Sul fronte radiofonico, la settimana scorsa sono stato ospite di Enzo e La Fagotta nella puntata zero della nuova stagione di Polaroid alla radio, sulla bolognese Radio Città del Capo. Una divertente (almeno, io mi sono divertito!) chiacchierata telefonica che potete trovare all'interno del podcast del programma, sia in streaming che in download, qui. Tutto il programma è stupendo e meritevole di ascolto, ma se proprio volete correre a sentire la mia voce, l'intervista inizia più o meno al minuto quindici :o). Domani mattina all'alba (giovedì), qualche minuto su Twilight, il programma di John Vignola su Radio1 che esplora "lo spazio situato fra la luce e l'ombra, quella zona in cui crepuscolo e aurora si mescolano e confluiscono l'uno nell'altra". E' per i più mattinieri: inizia alle cinque...
Appuntamenti radiolibrari sparsi, più in avanti con il calendario: - la notte tra sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre: Stereonotte su Radio1 - mercoledì 28 ottobre: nel pomeriggio a MAPS su Radio Città del Capo di Bologna e la sera presentazione alla libreria Modo InfoShop. - la notte tra sabato 7 novembre e 8 novembre: BandaLarga su Radio Popolare di Milano
Per gli appassionati di social network, questa è la pagina dedicata al libro su Anobii. Per qualsiasi contatto-curiosità-critica, come sempre: Twitter, Facebook o l'email.
1. Un giorno, l'horror cinematografico si rese conto di avere un dannatissimo problema: i telefonini. Per colpa di quei diabolici apparecchi, la ragazza inseguita dal maniaco avrebbe sempre potuto chiamare la polizia e non sarebbe più stata costretta a scappare e urlare su e giù per una casa, un bosco o una città disabitata per novanta minuti. Per questo, l'horror decise di risolvere la questione nel modo più semplice: immaginando una dimensione dove praticamente non c'è mai campo. Le prove sono in questo video, nel quale trovate anche un nanosecondo di Nicolas Cage impegnato in uno dei suoi più terrificanti capolavori.
2. Il poeta e saggista Andrei Codrescu (classe 1946) racconta su NPR la sua esperienza con l'iPod (e con il tapis roulant).
"Il tapis roulant e l'iPod rappresentano per la mia generazione ciò che la falce e il martello rappresentevano per i bolscevichi: degli articoli di fede. Ho corso le mie miglia e ascoltato la mia musica per un anno e se avessi potuto scrivere mentre correvo, adesso avrei un memoir bello che pronto. Ogni canzone arriva con un ricordo. (...) Il tapis roulant e l'iPod ti restituiscono la vita come una colonna sonora di ricordi".
3. Come rendere sessuofobo anche Rocco Siffredi? Per esempio, mostrandogli gli aspetti più profondi e ginecologici dell'origine del mondo. Cioè fotografando un utero giorno dopo giorno: quando piove, quando c'è il sole, quando c'è il ciclo, quando c'è il coito, ecc. ecc. Fa piuttosto schifo, ma so che correrete subito tutti a vedere.
Affinità e divergenze tra Arial ed Helvetica (fonte).
