martedì, marzo 31, 2009

Le Cohen transalpin

Provo sempre un sottile fastidio quando leggo su un giornale francese l'aggettivo "transalpino" riferito a qualcosa di italiano. Lo so che tutto è relativo, però mi viene da pensare: non scherziamo, i transalpini siete voi! Però ,provo anche un po' di sano orgoglio quando sento parlare bene di qualcuno di italiano, su un giornale francese. A maggior ragione se è un artista.
E' stato dunque un mix di reazioni quello che ho provato leggendo la recensione di Solo dal vivo di Gianmaria Testa, su uno degli ultimi numeri del settimanale t-r-a-n-s-a-l-p-i-n-o Les Inrocks. E' tutto un fior fior di complimenti, in certi casi anche piuttosto originali (nella sua musica si alternano "il fresco mormorio del ruscello e la maestosa ampiezza del delta").

Seul sur scène, le Cohen transalpin transforme chacune de ses chansons en poème charnel.

Gian Maria Testa - Le traiettorie delle mongolfiere

mercoledì, marzo 25, 2009

Aspettando MpFlash



Su MpFlash si torna a parlare di uno degli artisti più web-integrati dell'universo: Trent Reznor.
In compagnia di Marina Paganotto ascolteremo un paio dei brani del nuovo EP distribuito per presentare il Nin|Ja Tour 2009, che la prossima estate vedrà assieme sui palchi americani Nine Inch Nails, Jane's Addiction e Street Sweeper (la nuova band di Tom Morello dei Rage Against the Machine).

Come è ormai sua abitudine, Reznor ha distribuito gratuitamente l'Ep: lo trovate qui.

Solite coordinate streaming (www.radioflash.to), solita ora (16.35).

Vi consiglio però di collegarvi già mezz'ora prima. Alle 16 c'è il live set acustico degli Airportman con Tommaso Cerasuolo (Perturbazione).





U2/Muse

Non so cosa darei per essere il 24 settembre al Giants Stadium di New York, dove i Muse faranno da apertura al concerto degli U2... (il che mi lascia pensare che anche la macchina della band inglese sta per rimettersi in moto...)

mercoledì, marzo 18, 2009

Aspettando MpFlash


Anche Calvin(o) e Hobbes oggi ascolteranno MpFlash.

Con il sottoscritto, Marina Paganotto e un ospite telefonico che ci parlerà di musica e blog.
Su Radio Flash, alle 16.35 circa, in streaming su www.radioflash.to.

Why does my heart feel so good: Moby scrive a Lefsetz



Why Does My Heart Feel So Bad (Moby)

"see, i had a quasi-epiphany last year when i heard david lynch talking about creativity (and forgive me if this sounds new age or hokey).
he talked about how creativity in and of itself is great, and i realized that he was right.
and i realized that, ideally, the market should accomodate art, but that art shouldn't accomodate the market.
i know, it sounds idealistic.
i had been trying to make myself happy and make radio happy and make the label happy and make press happy and etc.
and it made me miserable.
and i also don't really aspire to selling too many records.
see, my friends who are writers sell 20,000 books and they're happy.
my friends who are theater directors sell 5,000 tickets during a run and they're happy.
i like the idea of humble and reasonable metrics for determining the success of a record.
and i like the idea of respecting the sacred bond that exists between musician and listener.
again, i know this sounds hokey, but it's where i am at present.
i also really like records. i know that 90% of the people who listen to my music download individual tracks, which is fine, but i want to make cohesive albums in the hope that someone might listen to them from start to finish".

Il testo integrale della lettera è qui.
Lefsetz è un ex-discografico, oggi commentatore del sistema musicale.
Ogni tanto i sui commenti fanno incazzare qualcuno.
Per esempio, Gene Simmons dei Kiss.



lunedì, marzo 16, 2009

Internet ha fallito, in Africa si muore ancora di fame


L'intervento di Davide Rossi, presidente dell'associazione Univideo, alla conferenza "Cultura digitale e politica dell'innovazione".

