai suoi avvocati una minacciosa lettera a Wikipedia, con l'intimazione a togliere il riferimento al suo nome nella pagina inglese dedicata a Sedlmayr. La ragione? Scontata la pena in carcere, Werlé vuole ricostruirsi una nuova vita, cancellando il passato. Naturalmente è successo che: a) triliardi di blog, siti e tweet sul Web hanno riportato la vicenda, rimettendo Werlé proprio sotto quegli obiettori da cui diceva di voler sfuggire. b) La creatura Wikipedia, più beffarda che mai, ha aggiunto un piccolo paragrafo alla voce su Sedlmayr, descrivendo lo sgraziato tentativo di Werlé. Oltre al danno, insomma, la beffa. Persino io, che non sapevo neanche chi fosse Sedlmayr, adesso so chi è Werlé. Persino voi, suppongo sia la prima volta che sentite questo nome. Si può ragionare sul merito della richiesta: anche gli eredi di Bruto, Gavrilo Princip e Lee Harvey Oswald faranno causa a Wikipedia e a tutti i giornali e i libri di storia del mondo? Ma si può ragionare anche sull'ignoranza diffusa su come funzionino certe dinamiche delle reti di comunicazione e informazione. E' qualcosa che andrebbe insegnato già ai bambini. Vuoi che di una notizia non se ne parli? Rivolgiti a un sacerdote vudù, incrocia le dita, vendi l'anima al diavolo, insomma, fai tutto ciò che vuoi ma non tentare di cancellarla da Internet con la forza. Nel momento stesso in cui parte la lettera del tuo avvocato, il tuo dito è scivolato dalla parte sbagliata del bottone del megafono. A maggior ragione se la lettera è indirizzata a un'entità collettiva strana, immensa e circondata di sostenitori e simpatizzanti come Wikipedia e se fa riferimento a una richiesta quantomeno discutibile come quella di Werlé. (via The Register)
3. Sono in molti a usare ormai il termine iPod quasi come sinonimo di lettore MP3. Me, too. Ma il settore - seppur non in fermento come qualche anno fa, quando non era ancora decollata la moda degli smartphone - è molto più ricco e variegato di quanto la dittatura linguistica del prodotto Apple lasci intendere. Anything But iPod è un blog che, pur citando un certo lettore MP3 nel nome, parla di tutti gli altri.
4. Nella sezione One Week Only, i benemeriti di Pitchfork Tv continuano a trasmettere materiale videomusicale di gran classe. Questa settimana tocca a Heima (2006) dei Sigur Ros. Visione bucolica del paradiso islandese, ancora lontano dal cataclisma finanziario del credit crunch.
5. Mica solo Londra, New York o Los Angeles. Nell'era della globalizzazione, anche Montevideo non sfugge all'invasione dei robot giganti. Ataque de Panico! è un cortometraggio girato da Fede Alvarez. La colonna sonora è In the House - In A Heartbeat di John Murphy, già sottofondo di un'altra devastazione metropolitana in 28 giorni dopo di Danny Boyle.
Nel 1985, la rivista Ebony Magazine provò a immaginare quale sarebbe stato il look di alcune popstar nel 2000. Con Michael Jackson non ci azzeccò molto.
1. Anche la Nasa, con una pagina di "frequently asked questions" aggiunta al sito ufficiale, si premura di tranquillizzare l'umanità su quella storia del 2012:
Question (Q): Are there any threats to the Earth in 2012? Many Internet websites say the world will end in December 2012. Answer (A): Nothing bad will happen to the Earth in 2012. Our planet has been getting along just fine for more than 4 billion years, and credible scientists worldwide know of no threat associated with 2012.
Il documento serve a chiarire definitivamente anche ciò che accadde ai dinosauri:
Q: Is the Earth in danger of being hit by a meteor in 2012? A: The Earth has always been subject to impacts by comets and asteroids, although big hits are very rare. The last big impact was 65 million years ago, and that led to the extinction of the dinosaurs. Today NASA astronomers are carrying out a survey called the Spaceguard Survey to find any large near-Earth asteroids long before they hit. We have already determined that there are no threatening asteroids as large as the one that killed the dinosaurs.
2. In un recente concerto a Liverpool, Morrissey ha di nuovo abbandonato il palco dopo pochi minuti. Questa volta non per un malore, per fortuna, ma perchè qualcuno gli ha rovinato la pettinatura lanciandogli contro una bevanda. Hit is murder.
Immagino che gli altri spettatori abbiano fraternizzato con il responsabile del lancio; però non ci sono più i rocker di una volta, chessò, come i Green Day che a Woodstock rispondevano così a chi tirava loro il fango sul palco. (il bello inizia più o meno a 2:00)
3. Per chi ha un bel po' di tempo libero, Paste Magazine ha riunito qui i suoi 50 videoclip musicali preferiti del decennio che va estinguendosi. Faccio uno spoiler: al numero uno c'è B.O.B. degli Outkast.
4. Suggerimento per una nuova playlist sul vostro iPod: le 40 canzoni che caratterizzano il new sound of Brooklyn secondo il New York Magazine.