1. La polemica sul P2P scatenata la scorsa settimana da Lily Allen ha avuto un effetto: spingere verso il compromesso il FAC, la coalizione di artisti britannici che sembrava aver preso una direzione piuttosto radicale e innovativa nei confronti della materia ("radicale e innovativa" rispetto alle posizioni della grande industria, si intende...). Il comunicato pubblicato ieri sul sito ufficiale del FAC, sotto il nome The Air Statement(e sottoscritto dalla Allen, sebbene lei non faccia parte dell'associazione), rappresenta - a mio parere - una battuta d'arresto piuttosto improvvisa e inattesa, nonchè deludente e cerchiobottista, per il discorso aperto dal gruppo di artisti. Soprattutto perchè la proposta (non interrompere ma "rallentare" artificialmente la connessione dei filesharers) presenta gli stessi difetti di quelle conosciute sotto il nome di "three strikes": a cominciare dalla difficile (e costosa) attuabilità, passando per l'abbandono di un progetto futuro che comprenda la legalizzazione del P2P (che rimane il vero grande tabù con cui ci troviamo ancora a che fare a 10 anni da Napster) e concludendo con la sottintesa utopia nostalgica di un mondo in cui gli appassionati tornano a comprare i dischi (anche chi, come i ragazzi nati dopo il 1990, un disco non sanno neanche come è fatto...). Sembra che il documento sia stato tirato giù dopo una discussione interna piuttosto accesa: sarebbe interessante conoscere le posizioni dei singoli artisti, a partire da quelle di Ed O'Brien o Billy Bragg... Vista da fuori, la striminzita lunghezza dello "statement" mi fa pensare al desiderio di voler comunque diffondere qualcosa - anche solo dieci righe - al termine di un incontro tra gli artisti che era stato presentato come urgente e quasi epocale. Evidentemente l'obiettivo ritenuto più importante era ricucire il rapporto con Lily Allen e con altri colleghi meno inclini ad accettare l'idea del filesharing... Farsi vedere tutti uniti, felici e convinti. Missione compiuta, ma a che prezzo?
2. Sempre a proposito dello stesso tema, ma passando sul fronte più maramaldo e corsaro, ecco il brano scritto e cantato dal musicista inglese Dan Bull per confutare le posizioni di Lily Allen e sostenere quelle del P2P. Il video funziona come sottotitolo.
3. Dall'altra parte dell'oceano, intanto i coraggiosi ed eclettici Muse del drummer Matt Bellamy stanno aprendo alcuni concerti degli U2, facendosi prestare non solo il palco ma anche il gigantesco maxischermo rotondo... Eccoli al Giants Stadium di New York, entrare in scena confermando l'abituale basso profilo sonoro... Tutto si può dire, comprese le più velenose offese a base di Freddy Mercury e Brian May, ma non che la band non sappia tenere tranquillamente anche un palco del genere, con 168,000 occhi puntati addosso...
4. Twitch è un ottimo pusher internazionale per gli appassionati di horror, trash, b-movies, film di genere. Se qualche zombi nazista si inizia a muovere in Norvegia, qualche vampirella nell'Estremo Oriente o qualche pecora mannara in Nuova Zelanda, loro ti avvertono subito. Tra gli ultimi film segnalati, con grandi complimenti e intervista trionfale al regista, ce n'è anche uno che in Italia non abbiamo ancora visto. Eppure ci riguarda da vicino. Si intitola Shadow e il regista altri non è che Federico "Tiromancino" Zampaglione. Sembra che stia girando con buon successo in alcuni dei maggiori festival specializzati...
5. Superfetation, ovvero la donna che rimase incinta due volte. Anche se i suoi sceneggiatori fanno di tutto perchè ciò non accada, a volte la realtà è più sorprendente di Beautiful.
1. Michael Masnick di TechDirt scrive a Lily Allen in riferimento alla sua estemporanea (e già conclusa?) battaglia contro il file sharing:
"Continui a ripetere che il file sharing danneggia gli artisti, ma esisteva anche cinque anni fa e non ti ha mica danneggiata. Anzi, ti ha aiutata. Perchè allora dovresti toglierlo a qualcun altro?"