Davide Rossi è una sorta di consulente dell'onorevole Gabriella Carlucci, colui a cui la deputata del PDL ha chiesto alcuni spunti normativi per il disegno di legge "Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri" (al punto che il testo ufficiale del ddl risulta scritto su un Microsoft Word in licenza a Univideo).
Si tratta di una proposta di legge che nei giorni scorsi ha fatto parecchio discutere. E' contro la pedofilia online, ha spiegato la Carlucci. Eppure dentro sembra si parli soprattutto di libertà di stampa e diritto d'autore...
Solo un dubbio: anche fosse contro la pedofilia online, perchè chiedere spunti normativi al presidente dell'associazione che gestisce la distribuzione di DVD in Italia? Che c'azzecca? Non è meglio che le leggi che riguardano Internet vengano scritte con il contributo di esperti di Internet? Persone che abbiano un quadro generale della situazione, ne conoscano tutti gli aspetti... non figure professionali che cercano evidentemente di arginare il Web in generale, in modo da limitarne gli effetti sui loro modelli tradizionali di business?
Come si fa a chiedere consiglio per una legge su Internet - da presentare in Parlamento - a una persona che a una conferenza sulla politica dell'innovazione esordisce dicendo che Internet non serve all'umanità, non serve al mondo, ha peggiorato la cultura e in più - dannazione - non ha neanche risolto il problema della fame nel mondo?
E' un po' come se dovessi scrivere una legge sulla tutela dell'ambiente e chiedessi qualche spunto normativo a un petroliere...
Oh cavolo... forse funziona proprio così.

venerdì, marzo 13, 2009

La dura vita del programmatore per iPhone



Capita ogni tanto di leggere le storie di sviluppatori di applicazioni per iPhone e iTouch che ce l'hanno fatta. Hanno incassato migliaia di dollari dalla vendita di piccoli software realizzati magari in poche ore di lavoro. Ai giornalisti piacciono queste storie (a me piacciono un sacco, per esempio). E si crea l'immagine dell'Apps Store di iTunes come il nuovo Eldorado per giovani e talentuosi programmatori.

In realtà, di software sull'Apps Store ce ne sono ormai venticinquemila e la stragrande maggioranza viene venduta in pochissime unità. E' normale che sia così, in fondo. Uno su mille ce la fa, diceva il saggio. E il saggio non sbaglia mai.

E' comunque interessante farsi un'idea sulla materia, leggendo i dati forniti dall'autore di Dapple, uno dei tanti colorati giochini in vendita sull'Apps Store.
La trovate per intero qui, sul suo blog, con tanto di dati, tabelle e numeri.
In un mese il gioco ha venduto 131 copie, fruttando poco più di 500 dollari.
Un paio di giorni fa, il suo racconto è stato segnalato su Slashdot: il blog ha ricevuto improvvisamente venticinquemila contatti in più e il gioco è stato acquistato altre 17 volte (per un guadagno di poco più di cinquanta dollari).

Uno dei problemi di fondo della questione, secondo me, è che l'Apps Store è un sistema meraviglioso, così come adorabile è l'esperienza di utilizzare le sue applicazioni sull'iPhone e sull'iPod Touch. Solo che l'iPhone e l'iPod Touch, per ora, non sono mica così diffusi come si pensa. E' difficile che riescano a garantire grossi volumi di vendita per migliaia di software.

Il lato positivo della faccenda, invece, è che i software sull'Apps Store non scadono. Possono produrre guadagni anche sul lungo termine, mentre gli autori sono già al lavoro su qualcos'altro. E' difficile, è vero, proprio perchè bisogna emergere in una concorrenza di decine di migliaia di altri programmi. Ma non si può mai dire.

