
I Clap Your Hands Say Yeah, da clapyourhandssayyeah.com
Ho scritto un brevo pezzo per La Stampa Web sulla "guerra dei browser", cioè quei programmi tramite i quali navighiamo su Internet (Explorer, Firefox, Opera, Netscape, Safari, ecc. ecc.). Al fondo dell'articolo ho anche riportato le ultime stime, che vedono Internet Explorer baldanzosa intorno all'88 per cento del mercato, davanti a Firefox (più o meno 7 per cento) e a tutte le altre.
Percentuali ben diverse da quelle relative ai lettori di questo blog. Prendendo in considerazione soltanto gli ultimi 100 visitatori (come mi permette di fare, gratis, StatCounter), la classifica è la seguente:
Microsoft Explorer 65%
Mozilla Firefox 23%
Apple Safari 8%
Opera 2%
Netscape 1%
Camino 1%
Trattandosi di un campione limitato, le percentuali variano molto da giorno a giorno, ma la leadership di Explorer si mantiene a livelli sempre significativamente inferiori rispetto alle statistiche mondiali. Nel pozzo di Cabal, insomma, Internet Explorer è meno amato che altrove.
Il significato di questa differenza di percentuale mi sembra piuttosto evidente e sono convinto che valga anche per molti altri blog. Tra gli internauti più "attivi" (quelli che si collegano al Web più volte al giorno, lo usano come principale fonte d'informazione, leggono i blog, discutono nei forum, ecc. ecc.), le simpatie verso Firefox e i browser alternativi a Internet Explorer sono molto più marcate che nella grande massa di chi frequenta la Rete sporadicamente. Ma i lettori dei blog (e in particolare, ahimé, del Pozzo di Cabal) rimangono ancora pochini e non vanno presi come parametro credibile per valutare le preferenze del pianeta.
Potremmo definirlo il teorema di Scalfarotto, dal nome del candidato indipendente alle primarie del centrosinistra. Nel piccolo teatrino dei sondaggi online precedenti alle primarie, Scalfarotto faceva sfracelli e sembrava potesse ottenere agevolmente un terzo posto dietro a Prodi e Bertinotti. Anzi, molti blogger erano convinti che questo sarebbe accaduto. Poi, quando si è trattato di scendere in piazza e dare parola all'intera massa votante, allora le sue percentuali sono crollate e di preferenze ne ha prese pochine, molte meno addirittura di Di Pietro, Mastella e Pecoraro Scanio.
Cosa vuol dire tutto ciò? Che più che preoccuparsi di perdere le loro libertà o di esigere chissà quali privilegi giornalistici, forse i blogger e gli aficionados del Web 2.0 (la "nuova Rete sociale") dovrebbero fare attenzione a non perdere il contatto con la realtà. Tutto quello che si legge sui blog è molto bello e certo più interessante di un qualsiasi programma televisivo di Rai e Mediaset. Ma si tratta pur sempre di perle di saggezza che coinvolgono una percentuale infinitesimale degli abitanti del pianeta, in 'Italia probabilmente ancora inferiore rispetto alla comunità di spettatori degli Amici di Maria De Filippi. Quindi, quando si spegne il computer e si apre la porta di casa, non si dovrebbe uscire con l'illusione che tutte le persone utilizzino Firefox, sappiano chi è Scalfarotto o ascoltino i Clap Your Hands Say Yeah...
Ho scritto un brevo pezzo per La Stampa Web sulla "guerra dei browser", cioè quei programmi tramite i quali navighiamo su Internet (Explorer, Firefox, Opera, Netscape, Safari, ecc. ecc.). Al fondo dell'articolo ho anche riportato le ultime stime, che vedono Internet Explorer baldanzosa intorno all'88 per cento del mercato, davanti a Firefox (più o meno 7 per cento) e a tutte le altre.
Percentuali ben diverse da quelle relative ai lettori di questo blog. Prendendo in considerazione soltanto gli ultimi 100 visitatori (come mi permette di fare, gratis, StatCounter), la classifica è la seguente:
Microsoft Explorer 65%
Mozilla Firefox 23%
Apple Safari 8%
Opera 2%
Netscape 1%
Camino 1%
Trattandosi di un campione limitato, le percentuali variano molto da giorno a giorno, ma la leadership di Explorer si mantiene a livelli sempre significativamente inferiori rispetto alle statistiche mondiali. Nel pozzo di Cabal, insomma, Internet Explorer è meno amato che altrove.
Il significato di questa differenza di percentuale mi sembra piuttosto evidente e sono convinto che valga anche per molti altri blog. Tra gli internauti più "attivi" (quelli che si collegano al Web più volte al giorno, lo usano come principale fonte d'informazione, leggono i blog, discutono nei forum, ecc. ecc.), le simpatie verso Firefox e i browser alternativi a Internet Explorer sono molto più marcate che nella grande massa di chi frequenta la Rete sporadicamente. Ma i lettori dei blog (e in particolare, ahimé, del Pozzo di Cabal) rimangono ancora pochini e non vanno presi come parametro credibile per valutare le preferenze del pianeta.
Potremmo definirlo il teorema di Scalfarotto, dal nome del candidato indipendente alle primarie del centrosinistra. Nel piccolo teatrino dei sondaggi online precedenti alle primarie, Scalfarotto faceva sfracelli e sembrava potesse ottenere agevolmente un terzo posto dietro a Prodi e Bertinotti. Anzi, molti blogger erano convinti che questo sarebbe accaduto. Poi, quando si è trattato di scendere in piazza e dare parola all'intera massa votante, allora le sue percentuali sono crollate e di preferenze ne ha prese pochine, molte meno addirittura di Di Pietro, Mastella e Pecoraro Scanio.
Cosa vuol dire tutto ciò? Che più che preoccuparsi di perdere le loro libertà o di esigere chissà quali privilegi giornalistici, forse i blogger e gli aficionados del Web 2.0 (la "nuova Rete sociale") dovrebbero fare attenzione a non perdere il contatto con la realtà. Tutto quello che si legge sui blog è molto bello e certo più interessante di un qualsiasi programma televisivo di Rai e Mediaset. Ma si tratta pur sempre di perle di saggezza che coinvolgono una percentuale infinitesimale degli abitanti del pianeta, in 'Italia probabilmente ancora inferiore rispetto alla comunità di spettatori degli Amici di Maria De Filippi. Quindi, quando si spegne il computer e si apre la porta di casa, non si dovrebbe uscire con l'illusione che tutte le persone utilizzino Firefox, sappiano chi è Scalfarotto o ascoltino i Clap Your Hands Say Yeah...
4 comments:
Complimenti sia per il tuo articolo sulla stampa,che per questo post.
Entrambi molto interessanti.
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