2. L'influenza A, la H1N1, la suina, insomma: quella lì di cui parla la tv, continua a mietere illustri vittime musicali. Dopo Jens Lekman e Melissa Auf Der Maur, tocca a Marilyn Manson. Che su Facebook scrive:
"E così mi è stata ufficialmente diagnosticata, da un dottore vero, l'INFLUENZA SUINA. So che penserete subito che si contrae scopando un maiale. Tuttavia, il dottore dice che le mie passate scelte in fatto di donne non hanno niente a che vedere con l'esser stato contagiato dalla malattia. Sfortunatamente, sopravviverò"
(dopo aver letto questo messaggio, 2032 persone su Facebook hanno mostrato il pollice in su e 1195 hanno scritto un commento)
3. Si legge sul Telegraph che secondo Ray Kurzweil tra vent'anni - complice il progresso delle nanotecnologie - saremo tutti immortali. La pietra filosofale, al last. Questo vuol dire che, per riuscire a mantenere un soddisfacente spazio vitale, dovremo in qualche modo erodizzarci tutti, sacrificando i neonati sull'altare delle nostre rughe. Niente più bambini (--> niente più giocattoli --> Giochi Preziosi in crisi --> finisce il sogno Genoa?) Vasectomia di stato?
5. Da aggiungere sul libretto dei buoni propositi e delle utopie, alla voce "se rinasco voglio essere...": Stuart Murdoch. Se non altro per essere attorniato da tutte quelle ragazze, dal look così deliziosamente vintage, coinvolte nel progetto "God Help the Girl". Qui sotto, un documentario sull'unico concerto in cui per ora sono state proposte le canzoni dell'album (trovate la seconda parte sul sito ufficiale). Per la cronaca: il disco lo sto or ora ascoltando... in vinile. Tradizionalismo high tech.
1. Greg Sandoval su CNET News scrive che gli stessi avvocati che qualche mese fa curarono senza successo la difesa legale di Jammie Thomas (la prima utente americana condannata per filesharing), adesso guidano una causa per violazione di copyright contro il sito Scribd. "Non è raro che un avvocato sostenga entrambe le parti in materia di copyright", si legge nell'articolo.
2. Alla ventinovesima settimana di vendita, forse, No Line on the Horizon degli U2 è riuscito a varcare la soglia del disco di platino negli USA. Alla ventottesima era fermo a 997,255 copie. Nella sua newsletter, Bob Lefsetz così commentava: "Nessuno degli U2 ha sentito cambiare il vento. La loro unica speranza era di cercare una via underground, fare in modo che comprare il loro fosse qualcosa di figo, che il passaparola si diffondesse naturalmente. Mi piace l'album, è meglio dei due precedenti, ma non ne posso parlare con nessuno. C'è un immenso fetore appiccicato a No Line on the Horizon. E' ora che gli U2 facciano una bravata, un'acrobazia. Distribuite un concerto gratis su Internet. Lasciate perdere il Saturday Night Live e fate uno show live su YouTube. Siate i primi in qualcosa, fate in modo che la gente si volti verso di voi. Smettetela di essere disperati e iniziate a essere innovativi. Suonate un house concert in ogni città in cui fa tappa il tour negli stadi. Salite sul palco con strumenti acustici e implorate il pubblico di registrarvi e caricare i video sul Web. Aprite a sorpresa un concerto di Kenny Chesney. Della Dave Matthews Band. O persino dei Jonas Brothers. Siate irriverenti. Sconvolgeteci. Costringeteci a occuparci di nuovo di voi".
Non gira neanche benissimo ai Green Day, che dopo l'exploit di American Idiot (oltre 5 milioni di copie vendute nel 2004), alla diciassettesima settimana di vita sono fermi a 791,574 per 21st Century Breakdown (il riferimento è sempre al mercato USA).
3. The Jackal è un gruppo di videomaker napoletani che avevo intervistato qualche mese fa su Il Mucchio. Questo è il loro ultimo video, parodia made in Italy di Ritorno al futuro.
4. I Daft Punk sono tra i molti testimonial di Dj Hero, il nuovo videogioco della Activision (l'azienda produttrice di Guitar Hero). Questo è il trailer che li vede protagonisti.
5. Lo avrete già visto un po' ovunque, ma merita un ulteriore passaggio. Essendo "il gruppo più eclettico, innovativo e coraggioso della musica inglese" i Muse si divertono a invertire i propri ruoli nell'esibizione in playback a Quelli che il calcio. Simona Ventura non se ne avvede, nessuno la avverte e lei corre subito a intervistare l'improvvisato cantante (che in realtà è il batterista...).