Già piuttosto evidente è invece il fatto che la matassa tra pubblicità, informazione e testimonianza su Internet è ormai talmente intracciata da produrre meccanismi di questo tipo:
1. tu vendi poche copie del tuo software
2. racconti la tua esperienza sul blog (con una serie di informazioni che sono utili anche agli altri sviluppatori, e con un'onestà e una trasparenza che io personalmente condivido molto)
3. la tua storia viene segnalata su aggregatori come Slashdot
4. quindi si trasforma automaticamente in veicolo pubblicitario
5. le vendite del software crescono (poco, ma crescono: scrivendo quel post, il programmatore si è comunque guadagnato 25,000 contatti e una cinquantina di dollari... non cambieranno la vita, ma non si buttano neanche via)

L'intreccio sembra davvero ormai inscindibile. Ogni comunicazione, anche la più sincera e disinteressata, avrà comunque sempre un effetto comunicativo/promozionale più o meno marcato.
Io stesso, dando qui la notizia, magari aiuterò il programmatore di Dapple a vendere un paio di copie in più del suo gioco.
Mmm.
Adesso gli scrivo e gli chiedo una percentuale.

Del perchè comprare i dischi originali (o no?)

Se avete un po' di tempo libero (un bel po' di tempo libero), siete appassionati di musica e seguite con un certo interesse i cambiamenti che sono avvenuti e stanno avvenendo con Internet e i download gratuiti, vi consiglio di leggere questo thread sul forum del Mucchio.
Tenendo conto che la maggioranza degli interventi è di persone che hanno un rapporto di tipo tradizionale con la musica (spesso accompagnato da migliaia di acquisti, di vinili e di cd), e che dunque la bilancia tende per buona parte a favore del "disco" inteso in senso classico, il thread riporta comunque in modo piuttosto completo il ventaglio delle posizioni possibili sulla materia.
L'amore per l'oggetto fisico, le questioni sulla legalità, i ragionamenti sull'industria discografica, il senso del cambiamento epocale (e a mio parere inarrestabile) che stiamo vivendo.
Manca giusto una voce, che probabilmente sarebbe significativo ascoltare: quella dei teenager che hanno iniziato ad ascoltare musica negli ultimi 5/10 anni e che probabilmente non hanno mai tenuto in mano un disco, ma solo un iPod. Volenti o nolenti, il futuro lo faranno loro.
E' una discussione vibrante, in certi casi dai toni anche accesi. Sempre appassionata e condotta da gente appassionata. Ed è proprio questo che la rende molto interessante.

giovedì, marzo 05, 2009

Orizzonti 2009

Le 10 cose più interessanti che ho trovato stamattina su Internet.

10.
Come rinchiudere due cammelli in un'automobile? Uno davanti e uno dietro.

9.
La pagina in cui i Phoenix regalano il primo singolo del loro imminente nuovo album. Si può scaricare il singolo MP3 o un malloppone da 60MB da remixare a proprio piacimento.

8.
Julia Angwin, autrice di Stealing MySpace, rivela a Wired alcuni segreti sulla nascita del social network e sulla sua acquisizione da parte della News Corp di Rupert Murdoch. Compreso il fatto che Tom, l'amico di tutti, prima che con MySpace collaborava con un sito porno asiatico.

7.
Gli U2 cantano I Go Crazy If I Don't Go Crazy Tonight da Letterman, dimostrando che vale molto più dal vivo che sull'album. Ieri era stata la volta di Magnificent, due giorni fa di Breathe. Riusciranno a chiudere le cinque giornate di residency senza fare Get On Your Boots?

6.
A Zooey Deschanel, nel nuovo film 500 Days of Summer, piacciono gli Smiths. A chi non piace Zooey Deschanel?

5.
La crisi dell'Islanda spiegata da Vanity Fair. Il reportage è in inglese ed è lungo sette pagine, quindi per leggerlo non basta la pausa pranzo. Ma vale la pena. E' al tempo stesso allucinante (nello spiegare come l'illusione finanziaria, in cinque anni, ha trasformato e poi mandato in bancarotta un paese) e divertente: “A guy had a birthday party, and he flew in Elton John for a million dollars to sing two songs,” the head of the Left-Green Movement, Steingrimur Sigfusson, tells me with fresh incredulity. “And apparently not very well.

4.
Gli U2, sempre loro, confermano a Rolling Stone che entro la fine del 2009 probabilmente pubblicheranno un altro album. Il titolo sarà Songs of Ascent.