40 Light Asylum – “Angel Tongue” 39 Oakley Hall – “All the Way Down” 38 Here We Go Magic – “Fangela” 37 Apache Beat – “Tropics” 36 Bishop Allen – “Click, Click, Click, Click” 35 White Rabbits – “Percussion Gun” 34 Japanther – “Challenge” 33 Class Actress – “All The Saints” 32 Miles Benjamin Anthony Robinson – “The Debtor” 31 Ninjasonik – “Art School Girls” 30 Antibalas – “Beaten Metal” 29 Black Dice – “Glazin’” 28 The Antlers – “Kettering” 27 Panda Bear – “Comfy In Nautica” 26 The National – “Mistaken For Strangers” 25 Amazing Baby – “The Narwhal” 24 St. Vincent – “Actor Out Of Work” 23 Neon Indian – “Deadbeat Summer” 22 Matt & Kim – “Daylight” 21 Grizzly Bear – “Knife” 20 Suckers – “Beach Queen” 19 Sharon Jones And The Dap Kings – “100 Days, 100 Nights” 18 The Drums – “I Feel Stupid” 17 A Place To Bury Strangers – “To Fix The Gash In Your Head” 16 Chairlift – “Bruises” 15 Telepathe “Chrome’s On It” 14 Crystal Stilts – “Crippled Croon” 13 Das Racist – “Combination Pizza Hut And Taco Bell” 12 The Pains Of Being Pure At Heart – “Young Adult Friction” 11 Hercules & Love Affair – “Blind” 10 Animal Collective – “My Girls” 09 Yeasayer – “2080” 08 Vampire Weekend – “Cape Cod Kwassa Kwassa” 07 Vivian Girls – “Where Do You Run To” 06 Gang Gang Dance – “House Jam” 05 TV On The Radio – “Golden Age” 04 LCD Soundsystem – “All My Friends” 03 MGMT- “Kids” 02 Grizzly Bear – “Two Weeks” 01 Dirty Projectors – “Stillness Is The Move”
5. Nonostante la sculacciata subita da Raz Degan da Giussano, Rutger Barbarossa Hauer è rimasto un uomo saggio, come ai bei tempi androidi. In un'intervista rilasciata a Cnet News invita Hollywood a non aver paura del babau tecnologico. Anzi. Do you think illegal file sharing will harm Hollywood? Hauer: I believe in following the rules but I also believe in sharing. The whole Internet to me is people driven. It's not business driven. Maybe people sharing stuff is a phase, but the struggle to find answers here is of high interest to me.
Technology has provided us many benefits but it's a two-edge sword. I don't know how it will work out, but there must be ways that we can share these films without getting into a s***load of trouble. In my own profession, I have found so many diamonds of my colleagues--there are so many gems.
Can you name a few? Hauer: Well, the gems from YouTube. There are so many actors sharing their knowledge about the craft on YouTube. It's all out there already. There is so much knowledge you can find on the Internet. That is also what I'm trying to do with the Filmfactory. I want to create a coalition or group of filmmakers to share their knowledge in a visual medium rather than in school.
2. La diretta di sabato scorso a BandaLarga, su RadioPopolare, è stata una delle più divertenti e rilassanti che abbia mai fatto. Se volete recuperarla in tutta la sua delirante maestosità notturna, la trovate qui. Sia in streaming che in download. La playlist musicale è davvero molto internettiana: Radiohead, Nine Inch Nails, Girl Talk, Dangermouse, Arcade Fire, Fiona Apple, Weezer, ecc. ecc.
3. Li avevano tanto amati. Pitchfork ha dato 9.3 alla ristampa di The Unforgettable Fire degli U2. Ecco i voti attribuiti agli altri album (tra ristampe e nuove pubblicazioni, mancano solo Rattle & Hum e quelli dei '90):
Boy (8.3) October (7.1) War (8.9) Under A Blood Red Sky (9.0) The Unforgettable Fire (9.3) The Joshua Tree (8.9) Rattle & Hum (???) Achtung Baby (???) Zooropa (???) Pop(???) All That You Can't Leave Behind (5.0) How To Dismantle An Atomic Bomb (6.9) No Line On the Horizon (4.2)
4. I Love Radio Rock è uno dei miei film preferiti dell'anno. Anche agli utenti dell'Internet Movie Database è piaciuto. Eppure, come si legge in questo articolo del Wall Street Journal, il film è stato un flop al botteghino inglese e adesso è stato tagliuzzato e modificato in vista dell'uscita negli States. Onestamente, non riesco a immaginare come il film possa aver deluso qualcuno. E' fantastico, commovente, esaltante. Riesco invece a immaginare il perchè del suo insuccesso mainstream. Probabilmente la categoria di spettatori interessati alle vicende di una nave-radio-pirata, operante al largo delle coste inglesi negli anni '60, con poco romance e molto citazionismo rock, non è così vasta come quella categoria stessa crede di essere... Solo che, checchè ne dica Nanni Moretti, una nicchia non accetterà quasi mai di essere solo una nicchia. Soprattutto quando si appassiona di qualcosa.
5. In un articolo sul Times, lo scrittore e blogger Cory Doctorow spiega per l'ennesima volta che il filesharing (e più in generale, la copia-condivisione-circolazione di contenuti su Internet) è l'essenza stessa dell'infrastruttura Web.
If you want copying to stop, physics is not on your side.
6. Quanto tempo ci vuole a uccidere un uomo con un cucchiaino? The Horribly Slow Murderer With the Extremely Inefficient Weapon è uno dei cortometraggi più premiati nei festival cinematografici a tema fantastico degli ultimi anni. Qui sotto potete scoprire il perchè. (P.S. Anche questo film è piaciuto molto agli utenti di IMDB).