Capita ogni tanto di leggere le storie di sviluppatori di applicazioni per iPhone e iTouch che
ce l'hanno fatta. Hanno incassato migliaia di dollari dalla vendita di piccoli software realizzati magari in poche ore di lavoro. Ai giornalisti piacciono queste storie (a me piacciono un sacco, per esempio). E si crea l'immagine dell'Apps Store di iTunes come il nuovo Eldorado per giovani e talentuosi programmatori.
In realtà, di software sull'Apps Store ce ne sono ormai venticinquemila e la stragrande maggioranza viene venduta in pochissime unità. E' normale che sia così, in fondo. Uno su mille ce la fa, diceva il saggio. E il saggio non sbaglia mai.
E' comunque interessante farsi un'idea sulla materia, leggendo i dati forniti dall'autore di Dapple, uno dei tanti colorati giochini in vendita sull'Apps Store.
La trovate per intero
qui, sul suo blog, con tanto di dati, tabelle e numeri.
In un mese il gioco ha venduto 131 copie, fruttando poco più di 500 dollari.
Un paio di giorni fa, il suo racconto è stato segnalato su Slashdot: il blog ha ricevuto improvvisamente venticinquemila contatti in più e il gioco è stato acquistato
altre 17 volte (per un guadagno di poco più di cinquanta dollari).
Uno dei problemi di fondo della questione, secondo me, è che l'Apps Store è un sistema meraviglioso, così come adorabile è l'esperienza di utilizzare le sue applicazioni sull'iPhone e sull'iPod Touch. Solo che l'iPhone e l'iPod Touch, per ora, non sono mica così diffusi come si pensa. E' difficile che riescano a garantire grossi volumi di vendita per migliaia di software.
Il lato positivo della faccenda, invece, è che i software sull'Apps Store non scadono. Possono produrre guadagni anche sul lungo termine, mentre gli autori sono già al lavoro su qualcos'altro. E' difficile, è vero, proprio perchè bisogna emergere in una concorrenza di decine di migliaia di altri programmi. Ma non si può mai dire.
Già piuttosto evidente è invece il fatto che la matassa tra pubblicità, informazione e testimonianza su Internet è ormai talmente intracciata da produrre meccanismi di questo tipo:
1. tu vendi poche copie del tuo software
2. racconti la tua esperienza sul blog (con una serie di informazioni che sono utili anche agli altri sviluppatori, e con un'onestà e una trasparenza che io personalmente condivido molto)
3. la tua storia viene segnalata su aggregatori come Slashdot
4. quindi si trasforma automaticamente in veicolo pubblicitario
5. le vendite del software crescono (poco, ma crescono: scrivendo quel post, il programmatore si è comunque guadagnato 25,000 contatti e una cinquantina di dollari... non cambieranno la vita, ma non si buttano neanche via)
L'intreccio sembra davvero ormai inscindibile. Ogni comunicazione, anche la più sincera e disinteressata, avrà comunque sempre un effetto comunicativo/promozionale più o meno marcato.
Io stesso, dando qui la notizia, magari aiuterò il programmatore di Dapple a vendere un paio di copie in più del suo gioco.
Mmm.
Adesso gli scrivo e gli chiedo una percentuale.