2. Secondo Dancefloor Mayhem, questo è il primo video musicale mai girato con la tecnica della fotografia panoramica (cioè, da Wikipedia, creando "una immagine che copra un ampio angolo visivo, tra 180° e 360°, tramite la composizione di un mosaico di foto adiacenti, in genere con lo scopo di visualizzare un panorama naturalistico o la vista di un ambiente in modo più simile a come viene percepita dal vivo"). La canzone si chiama 1st Big Break, la band Cut Chemist, il regista Kyle Ruddick.
3. Secondo Pitchfork e anche secondo me, invece, questo è il nuovo video degli Air. Nostalgico nei suoni, nelle animazioni e anche nel titolo del brano, che ci riporta alla mente quei lunghi pomeriggi in cui eravamo innocenti, guardavamo Holly & Benji, facevamo merenda con la Kinder Brioche e studiavamo i tempi passati dei verbi inglesi: Sing Sang Sung. Il nuovo album, Love 2, è atteso per i primi di ottobre.
4. E' molto interessante sapere che esiste un horror islandese, in qualche modo ispirato a Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), che si intitola Reykjavik Whale Watching Massacre. La trama: ignari turisti salgono su una barca per vedere un po' di cetacei e finiscono nelle grinfie di una famiglia pazza che vive su una baleniera. Il recensore di Twitch ne parla malissimo. E per questo morirà dilaniato da un fanone (non questo, ma il singolare di questi).
5. Sono passati vent'anni da quando Raf si chiedeva cosa sarebbe mai restato degli anni Ottanta (a occhio e croce, era più o meno il periodo di Holly & Benji, delle Kinder Brioche, dei past tense inglesi, ecc. ecc.). Oggi che abbiamo ormai il 2010 nel mirino, stiamo invece iniziando a chiederci cosa resterà degli anni zero. Come vola il tempo, eh? Comunque sia, anche l'Italia - patria ufficiale degli anni zero grazie all'immortale anthem di Luci della Centrale Elettrica - non può che fare la sua parte, unendosi ai 7381 sondaggi già attivi in giro per il mondo per decidere il meglio e il peggio del decennio che volge al termine. Qui si sostiene apertamente l'iniziativa .zero, lanciata da Ciccsoft: votate numerosi. Tenendo conto che il miglior album straniero del decennio non può che essere scelto tra Absolution dei Muse, Kid A dei Radiohead e ( ) dei Sigur Ros. Mentre quello italiano, in effetti, potrebbe essere proprio Ballate per piccole iene degli Afterhours. Sulle canzoni, invece, ci vuole un po' più calma ed è necessario un consulto con l'iPod.
L'immortale anthem di Luci della Centrale Elettrica (il momento chiave è a 2:19).
1. C'è poco da fare: Pitchfork ha davvero capito come va gestito il giornalismo musicale del nuovo millennio. Per lo meno, quello delle recensioni. Ultimo esempio: domani vengono ripubblicati tutti gli album dei Beatles. Il 99% dei siti, specializzati o no, dedicherà alla faccenda un articolo standard, concentrandosi sul mega cofanetto di lusso, su una generica analisi delle differenze a livello di suono tra le vecchie edizioni e quelle nuove, sul ruolo dei Beatles per la società del Novecento (e per quella attuale), ecc. ecc. Pitchfork invece sfrutta al meglio il suo spazio, pubblicando sia una recensione del cofanetto (senza voto) che quelle dei singoli album. Per ora sono uscite: Please Please Me (voto 9,5) With the Beatles (voto 8,8) A Hard Day's Night (voto 9,7) Beatles For Sale (voto 9,3) Help! (voto 9,2) Domani, presumibilmente, toccherà alle altre (curiosità: il 10.0 andrà a Sgt.Pepper's, al White Album o a Revolver?).