3.
Un altro imperdibile mega-articolo dall'edizione americana di Vanity Fair: i dietro le quinte de "Il Padrino" di Francis Ford Coppola e il tentativo della mafia di bloccarne la realizzazione.


(la lettera in cui Mario Puzo scrisse a Marlon Brando che solo lui avrebbe potuto interpretare il
padrino).

2. Continuate a procreare!, suggerisce la Coca Cola nel suo ultimo spot (però nella versione spagnola la mamma non si chiama mica Bianca, ma Aitana)
E quando avete procreato, accudite il vostro pargolo seguendo questi consigli (cliccate sull'immagine per ingrandire, fonte MyConfinedSpace).



1. Gli U2, nient'altro che loro, che fanno i cretinetti da Letterman.
Larry Mullen Jr.: "Anche in famiglia mi chiedono: ma tu chi sei, Adam o Larry?"

mercoledì, marzo 04, 2009

Aspettando MpFlash


Anche loro si stanno affrettando per non perdere MpFlash.

Oggi alle 16.30.
www.radioflash.to
Il sottoscritto, il lato techno di Pop Porno e frammenti di Sonic Youth ospiti di Marina Paganotto.

martedì, marzo 03, 2009

21st Century - Nacho Vigalondo

A volte mi chiedo: sono io a essere esterofilo o certe cose accadono davvero solo al di fuori dei nostri confini?
E mica necessariamente negli Stati Uniti o in Gran Bretagna.
In Spagna, per esempio, sta crescendo una nuova generazione di video/filmmaker geniali, capaci di esplorare i territori del fantastico in modo dirompente, mescolando archetipi vecchi e polverosi con un linguaggio e un approccio moderno nei confronti del mondo dei media. Mi vengono in mente film come The Orphanage, [Rec] e Los Cronocrimenes. I primi due li abbiamo visti anche in Italia, il terzo ha vinto nel 2007 il festival della fantascienza a Trieste ma non è ancora stato distribuito nei nostri cinema e chissà se lo sarà mai.

Poco male, grazie al cielo ci pensa Internet ad aiutarci a recuperarlo e a non farci rimanere obbligatoriamente nell'ignoranza.

E la stessa Internet ci permette anche di approfondire la conoscenza del suo regista, Nacho Vigalondo. Un trentaduenne cantabrico che con Los Cronocrimenes si è divertito a giocare con una versione-rompicapo dei viaggi nel tempo, ma che molte altre belle cose le ha fatte vedere anche nella dimensione dei cortometraggi. Con particolare riferimento a quelli surreal-musicali. Prendetevi otto minuti di tempo per vedere questo 7:35 de la manana, per esempio (candidato all'Oscar nel 2003). Come mai gli avventori del bar sono così silenziosi?


Poi date un'occhiata anche al recentissimo Quiero Dormir, che altro non è che il video di una campagna virale di un'azienda produttrice di materassi.


Vigalondo non è solo il regista, ma anche l'interprete di entrambi i video. Cura un blog sul sito del quotidiano El Pais. E ha iniziato - l'orrore, l'orrore! - lavorando come autore del Gran Hermano (il Grande Fratello spagnolo). Viral marketing, cortometraggi, blog, reality... e probabilmente un pizzico di sana pazzia di fondo. Creativi italiani, seguite l'esempio: scatenate la vostra fantasia in questa direzione, invece di seguire solo i percorsi tradizionali. Non vincerete un Oscar (Vigalondo mica l'ha vinto, per ora), ma se siete bravi avrete la possibilità di farvi notare ovunque. E magari il corrispettivo spagnolo o messicano del Pozzo di Cabal parlerà di voi e mostrerà i vostri video ai suoi lettori... :o)

P.S. Non credo che c'entri direttamente Vigalondo, ma la campagna pubblicitaria per l'uscita del suo Los Cronocrimenes in Messico è a dir poco azzeccata: prende come riferimento [Rec] e il continuo tornare indietro nel tempo di Los Cronocrimenes. Risultato: dopo [Rec], Rewind...


