Lo sciopero degli sceneggiatori Usa pone un sacco di questioni interessanti relative a Internet e al futuro del cinema e della tv in relazione con le nuove tecnologie. Il pomo della discordia sono i proventi dalla diffusione online di film e serie tv. Gli sceneggiatori vogliono una parte dei guadagni. I produttori rispondono che è troppo presto per parlare di guadagni.
Il problema non riguarda solo cinema e tv. Pensiamo alla musica e agli accordi che alcune case discografiche hanno stretto con YouTube: si presume che prevedano il pagamento da parte di YouTube di una percentuale dei suoi ricavi pubblicitari in cambio delle licenze per trasmettere liberamente i videoclip delle case discografiche. Lo stesso vale per iMeem e lo streaming di brani musicali. Quei soldi lì, come vengono redisitribuiti agli artisti? Nell'Internet dei numeri, dove tutto è facilmente calcolabile, ci sono ancora dei meccanismi e dei dati che rimangono nell'ombra.
Approfittando dello sciopero, sembra che alcuni sceneggiatori stiano valutando l'idea di trovare nuove strade per la gestione e la distribuzione del proprio lavoro. Strade che in parte coinvolgono Internet e che potrebbero far entrare in gioco (come finanziatori) società non direttamente legate al mondo del cinema e della tv. Anche in questo caso è lo stesso percorso seguito dalla musica, dove Starbucks pubblica i dischi di Paul McCartney, Wal-mart quelli degli Eagles e Live Nation (un tour promoter) mette sotto contratto Madonna.
Da un lato c'è la disintermediazione: il desiderio e la possibilità degli artisti di agire in modo più indipendente (vedi i Radiohead). Dall'altro c'è una neo-intermediazione, cioè l'ingresso in gioco di aziende e investitori provenienti da altri settori.
Gli effetti a breve termine dello sciopero su noi italiani? Qualche film hollywoodiano in meno e, come faceva notare Inkiostro qualche giorno fa, il rallentamento delle tanto amate serie tv. Non tanto quelle che si vedono normalmente sui canali terrestri, che tanto arrivano sempre con qualche anno di ritardo. Ma quelle su Sky e, soprattutto, quelle che circolano su Internet in versione originale con i sottotitoli, pochi giorni dopo la diffusione negli USA.
Per me potrebbe essere un toccasana. Sono un maledetto completista e non guardo le serie tv perchè hanno troppi episodi e so che non riuscirò mai a vederli tutti. L'unica che ho visto di recente è stata l'inglese Life on Mars. Fantastica, consigliatissima, ma lunga appena una ventina d'episodi. Se lo sciopero durasse qualche annetto potrei rimettermi in pari anche con le varie Lost, Desperate Housewives, Californication, Heroes...
Un tributo a Life on Mars (occhio, contiene spoiler)
Lo sciopero ha bloccato anche celebri show tv come quelli di David Letterman, Jay Leno e Conan O'Brien. Vi siete mai chiesti come hanno trascorso gli ultimi mesi i conduttori di questi show? La risposta, esilarante come sempre, arriva da Conan O'Brien e la trovate nel video qui sotto.
Momenti da non perdere:
- il duetto tra le action figure di Conan e Lincoln ("Non andare a teatro!")
- Conan che gira per l'ufficio imbracciando una chitarra elettrica e suonando Sunshine of Your Love dei Cream.... Quindi finisce in una stanza dove alcuni colleghi stanno giocando a Rockband (videogioco simile a Guitar Hero, in cui bisogna suonare brani famosi) e si mette alla prova con Creep dei Radiohead e Sabotage dei Beastie Boys.
Il problema non riguarda solo cinema e tv. Pensiamo alla musica e agli accordi che alcune case discografiche hanno stretto con YouTube: si presume che prevedano il pagamento da parte di YouTube di una percentuale dei suoi ricavi pubblicitari in cambio delle licenze per trasmettere liberamente i videoclip delle case discografiche. Lo stesso vale per iMeem e lo streaming di brani musicali. Quei soldi lì, come vengono redisitribuiti agli artisti? Nell'Internet dei numeri, dove tutto è facilmente calcolabile, ci sono ancora dei meccanismi e dei dati che rimangono nell'ombra.
Approfittando dello sciopero, sembra che alcuni sceneggiatori stiano valutando l'idea di trovare nuove strade per la gestione e la distribuzione del proprio lavoro. Strade che in parte coinvolgono Internet e che potrebbero far entrare in gioco (come finanziatori) società non direttamente legate al mondo del cinema e della tv. Anche in questo caso è lo stesso percorso seguito dalla musica, dove Starbucks pubblica i dischi di Paul McCartney, Wal-mart quelli degli Eagles e Live Nation (un tour promoter) mette sotto contratto Madonna.
Da un lato c'è la disintermediazione: il desiderio e la possibilità degli artisti di agire in modo più indipendente (vedi i Radiohead). Dall'altro c'è una neo-intermediazione, cioè l'ingresso in gioco di aziende e investitori provenienti da altri settori.
Gli effetti a breve termine dello sciopero su noi italiani? Qualche film hollywoodiano in meno e, come faceva notare Inkiostro qualche giorno fa, il rallentamento delle tanto amate serie tv. Non tanto quelle che si vedono normalmente sui canali terrestri, che tanto arrivano sempre con qualche anno di ritardo. Ma quelle su Sky e, soprattutto, quelle che circolano su Internet in versione originale con i sottotitoli, pochi giorni dopo la diffusione negli USA.
Per me potrebbe essere un toccasana. Sono un maledetto completista e non guardo le serie tv perchè hanno troppi episodi e so che non riuscirò mai a vederli tutti. L'unica che ho visto di recente è stata l'inglese Life on Mars. Fantastica, consigliatissima, ma lunga appena una ventina d'episodi. Se lo sciopero durasse qualche annetto potrei rimettermi in pari anche con le varie Lost, Desperate Housewives, Californication, Heroes...
Un tributo a Life on Mars (occhio, contiene spoiler)
Lo sciopero ha bloccato anche celebri show tv come quelli di David Letterman, Jay Leno e Conan O'Brien. Vi siete mai chiesti come hanno trascorso gli ultimi mesi i conduttori di questi show? La risposta, esilarante come sempre, arriva da Conan O'Brien e la trovate nel video qui sotto.
Momenti da non perdere:
- il duetto tra le action figure di Conan e Lincoln ("Non andare a teatro!")
- Conan che gira per l'ufficio imbracciando una chitarra elettrica e suonando Sunshine of Your Love dei Cream.... Quindi finisce in una stanza dove alcuni colleghi stanno giocando a Rockband (videogioco simile a Guitar Hero, in cui bisogna suonare brani famosi) e si mette alla prova con Creep dei Radiohead e Sabotage dei Beastie Boys.

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