Non è solo un esempio di efficace giornalismo musicale ai tempi di Internet e di affascinante rilettura critica di uno dei più importanti canoni artistici del Novecento ad opera di chi all'epoca di Yesterday non era neanche nato, crescendo invece tra Nirvana, Radiohead e Arcade Fire. E' anche una mossa strategica a livello di catalogo (e, indirettamente, di marketing). Pitchfork è uno dei siti che saltano fuori per primi quando si cerca la recensione di un disco su Google (ed è sempre linkato anche su Wikipedia). Solo che, essendo nato nel 1995, la sua forza e completezza stanno soprattutto nel repertorio più recente. Approfittando di questa ristampa integrale dell'opera beatlesiana, il sito americano va a colmare una lacuna importante nel suo archivio, guadagnando al tempo stesso chissà quante migliaia di contatti futuri (per la gioia degli inserzionisti pubblicitari).
2. Diamo un po' di numeri. Tra i film apocalittici, qui si attende molto il 2012 di Roland Emmerich, se non altro per imparare a saltar giù in auto da un aeroplano...
Tra quelli post-apocalittici, invece, il cartoon 9, prodotto da TB2 (Tim Burton e Timur Bekmambetov). Uscirà ovviamente domani: 9/9/9. Questo vuol dire che il 10 ottobre del prossimo anno ce ne dovremo aspettare uno intitolato 10?
3. Niente, con Obama non riesco proprio a essere cinico. Mi leggo persino l'anteprima del suo discorso agli studenti per l'inizio dell'anno scolastico. E non credo di essere l'unico a provare questo affetto/effetto particolare: quando mai, in passato, un giornale italiano si è preso la briga di pubblicare il discorso agli studenti del presidente degli Stati Uniti? Vorrà dire qualcosa?
4. "Tutte le donne sono innamorate di Paolo Coniglio"
Grande e meritata soddisfazione per gli Afterhours, che compaiono nell'elenco delle 100 greatest bands you've (probably) never heard pubblicata ad agosto dal mensile Spin. Per festeggiare, la band milanese a ottobre suonerà di nuovo in America. Augh. P.S. Se volete conoscere le altre 99 band e il vostro edicolante di fiducia non vi ha tenuto una copia di Spin, cliccate qui con il mouse.
1. Per ottenere l'imperitura gloria spinesca gli Afterhours ci hanno messo una ventina d'anni buona. Ma anche inventare un paio di videogiochi di successo non è una passeggiata. In una lunga intervista su CNN Money, i due fondatori di Harmonix Eran Egozy e Alex Rigopulos raccontano tutti gli "orrendi fallimenti" a cui sono andati incontro, dal 1995 in avanti, prima di riuscire a centrare l'idea giusta: Guitar Hero. E poi a ripeterla, con Rock Band. (dopodomani esce l'atteso Rock Band: The Beatles, e vengono ripubblicati tutti i cd dei Beatles in una nuova versione rimasterizzata, e forse anche Steve Jobs tornerà a farsi vivo per parlare dei Beatles.... insomma, ci saranno un bel po' di cose più eccitanti di Italia-Bulgaria.... non ultima la mia asta del fantacalcio... sono indeciso se puntare tutto su Cassano o andare sul sicuro con Milito... ok, fine dello stream of consciousness...)
2. Tutto il mondo attende il nuovo film di Richard Kelly, anche se non lo sa. Il regista dell'indimenticabile Donnie Darko e del dimenticato Southland Tales torna con The Box, con Cameron Diaz davanti alla macchina da presa e una buona porzione di Arcade Fire a comporre il commento sonoro. Il film è tratto da un racconto di Richard Matheson, pubblicato su Playboy nel 1970 e già tradotto in immagini in un episodio di Ai confini della realtà. Qui sotto, il primo trailer italiano (uscita prevista nel mondo: poco dopo Halloween; da noi con la consueta tranquillità mediterranea: poco dopo Natale).