(immagine tratta dal blog Silencio, por favor)

Anarchy in Japan

La schizo-pop-culture giapponese ha qualcosa di meravigliosamente folle e disturbante.
Puncolle è un disco in cui alcune doppiatrici tv e di anime (seiyu, credo sia il loro nome professionale) cantano classici punk-rock antichi e recenti.
Fa un certo effetto sentir cantare Sex and Violence o No Future da una lolitesca vocina da cartone animato. D'altronde era tutta una grande truffa, no?

Questa è la scaletta completa:

1. Sex and Violence (The Exploited)/ Haruko Momoi
2. Basket Case (Green Day)/ Haruna Ikezawa
3. White Riot (The Clash)/ Kaori Shimizu
4. Pretty Fly For A White Guy (The Offspring)/ Mai Kadowaki
5. Anarchy In The UK (Sex Pistols)/ Rie Tanaka
6. London's Burning (The Clash)/ Yuko Goto
7. Call Me (Blondie)/ Haruko Momoi
8. God Save The Queen (Sex Pistols)/ Haruna Ikezawa
9. Blitzkrieg Bop (Ramones)/ Kaori Shimizu
10. Search and Destroy (Iggy & The Stooges)/ Mai Kadowaki
11. Ruby Soho (Rancid)/ Rie Tanaka
12. Smells Like Teen Spirit (Nirvana)/ Yuko Goto

Questo è il link a un negozio online dove acquistare l'album (a 28 dollari???).

E questo è un assaggio multitrack su YouTube




Le migliori canzoni del primo album di Ligabue


(Quanti ricordi in questa copertina e nelle sue citazioni sparse qua e là...)

Sto subendo una terribile ipnosi da classifica.
Ovunque ne veda una, mi viene voglia di riportarla.
Per esempio, questa mette in fila le canzoni dell'album d'esordio di Ligabue, secondo le preferenze degli utenti del LigaChannel.

1. Non è tempo per noi (28%, 1570 voti)
2. Piccola stella senza cielo (22%, 1219)
3. Sogni di rock'n'roll (11%, 604)
4. Bambolina e barracuda (10%, 539)
5. Marlon Brando è sempre lui (8%, 475)
6. Balliamo sul mondo (7%, 403)
7. Figlio d'un cane (5%, 290)
8. Angelo della nebbia (5%, 284)
9. Bar Mario (3%, 186)
10. Radio radianti (1%, 35)
11. Freddo cane in questa palude (0%, 23)

D'istinto, anch'io ho votato Non è tempo per noi.
Credo sia una delle prime canzoni che ho imparato a memoria (dopo l'intero Velvet Underground & Nico, naturalmente).
Considerato il ruolo che hanno nella mitologia del Liga, mi sarei aspettato qualcosa di più da Balliamo sul mondo e Bar Mario.
Massimo rispetto e un briciolo di curiosità di conoscere i 23 che hanno votato Freddo cane in questa palude.
Ora vado a cercare qualche altra classifica.

Intanto, dedicata ai 23 fedelissimi...


lunedì, marzo 02, 2009

Le canzoni di Daytrotter

1. Gospel (The National)
2. The Seedling (Bonnie Prince Billy)
3. A Movie Script Ending (Death Cab For Cutie)
4. I Stand Corrected (Vampire Weekend)
5. We Used To Vacation (Cold War Kids)
6. Flume (Bon Iver)
7. Eagle-Shaped Mirror (Of Montreal)
8. Fiery Crash (Andrew Bird)
9. Drops in the River (Fleet Foxes)
10. April Anne (Okkervil River)
11. Red River Valley (Mountain Goats)


Questa non è solo la colonna sonora perfetta per una commedia agro-dolce da proiettare al festival di Sundance. E' anche un esempio di scaletta per un ipotetico Daytrotter super album, da macinare sull'iPod quando si sente bisogno di un po' di sano midwest sound.
Chiunque può costruirsi la sua, scegliendo e scaricando i brani direttamente dal sito americano. Si tratta di interpretazioni live, registrate dalle band negli studi di Daytrotter.
I download sono autorizzati e, visto che le session vanno ormai avanti da diversi anni, la scelta è di oltre mille brani.
A quando un Daytrotter italiano?