3. Ricucita cercando qua e là su Internet, la storia dei Noise Addict dovrebbe essere più o meno questa: - sono australiani - si fanno notare nei primi anni '90, soprattutto per le doti del loro giovane frontman, Ben Lee, all'epoca ancora ben sotto l'età legale per bere alcool e cantare da solista - scompaiono quando Ben Lee diventa adulto, famoso e, appunto, solista - ricompaiono ieri, con una nuova line up (Ben Lee, Lou Barlow, Lara Meyerratken) - incidono un album, intitolato It was never about the audience - lo distribuiscono gratis, sul sito www.noiseaddict.net, invitando chiunque a scaricarlo e a diffonderne il verbo - mettono in giro anche degli utili widget, come quello che trovate qui sotto, che vi permette di ascoltare prima l'album in streaming, decidendo poi per un eventuale download
Donald/Wolverine (... e altri mash up, che commentano visivamente la notizia dell'acquisto della Marvel da parte di Disney) (via Boing Boing)
1. In questo lungo articolo della Reuters, in avvicinamento all'uscita del nuovo album dei Pearl Jam Backspacer, c'è un riferimento piuttosto interessante alla prima esperienza del gruppo con il mondo dei videogiochi musicali (Guitar Hero, Rock Band e dintorni):
While acts like AC/DC and Aerosmith were winning new fans with branded versions of "Rock Band" and "Guitar Hero," respectively, Pearl Jam was sitting on the videogame sidelines. The band finally took the plunge this spring when it made all of the songs from "Ten" available for download on "Rock Band" the same day the reissue hit stores. The band's manager, Kelly Curtis, declined to discuss sales, but sources at MTV say the "Ten" songs have generated more than 850,000 downloads.
Non so quanto costassero le singole canzoni in download, probabilmente qualcosa in più di un dollaro. Se fosse anche solo un dollaro, comunque, vorrebbero dire 850,000 dollari di ricavo aggiuntivo su un disco uscito originariamente nel 1991. E' vero che i Pearl Jam sono famosi, che Ten è uno dei bestseller assoluti della storia del rock, che si tratta di una situazione privilegiata, tutto ciò che volete... ma mi pare abbastanza evidente come nel mondo dell'entertainment, dello spettacolo e persino della musica registrata, i soldi non siano scomparsi. Si stanno semplicemente spostando in altre direzioni, in modo assai schizofrenico, sempre più lontani dalla natura monolitica del vecchio mercato (disco, disco, disco, disco, solo disco). E ce ne possono essere ancora parecchi. Ten era un album prodotto da una major, dunque si presume che i Pearl Jam riceveranno solo una piccola parte dei profitti. Ma immaginate se i Radiohead decidessero di concedere a Guitar Hero o a Rock Band la licenza per l'ultimo album In Rainbows... Tutti i guadagni andrebbero a Thom Yorke e soci (i Pearl Jam sperimenteranno qualcosa del genere proprio con Backspacer, i cui brani saranno venduti anche in versione videoludica su Rock Band e per il quale la band ha studiato un complicatissimo sistema di licenze). Può darsi che sia una stronzata, ma sarei quasi pronto a scommettere che nella sua totalità (dischi, concerti, merchandising, videogiochi, telefonini, orizzonti digitali e fisici sparsi) il fatturato complessivo del sistema musica non sia poi sceso così tanto negli ultimi anni. Anzi. Si è semplicemente redistribuito e disperso in mille rivoli diversi, difficili da gestire. Quei soldi che non vanno più in cd, non rimangono ad arricchire le tasche-forzieri della generazione Y. Vengono spesi in altri modi, spesso rimanendo comunque in ambito musicale. Possono finire negli 850,000 download di canzoni da giocare con Rock Band. O in quelle t-shirt a edizione limitata a 30 euro l'una, che al banchetto del merchandising ufficiale del concerto di Berlino sono andate esaurite quando ancora sul palco suonavano i Gomez (per la prima volta ho provato l'esperienza della calca - la vera calca - a un banchetto del merchandising...). Secondo qualcuno l'ideale sarebbe che si tornassero a vendere milioni di dischi (o i loro corrispettivi digitali), contemporaneamente a milioni di download dei videogiochi, milioni di t-shirt, milioni di concerti. Sarebbe l'ideale, è vero. Ma difficilmente potrà essere il reale.
2. What the Internet Knows About You è uno dei tanti servizi che dimostra la sostanziale trasparenza e tracciabilità delle tue navigazioni online. Rientra in quel generale discorso di volontaria rinuncia alla privacy che un po' tutti abbiamo accettato - anche inconsciamente - quando abbiamo iniziato a sviluppare e costruire il Web 2.0. E' comunque utile per ricordare che forse è meglio cancellare dalla cronologia del browser tutte quelle visite a YouPorn... (via Boing Boing)
3. The Host (2006) è una delle spiegazioni più evidenti della necessità culturale del P2P (e dei festival). Uno dei migliori horror degli anni zero, un monster-movie adulto e non troppo trash, il film coreano non è mai stato distribuito nei cinema italiani, dove sono invece puntualmente arrivati tutti i più abominevoli remake/sequel/prequel splatterosi made in USA. A renderlo disponibile ai nostri occhi sono stati qualche festival (il Milano Film Festival, per esempio) e le beneamate reti di filesharing, dove il film è disponibile con tanto di sottotitoli italiani realizzati dai soliti ignoti samaritani. Dalla fine della primavera, per fortuna, esiste anche un dvd (edito dalla Eagle Pictures). E da qualche giorno circolano le prime informazioni sul sequel The Host 2. Che sarà in realtà un prequel e come tale corre un altissimo rischio-sputtanamento (aggravato dall'assenza del regista dell'originale, Bong Joon-Ho). Però, intuire la presenza del mostriciattolo nelle fogne di Seoul - sulla prima locandina messa in circolazione - è già una bella cosa.
4. Inkiostro ha speso un sacco di belle parole per La musica liberata. Sciamanicamente, lo ringrazio.
5. Neo-segregazioni. Da qualche settimana i Massive Attack hanno annunciato l'uscita di un nuovo EP, Splitting the Atom,atteso per il 2 ottobre. Conterrà quattro tracce e sarà un antipasto dell'attesissimo quarto album del progetto musicale che ormai credo sia quasi completamente ascrivibile al solo Robert Del Naja. Oggi la EMI ha precisato che l'EP sarà disponibile solo in versione digitale. Niente cd o vinile. Detto che io l'idea di un vinilino a edizione limitata l'avrei comunque presa in considerazione, la limitazione al formato liquido dell'uscita è un chiaro segno dei tempi. Nonchè il segnale di una sottile e per certi versi inquietante neo-segregazione di cui sono vittima gli appassionati che rifiutano di rinunciare al supporto fisico. E' vero che si tratta solo di un'anteprima e che la distribuzione digital-only è una normale operazione di marketing, ma il succo non cambia: l'EP potrà solo essere ascoltato passando dal pc, dall'iPod, forse in streaming. Un po' come In Rainbows, che per qualche settimana è esistito solo in formato MP3. Per molti di noi, ormai avvezzi alla nuova dimensione della musica su Web, non è niente di strano. E' anzi più che naturale. Chi non ha accettato la novità o semplicemente preferisce seguire percorsi di fruizione più tradizionale, viene invece completamente tagliato fuori. Le masse digitali risultano indubbiamente privilegiate rispetto a quelle fisiche.
I Massive Attack saranno in Italia per due concerti: il 7 novembre al Palasharp di Milano, l'8 alla Zoppas Arena di Conegliano Veneto (Treviso). Questa è Pray For Rain, tratta da Splitting the Atom, con il featuring di Tunde Adepimpe dei Tv on the Radio (nel disco che uscirà nel 2010, tra gli altri, ci saranno anche Damon Albarn e Guy Garvey degli Elbow).